Quattro giorni a New York: Brooklyn Heights, South Street Seaport, Financial District

L’ultimo percorso descritto è leggermente diverso dai precedenti, perché ha sempre come protagonista Manhattan, ma invece di esplorarla interamente ed esclusivamente dall’interno, prevede di ammirarla anche dal di fuori, osservandone lo splendido skyline dalla passeggiata panoramica di Brooklyn Heigths.

Brooklyn Heights

Il punto di partenza è a Brooklyn, prima fermata della metro utile dopo essere usciti da Manhattan.

Appena sbucati in superficie si resta colpiti dalla nuova e diversa prospettiva; Manhattan è di fronte, è vicinissima, ma sembra appartenere ad un’altro mondo, in qualche modo distante e irraggiungibile.

Quella che si apre davanti agli occhi è l’immagine iconica, quella dei film, della copertina di Manhattan di Woody Allen, della pubbblicità dei chewing gum degli anni settanta (quelli della gomma del ponte), del poster di C’era una volta in America.

E’ impossibile non venire travolti dall’emozione, specialmente se si capita qui in una giornata come questa, con il cielo terso e cristallino, di quel blu che più blu non si può; il tipo di cielo che, generalmente, segue le grandi tempeste di neve portate dalle correnti fredde che scendono dal Canada.

Oltre il ponte si trova il quartiere di Dumbo, acronimo di Down Under Manhattan Bridge Overpass, che comprende una piccola zona tra il ponte di Brooklyn e il Manhattan Bridge; dall’altra parte, in direzione opposta, la spettacolare Brooklyn Heights Promenade, che permette di camminare proprio vicino all’acqua e, cosa che consiglio vivamente, di sedersi su una panchina a contemplare lo skyline di Manhattan per un tempo imprecisato, lasciando scorrere la mente tra le immagine dei mille film girati qui.

E’ come quando si osserva lo skyline di Londra da Southbank o quello di Hong Kong Central da Tsim Sha Tsui; è la piacevole sensazione che si prova a guardare le cose dall’esterno, osservandone i contorni ed i particolari che ti sfuggono quando ci sei dentro.

E’ il fascino della città, di cui percepisci l’energia ed il carattere, ammirandola da fuori.

E’ la sensazione che probabilmente si provava ad arrivare qui dal mare, dopo avere attraversato l’oceano, quando non esistevano i voli aerei.

Una volta scesi a filo dell’acqua, bisogna prendere a sinistra, seguendo la promenade, e semplicemente camminare e camminare, guardando le imbarcazioni che passano, sentendo il vento che soffia ed i gabbiani che fanno quel verso strano, che non ho mai capito come si chiama, ma è l’inconfondibile segno di riconoscimento delle città di mare.

Seaport District e Pier 17

Dopo avere completato la Brooklyn Heights Promenade, si ritorna indietro, al punto di partenza, e si sale (non senza un altro brivido di emozione) sul Brooklyn Bridge, in direzione Manhattan.

Il senso di marcia è quello “giusto” perché il profilo di Manhattan si avvicina sempre di più come in un film, con il Manhattan Bridge a destra e la Statua della libertà a sinistra, le imbarcazioni che passano sotto e la struttura Old fashion del ponte che fa pensare di essere nel secolo scorso.

Arrivati dall’altra parte si scende in prossimità del New York City Hall, e si gira a sinistra, verso il South Street Seaport (o Seaport Historic District), altra zona sempre più curata e in evoluzione, che include il famoso Pier 17, in questo momento chiuso per ristrutturazione ed ampliamento, e tutta una serie di stradine alle spalle del Pier, grosso modo nell’area compresa tra questo e Fulton Market, sempre più piene di negozi e locali di tutti i tipi.

Io adoro il Pier 17, antico molo ormai da decenni trasformato in area di intrattenimento, un po’ perché mi ricorda il Porto Antico di Genova disegnato da Renzo Piano, un po’ perché, come tutti i Pier, anche se è indubbiamente un’area estremamente turistica, sottolinea e mantiene intatto il carattere della città di mare, ed è il punto dove al mare ci si avvicina e se ne sente il profumo (sì, anche a New York).

Il Pier 17 è tra i più suggestivi che mi sia capitato di vedere, specialmente al tramonto, con i velieri alle spalle e i grattacieli che si accendono tutto intorno, pari solo a quello di Santa Monica, completamente diverso, ma di eguale fascino, che ho descritto in quest’altro post.

Manhattan Helycopter Tour

In prossimità del Seaport Historic District si trova anche il punto di partenza dei Tour in elicottero di Manhattan (Manhattan Helycopter Tour).

E’ costoso, non dura molto, ma vedere Manhattan dall’alto dell’elicottero è una di quelle cose che rimangono negli occhi per sempre.

E’ meglio prenotare in anticipo on line, in modo da avere un orario preciso (occorre essere lì un bel po’ prima per sbrigare tutte le formalità di sicurezza), ma con un pizzico di fortuna si può anche improvvisare.

Noi abbiamo chiesto se c’era posto andandoci di persona e ci hanno dato un appuntamento nel giro di un paio d’ore, utilizzate per mangiare qualcosa nell’attesa senza allontanarci troppo.

Il Tour incomincia in direzione sud, verso Ellis Island e Liberty Island (la Statua della libertà vista dall’alto è fantastica, e anche il colpo d’occhio sui ponti non è niente male), poi l’elicottero prosegue virando e risalendo lungo l’Hudson fino all’altezza di Central Park.

Risalendo l’Hudson da questo lato si scorgono tutti gli edifici simbolo di New York, la Freedom Tower, l’Empire State Building, il Crysler Building, le Dakota Tower.

La sensazione che si prova a vedere i grattacieli dalla prospettiva di Spider Man (i folletti, naturalmente sono impazziti di gioia), è davvero magica.

Wall street e Financial District

Per completare l’itinerario, terminata la perlustrazione del Seaport Historic District, bisogna proseguire ancora un pochino dal Pier 17 verso sud e poi entrare nel Financial District dove lo scenario cambia, ancora una volta, completamente.

Qui i grattacieli di Wall Street, e del distretto finanziario in generale, sono talmente alti e ravvicinati che le strade sono quasi tutte in ombra; la facciata della borsa di New York NYSE, completamente rifasciata dalla bandiera americana è bellissima, e per l’ennesima volta sembra di stare sul set di un film.

Il Toro di Wall Street è assalito dai turisti, ed è quasi impossibile da fotografare senza decine di persone che sfrecciano davanti all’obbiettivo e si mettono in posa per i selfie.

Però è bello anche lui, come tutti i simboli di questa incredibile città.

Questo era l’ultimo itinerario descritto, ma se volete vedere gli altri post con i miei percorsi di questo viaggio a New York, cliccate qui, qui e qui.

 

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