Febbraio: musica e glamour

Due cose hanno colpito la mia attenzione nel mese di Febbraio.

Un evento

Lux Concept Store (Genova, Via XX Settembre, 258 r). Presentazione di Ringbow.

Ho avuto il piacere di essere invitata (ebbene sì, nella mia veste di blogger) alla presentazione, in anteprima assoluta, di Ringbow, l’anello a forma di cuore, smaltabile (con lo smalto per le unghie) e cancellabile (con un qualsiasi solvente), infinite volte e, quindi, in pratica, personalizzabile all’infinito.

L’evento, molto glamour, si è tenuto a Genova, presso il concept store Lux di Giglio Bagnara, all’ora dell’aperitivo, dove, tra un cocktail e una nocciolina, due bravissime decoratrici esperte di nail art, mostravano i mille modi per decorare anello e unghie.

Ecco quello che ho capito del mondo di Ringbow.

Décolleté

Ringbow è un anello, a forma di cuore, (l’ho chiesto, è ipoallergenico), la cui superficie è, in pratica, come una lavagna, dove, utilizzando lo smalto per le unghie ed il relativo solvente, si può colorare, scrivere, disegnare, dando libero sfogo alla propria fantasia; la prima idea che viene in mente è quella di dipingerlo con il colore delle unghie, ma, in realtà, le applicazioni sono innumerevoli, e gli abbinamenti con la borsa, il cappotto, il colore degli abiti, il trucco, la cover dello smartphone, dipendono solo dall’estro e dalla creatività di chi lo indossa.

Il mio abbinamento ideale, nonché il primo che mi è venuto in mente (come si può vedere dalla foto), è con la suola delle mie amate Louboutin, ma ho visto immagini stupende di chi  ha pensato di decorarlo disegnandoci sopra il muso del proprio cagnolino, e, nel corso dell’evento, ho appreso che si può decorare l’anello immergendolo nell’acqua dove si è preventivamente sciolto lo smalto goccia a goccia, per ottenere un fantastico effetto multicolore.

Pensandoci bene, però, un anello personalizzabile non ha solo un risvolto estetico, ma ha anche un profilo più intimo (non a caso, lo slogan è Colorati il cuore).

In pratica, è un po’ come un emoticon, o come lo stato di WhatsApp: può esprimere lo stato d’animo di quel momento, o mandare un messaggio subliminale, per descrivere come ci si sente.

Nulla vieta, infatti, a prescindere dal contesto in cui ci si trova, di dipingerlo con i colori dell’arcobaleno, se l’umore è primaverile, oppure di disegnarci sopra un teschio, se in quel momento ci si sente come una rockstar.

Infine, privilegio non da poco, permette, per quei cinque minuti in cui si decora l’anello, di esprimere la propria creatività, e fornisce una buona scusa per ritornare indietro nel tempo ritrovando quella sensazione della “piccola designer di gioielli”, che in qualche angolo remoto della personalità, resiste ancora dai tempi del liceo (sensazione molto presente per chi, come me, ha a che fare con tre folletti maschi, e non può quindi normalmente sbizzarrirsi nel mondo dei gadgets femminili).

Un concerto

Blue Note (Milano, Via Borsieri, 37). Chiara Civello e Nicola Conte.

Al Blue Note di Milano, ho assistito, quasi per caso, al concerto di Chiara Civello che, accompagnata dalla sua band ed, in particolare, da Nicola Conte, musicista e compositore, presentava il suo nuovo album, intitolato Canzoni, dedicato alla interpretazione, personalizzata, di brani di autori vari, tratti dal repertorio italiano dagli anni sessanta ad oggi.

Chiara Civello, che non conoscevo (nonostante la sua grandissima notorietà e la partecipazione al Festival di Sanremo), mi ha conquistato in un attimo.

Complice l’atmosfera del Blue Note, che è sempre molto calda, intima e accogliente, e ti dà la sensazione di essere in mezzo ad un gruppo di amici, dove ascolti musica di altissimo livello mentre mangi tranquillamente una bistecca, ho preso parte, senza praticamente accorgermene, a quasi due ore di concerto, che sono volate in un attimo.

Il Blue Note di Milano ricorda, in effetti, moltissimo quello di New York, per il tipo di ambientazione soft, le luci soffuse, l’ottima acustica, la vicinanza con il palco, che è proprio li, a due passi dai tavoli, ed il contatto, quasi fisico, con l’artista e con la band; ma, soprattutto, per la grande atmosfera, alimentata dalla consapevolezza che su quel palco (piccolo) si sono esibiti, e si esibiscono quotidianamente, i maggiori talenti del panorama musicale mondiale.

La cosa che mi ha più colpito del concerto di Chiara Civello è stata la voce di questa bravissima interprete, che è anche bella e simpatica, e dotata di grande charme e carisma (il che non guasta, dovendo intrattenere il pubblico praticamente da sola sul palco); una voce caldissima e molto personale, dal timbro riconoscibilissimo, nel quale mi sembra di ritrovare le due città (che adoro) nelle quali lei ha vissuto e vive, New York e Rio de Janeiro.

Il momento clou della serata: l’esecuzione, da sola sul palco con la chitarra, di uno dei suoi maggiori successi, Resta, che ti entra nel cuore al primo ascolto.

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