Fashion time

A ogni cambio di stagione scatta il “Fashion time” e le riviste pullulano di articoli sulle nuove tendenze da seguire, con istruzioni molto precise su quello che occorre indossare per essere “very cool”.

Animata dalle migliori intenzioni, mi procuro un certo numero di articoli sulle proposte per l’imminente primavera estate, e con una bella tazza di caffè in mano, mi immergo nella lettura, animata dai migliori propositi.

L’approccio

Subito mi appaiono le prime preziose indicazioni sulle “tendenze di questa primavera che non vedete l’ora di seguire” (cito testualmente):

trend metallico: tessuti cangianti e dai toni metallici; sono questi una delle novità delle tendenze primaverili di quest’anno (…) poco importa il colore, quello che importa è che sia cangiante e metallico”;

“trafori: che sia in pelle, in raso o in jeans, cercate di trovare t-shirt e abiti traforati”;

“veli e trasparenze: gli abiti di questa primavera saranno un sovrapporsi di veli leggeri le cui trasparenze creeranno delicati giochi di vedo non vedo (…)”;

“oro o argento, basta che luccichi!” “Quest’inverno ne avete avuto un assaggio, ma in primavera sarete libere di luccicare a tutte le ore del giorno!” “Vestiti, pantaloni e accessori saranno impreziositi da inserti metallici, dorati o argentati, che renderanno ogni dettaglio lucido e scintillante”;

e ancora: “bomber: mandate in pensione il trench! Quest’anno dovete puntare tutto su un bomber leggero (…)” e “culotte: basta pantaloni skinny! Aggiungete un bel paio di culotte a gamba ampia (…)”.

La riflessione

Tutto molto bello.

Ora non resta che immaginare in quali fantastiche circostanze posso indossare i capi proposti per la nuova stagione, e il gioco è fatto.

La cosa più semplice è fare un elenco delle occasioni d’uso.

Mi vengono in mente le seguenti: “Mattinata in Tribunale”; “spesa del sabato mattina al supermercato”; “pizzata di fine anno della seconda elementare”; “recita dell’asilo”; “rinnovo del passaporto”.

Ecco, in pratica basta effettuare gli abbinamenti giusti, ma l’operazione si rivela non proprio semplicissima.

Per la “mattinata in Tribunale” direi di scartare i trafori e i veli con trasparenze al posto della toga; non vorrei che il magistrato fosse tentato di chiamare la forza pubblica per farmi portare direttamente in carcere.

Anche il trend con inserti metallici e tessuti cangianti non mi sembra proprio pertinente; come minimo rischio di far suonare tutto nel passaggio al metal detector all’ingresso del palazzo di giustizia, e di non riuscire nemmeno a raggiungere l’aula di udienza.

Senza contare le spiegazioni da dover dare ai clienti quanto scoprono di essere difesi dalla cugina di Star Trek.

Nemmeno la spesa del sabato al supermercato mi dà grande soddisfazione: sebbene tutto quel luccichio venga promesso “per tutte le ore del giorno”, non mi vedo benissimo a girare per gli scaffali alla ricerca dei pelati tutta fasciata in tessuti lucidi e scintillanti.

Potrei provare il bomber per la recita dell’asilo, o per la pizzata di fine anno della seconda elementare; ma forse è meglio di no, i bambini di oggi sono esigenti, non so se gradirebbero essere accompagnati dalla mamma vestita da Fonzie, e in effetti, ora che ci penso, potrebbero venire derisi dai compagni fino alla quinta liceo.

Non riesco ad abbinare neppure le culotte, che non ho ben capito con che cosa debbano essere abbinate, e nemmeno che cosa sono di preciso, ma istintivamente tenderei a escludere per andare a rinnovare il passaporto.

La conclusione

Parigi

Mi consolo pensando al superamento del “fashion time” della passata stagione autunno inverno, che prevedeva, nell’ordine:

gangster: non è il caso di giocare ancora alle brave ragazze (…) meglio passare dalla parte dei cattivi, almeno per quel che riguarda il fashion” (questo per il Tribunale meglio di no; qui l’arresto più che un’eventualità, rappresenta una certezza, a meno che il giudice non sia dotato di un forte senso dell’umorismo);

“dark lady: il nero è stato il colore che ha letteralmente dominato in passerella” (anche in questo caso tenderei a escludere di vestirmi da dark lady per la recita dell’asilo, considerato che le maestre probabilmente chiamerebbero gli assistenti sociali);

e infine “pelle: abiti in pelle sia in nero che colorati hanno spopolato sulle passerelle (…); tubini morbidi o estremamente aderenti devono assolutamente trovare posto nel vostro armadio” (ma il tubino in pelle estremamente aderente per la spesa lo vedo un po’ impegnativo, specie nella parte in cui carico dieci sacchetti nel bagagliaio).

Meglio prendere tempo, confidando nelle tendenze per la prossima stagione, anche se temo che, in ultima analisi, l’unica soluzione al problema sia quella di modificare decisamente, non so bene come, le occasioni d’uso, introducendo uno stile di vita radicalmente diverso.

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