Food & Books

Adoro le librerie. Adoro passare il mio tempo tra gli scaffali, guardare i libri, toccare le copertine e scoprire le novità.

Mi piacciono tutte, quelle grandi, quelle piccole, quelle a tema (come usa a Londra), solo di viaggi o solo di cucina, quelle di nicchia, dove il libraio ti accoglie come se fosse casa sua, e ti parla come ad un amico.

Alcune mi piacciono più di altre, per come sono fisicamente organizzate, e per come picchia la luce sugli scaffali.

Se ho un’ora vado lì, se ho bisogno di stare un po’ da sola vado lì, se voglio trovare un regalo per qualcuno vado lì; insomma, passo in libreria gran parte del mio (poco) tempo libero.

Ecco, dunque, alcune delle mie ultime scoperte, frutto delle mie recenti esplorazioni librarie nel mondo del food.

Non sono libri di ricette, ma libri che parlano del cibo e dei suoi legami con il mondo dell’arte, della moda, del cinema, della musica.

Alcuni di questi accoppiamenti tra Food & Books sono particolarmente ben riusciti.

Tipo questi.

Cibo e fotografia

Fotografare il cibo: da semplici istantanee a grandi scatti. Nicole S. Young. Pearson Editore.

Le foto del cibo sono bellissime; da quando ho visto la foto dei cereali che si tuffano nella tazza di latte alla mostra fotografica di Nicholas Murray, sono attratta da tutte le immagini che ritraggono il cibo possibili ed immaginabili.

Non poteva quindi mancare da questo elenco un libro che spiega come fotografare singoli piatti, semplici ingredienti, tavole imbandite.

Non solo tecnica, suggerimenti e trucchi di una fotografa professionista, ma anche la spiegazione, step by step, di tutto il procedimento che sta alla base di un grande scatto di questo tipo.

La mia parte preferita è quella dei suggerimenti e trucchi di styling, che spazia dagli accessori e strumenti (per lo più di uso quotidiano) che occorrono per lavorare sul set, alla creazione degli effetti speciali, come ad esempio, l’aggiunta del vapore, per far sembrare gli alimenti più “vivi”; effettivamente, c’è una bella differenza tra un asparago rinsecchito ed un asparago che sembra caldo e fumante.

In conclusione, d’ora in avanti, dopo la lettura di questo libro, fotografare un pomodoro per il mio blog, non sarà più un incubo per me (forse).

Cibo e letteratura

Piccola biblioteca di cucina letteraria. Slow food editore.

Io ho amato moltissimo Manuel Vàsquez Montalbàn ed il suo investigatore gourmet Pepe Carvalho, che scovava il migliore Pata Negra nei barrio di Barcellona.

Sono quindi sempre alla ricerca di letteratura che abbia a che fare con il cibo.

E’ per questo che mi sono innamorata di questa collana di libretti (piccoli) editi dalla casa editrice Slow Food.

Si chiama Piccola biblioteca di cucina letteraria e contiene racconti di grandi scrittori, dedicati, ciascuno, ad un ingrediente diverso.

Ci sono l’Arrosto argentino di Massimo Carlotto, La pecora di Pasqua di Simonetta Agnello Hornby e Chiara Agnello, Zafferano ed altre spezie di Hans Tuzzi, Minestrine di Lella Costa, e molto altro.

Io ho letto l’Arrosto argentino di Massimo Carlotto, che racconta in maniera sublime la storia di un asador, i suoi silenzi, i suoi segreti, la filosofia che sta dietro alla preparazione della parilla; in fondo al libro ho trovato la ricetta del chimichurri, che mi ha riportato a Buenos Aires.

Credo che ora correrò a comprarmi anche tutti gli altri volumi della collana.

Cibo e viaggi

Street Food all’italiana. Clara e Gigi Padovani. Giunti Editore.

Lo street food è il connubio perfetto tra il cibo ed il viaggio; è il cibo che si trova a portata di mano mentre si viaggia, il più comodo da procurare, il più facile da assaggiare, il più legato al territorio ed ai luoghi nei quali ci si trova.

Del resto, pensandoci bene, è proprio ciò che si si assaggia in un posto nuovo che, dopo essere tornati a casa, più di ogni altra cosa, fa ritrovare in un attimo, attraverso la sua potenza evocativa, le sensazioni provate durante il viaggio, e riporta immediatamente alle atmosfere dei luoghi visitati.

Ogni volta che mangio fish and chips, non posso non pensare alla baia di Torbay, nel sud dell’Inghilterra, ai porticcioli con le barchette in rada, ai gabbiani, al clima un po’ grigio del mare d’inverno.

Se mi offrono un Souvlaky o un Gyros, in un attimo sono a Mykonos, con i piedi scalzi, le casette bianche ed il sole accecante, il mare turchese ed il Meltemi che soffia senza sosta.

E così via.

Ecco perché mi sono sentita attratta da questo libro che si intitola Street Food all’italiana, e che, sostanzialmente, offre un excursus del cibo di strada in giro per l’Italia, dividendo il cibo per ingredienti, e raccontando, per ciascun ingrediente (pesce, carne, etc.), come e dove lo si può trovare, girando l’angolo, nelle varie Regioni italiane.

Non manca un capitolo sull’interpretazione dello street food da parte di alcuni grandi chef, utile per farne comprendere le notevoli potenzialità.

MoMaL’elenco delle unioni ben riuscite tra Food & Books può continuare senza fatica e così, nel prossimo post, dopo i necessari approfondimenti (e, soprattutto, nuove fughe in libreria), le mie scoperte su Cibo e Musica, Cibo e Moda, Cibo e Arte.

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