Esplorando i quartieri di Londra: Hampstead

Hampstead è un altro di quei quartieri di Londra che, pur essendo vicinissimo al centro, mantiene inalterato quell’indefinibile carattere di “villaggio” d’altri tempi, e che sembra appena uscito da un romanzo del secolo scorso.

Devo fare una premessa.

In una piccola libreria del mio quartiere, di quelle con il libraio che ti saluta all’ingresso e la musica classica in sottofondo, ho scovato un libriccino che si intitola London Villages “Esplore the city’s best local neighbourhoods”, dove sono racchiusi, e rigorosamente suddivisi tra Nord, Sud, West ed East London, una serie di piccoli borghi, “Villages” appunto, nascosti all’interno della città.

Sono nuclei che riescono, incredibilmente, a fare parte della metropoli tentacolare, ma a conservare al tempo stesso in maniera perfetta quell’aria da paesino del countryside, con la via centrale, i piccoli negozi di quartiere, i bar e caffè indipendenti (se non tutti, comunque molti), e le librerie con le “occasioni” e i libri introvabili altrove.

Da questo fantastico manualetto, dal quale non mi separo praticamente mai quando giro per la città, e che consulto freneticamente quando sono in metropolitana, ho tratto numerose ispirazioni per le mie esplorazioni di Londra, e Hampstead è uno dei primi quartieri che mi ha incuriosito.

Si trova a Nord di Londra, proprio sopra Camden Town, e la fermata di riferimento della tube è quella omonima (Hampstead), sulla Northern Line.

La prima cosa che si nota sbucando fuori dalla tube è che Hampstead è in collina, è tutta un saliscendi, è un villaggio pieno di stradine e vicoletti che si inerpicano su per il borgo; ed infatti, la caratteristica principale di questo posto è la meravigliosa vista panoramica su Londra, che si intravede tra i tetti dei cottages in stile vittoriano, o attraverso gli scorci che si aprono tra una strada e l’altra.

Hampstead Heath

Come ogni villaggio che si rispetti, anche Hampstead ha il suo parco, per l’appunto Hampstead Heath (se volete leggere di un altro villaggio incantato di Londra e del suo parco, potete cliccare qui, dove ho scritto di Richmond).

Ed esattamente come tutti i parchi di Londra, anche questo parco è una via di mezzo tra un bosco delle fiabe e una tenuta di campagna; è gigantesco, verdissimo, e molto romantico.

In più, a differenza di altri, il parco di Hampstead Heath, essendo in collina, ha una meravigliosa vista dall’alto su Londra, che non lascia indifferenti.

Qui è Parliament Hill, il punto panoramico in cima alla salita; la giornata è grigia, il cielo carico di nuvole e, a tratti, pioviggina, ma la vista è comunque incantevole.

Di certo con il sole il panorama deve essere fantastico, ma a me non dispiace passeggiare qui in una mattina qualunque della settimana, con il parco ancora assonnato e pochi abitanti della zona che portano a spasso il cane, l’erba ancora un po’ bagnata e l’atmosfera della campagna inglese a pochi passi dal caos della città (ancora non ho imparato a vestirmi adeguatamente e, soprattutto, a girare con gli Hunter quindi, per lo più, mi aggiro imprecando per le scarpe che si infangano nel prato).

Osservare Londra dalle panchine di Hampstead Heath ha qualcosa di magico, perché la metropoli è li sotto, a portata di mano, a poche fermate di tube, e puoi percepirne tutta l’energia vitale, ma il punto di osservazione è completamente diverso, è un contesto calmo e rilassato, dove i rumori della città arrivano come ovattati; in pratica è un po’ la stessa sensazione che si prova a guardare Parigi dalla collina di Montmartre.

Ogni volta che entro in uno di questi parchi di Londra sento un irrefrenabile desiderio di comprare un cestino da pic nic, con tutta l’attrezzatura, e forse, tra tutti quelli che ho visitato sino ad ora, questo parco con vista è quello che più mi ispira per il mio debutto.

Hampstead Village

Il villaggio è delizioso.

C’è, ovviamente, la main street, Hampstead High Street, con le casette di mattoni e le porticine colorate, i negozi d’epoca, i pub di quartiere, e le piccole librerie; non a caso il libro di Luca Bianchini “Dimmi che credi al destino”, che parla appunto di una famosa libreria indipendente di Londra, è ambientato qui.

Anzi, queste che ho fotografato con grande orgoglio di piccola esploratrice, direi che sono le case che compaiono sulla copertina del libro.

Ma ancor più della via centrale, meritano le piccole stradine laterali (poco più grandi di vicoletti, in effetti), che si diramano a destra e a sinistra.

Tra questi, il mio preferito, si chiama Flask Walk.

Flask Walk

Flask Walk è una piccola stradina laterale che si percorre in due minuti, ma è piena di fascino per la sua pavimentazione, che con la pioggerellina di marzo diventa lucidissima, gli edifici di mattoni da una parte e dall’altra, le vetrine dei negozi che sembrano appena uscite da un album da disegno, e i gatti appollaiati sulle sedie in ferro battuto.

The Holly Bush

Se volete fermarvi qui a mangiare qualcosa, cercate questo pub che si chiama The Holly Bush; è un po’ nascosto rispetto alla via principale, bisogna arrampicarsi in cima a una stradina, ma ne vale davvero la pena.

Più che un pub sembra una locanda, di quelle che si trovano per l’appunto nella campagna inglese, con l’aria tranquilla e molto intima; cercate la saletta dietro, con il camino e gli sgabelli in pelle, che ha l’aria del salotto di casa della zia, più che quella di un locale pubblico, e ordinate il piatto del giorno.

Everyman Cinema

Tornati sulla strada principale, in prossimità della stazione della tube, se attraversate la strada incontrerete, appena poco più in su, questo cinema old fashion che si chiama Everyman; è uno di quei cinema di quartiere che si trovano ogni tanto in giro per Londra, dove si può anche ordinare qualcosa da bere e da mangiare mentre si guarda il film, cosa che personalmente mi sembra bellissima.

Gironzolate ancora un po’ esplorando le stradine laterali rispetto alla strada principale, alla ricerca di vetrine colorate e finestre tutte circondate da fiori, e poi rituffatevi nella tube, per raggiungere in un lampo il pieno centro di Londra e la frenesia della metropoli.

 

Come ho già detto, infatti, il quartiere di Hampsted, rispetto ad altri simili, ha il vantaggio di essere a poca distanza dal centro, e si presta quindi perfettamente ad essere inserito anche in un viaggio in città di pochi giorni, dedicandogli, ad esempio, un pomeriggio o una mattinata.

2 Comments
  • Mariangela Giunta
    agosto 24, 2017

    Per una che vive a Londra, scrivere per 3-4 volte Heat invece di Heath è piuttosto grave!

    • Alessandra
      agosto 26, 2017

      Grazie Mariangela, quando hai in mente un errore è facile ripeterlo più e più volte; e poi io ho ancora tantissimo da imparare!

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