Cinque italiani a Londra

Cinque italiani a Londra

Io (agitata): “Un anno? A Londra? Tutti e cinque? Ma, e il lavoro? La scuola? La casa? Le amiche? I parenti? le piante?”

Folletto M (grande, 14): “Ma mamma, a noi le piante seccano tutte”

Io: “Va beh, anche se non ho il pollice verde, non è una buon ragione per abbandonarle al loro destino”

“Aiutooo! Ma come si fa a  mollare tutto e ad andare un anno a Londra? Cioè, da che parte si comincia?”

“Però, a pensarci bene, è una fortuna pazzesca, ma quando mai ci ricapita un’occasione così?”

Ecco, appunto, occasioni così non ricapitano, quindi bisogna chiudere gli occhi e buttarsi, senza lasciarsi scoraggiare dai mille dubbi che si profilano all’orizzonte.

Io (sempre agitata): “Ma come faccio con il mio lavoro di avvocato?”

Mister M: “Ma tu hai il Blog! E’ una grande risorsa, puoi fare una pausa e concentrarti su quello”

Io: “Beh, effettivamente, il blog è un grande stimolo, potrei studiare, frequentare corsi, imparare bene l’inglese, trovare uno spazio di coworking, conoscere altri blogger, e poi Londra è un laboratorio a cielo aperto, sicuramente non mancheranno gli argomenti di cui scrivere …”

“E i bambini, come faranno con la scuola?”

Mister M: “Mah, pare che a Londra l’istruzione primaria e secondaria sia acquisita da parecchi anni, quindi non mi preoccuperei troppo sotto questo aspetto” (ahahaha)

Io (insistente): “E la casa, come facciamo con la casa?”

Mister M: “Pare che anche in questo campo gli Inglesi facciano passi da gigante, ci sono case per tutti i gusti, anche per famiglie con tre bambini, pensa un po’ …” (ahahahahahah)

Io: “Va beh, ma cosa diranno i bambini, come la prenderanno?”

Ed ecco, nell’ordine, le reazioni dei tre folletti:
Folletto M (grande, 14): “Per me andare un anno a Londra va bene, l’unica condizione è che non mi facciate saltare le tre settimane in Irlanda a Luglio con i miei compagni di classe, che mi avete promesso come regalo per la promozione”

Folletto F (medio, 9): “Se lui va in Irlanda per tre settimane, io allora voglio andare a Canterbury per due settimane con i miei amici del cuore e con la teacher, se mai mi fermo là direttamente e mi passate a prendere”.

Folletto A (piccolo, 5): “mamma, per me va bene, ma per favore mi fai vedere dov’è Londra sul mappamondo? Cioè, è vicino all’America o al Giappone?”

Io (puntigliosa): “ma come? E gli amici, i compagni di classe, le vostre cose?”

Folletti: “Mamma non andiamo in guerra, andiamo un anno a Londra, le nostre cose ce le portiamo dietro e gli amici li ritroviamo qui al ritorno, senza contare che ci possono venire a trovare con un’ora e mezza di aereo”.

Londra

Così, con una serie di obiezioni (mie), smontate molto rapidamente dai tre folletti razionali di nuova generazione, comincia la nostra nuova avventura: un anno a Londra, con partenza nel mese di Agosto, folletti iscritti a scuola, e noi alla ricerca di una casa nelle vicinanze della scuola (questo l’ho capito subito, la praticità prima di tutto).

E, naturalmente, non potevo resistere alla tentazione di introdurre una nuova categoria del blog, che sarà pronta a breve e che, con grandissima fantasia, ho chiamato London, dove raccogliere tutti i post che testimonieranno la nostra esperienza di famiglia expat, a cominciare da tutto ciò che riguarda il pre-partenza, ovvero cosa fare e da che parte cominciare a programmare tutto quanto.

Mi piace l’idea di poter raccontare l’esperienza sotto diversi punti di vista, il mio, e quello dei bambini, anche in considerazione del fatto che hanno età diverse (14, 9 e 5), che variano dall’infanzia all’adolescenza, e saranno quindi, per forza di cose, realtà completamente differenti.

Per ora, a dire la verità, è più un delirio di siti web, richieste di informazioni a destra e a sinistra (ma quanta gente che va a Londra, quasi tutti hanno almeno un cugino o un caro amico, o un vicino di casa che è andato a vivere là), mail di tutti i generi, e visione di film in lingua originale (non so perché, ma mi viene in mente la corazzata Potemkin di Fantozzi), tanto per abituarsi all’idea.

Al momento non mi sembra per nulla chiaro come evolverà questo “progetto”, ma sicuramente ho una grandissima voglia di provarci, mista a terrore (alterno più volte gli stati d’animo nel corso della giornata).

Però, immagino che con un po’ di impegno, una buona dose di organizzazione e un certo entusiasmo, potrei riuscire a riordinare le idee, e a tirare fuori qualche post con informazioni, magari utili per qualcuno; ma soprattutto, una volta a Londra, potrò cominciare ad esplorare la città, le persone, le novità, le inevitabili difficoltà dei primi tempi (che spero si limitino ai primi tempi), e proverò a proporle sul blog, senza troppi filtri, così come si presentano, e a raccontare tutte le nuove scoperte della nostra avventura londinese.

Insomma, una specie di diario, con tutte le impressioni e le riflessioni, il cui tema conduttore dovrebbe essere la nostra storia di Cinque Italiani a Londra.

Londra

Queste sono le idee, per ora piuttosto confuse, che affollano la mia mente prima della partenza, insieme ad un certo numero di quesiti di vario genere che vanno dal “come farò a guidare la macchina con la guida dall’altra parte?” (sì, lo so benissimo che a Londra si gira con la metropolitana, e non penso di infilarmi con la macchina a Piccadilly nell’ora di punta, ma io intendo al mattino quando devo portare i bambini a scuola e fare la spesa al supermercato) al “da che parte si comincia ad inserirsi in una città del genere?”

Ma, in ogni caso, qualunque sia il dubbio del giorno (me ne vengono in continuazione), non riesco a pensare che ad una sola frase, che lampeggia come una gigantesca scritta al neon nella mia testa: LONDRA, stiamo arrivando! (liberamente tratta dalla scena 32 di Cars Motori Ruggenti, che ormai, dopo centinaia di proiezioni, la mia mente visualizza automaticamente ogni volta che dobbiamo raggiungere una qualsiasi destinazione).

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