Street Art

Cos’è che caratterizza una città e la rende unica rispetto a tutte le altre?

Di certo i monumenti, l’architettura, il punto in cui sorge, a volte l’arredo urbano, ma anche, ed ultimamente sempre di più, la Street Art.

Si tratta dell’insieme di tutte quelle opere d’arte a cielo aperto, dall’origine più varia e disparata, che colorano la città e la vestono, la rendono più moderna, dinamica, originale e artistica; sono opere per le quali non bisogna fare la fila o pagare il prezzo del biglietto, che si insinuano nella città e ne diventano parte integrante.

A volte è bello anche scoprirne l’origine e il perché sono proprio lì, sapere chi è l’autore, qual’è la sua storia, cosa lo ha ispirato.

Poiché le opere non sono “mappate”, non è raro scoprirne per caso di nuove, anche se tante di queste sono entrate ormai da tempo a far parte delle guide turistiche.

Hanno un fascino tutto loro, che spinge a cercarle ogni volta che si esplora una città nuova.

Queste sono le opere nelle quali mi è capitato di imbattermi sino ad ora, durante i miei viaggi.

New York City

Il bacio americano di Eduardo Kobra

La High Line è la linea della metropolitana sopraelevata dismessa che a New York City va da Chelsea al Meatpacking District, trasformata da pochi anni in un parco cittadino, esperimento riuscitissimo di arredo urbano, piena di installazioni, elementi di design, piante originali, e scorci metropolitani.

La vista è già di per sé notevole: sullo sfondo (cioè davanti), si staglia la Freedom Tower, da una parte (a sinistra percorrendola verso sud) si vedono i grattacieli di Downtown, e dall’altra (a destra) si aprono il fiume Hudson e, più oltre, lo skyline del New Jersey.

Quasi all’inizio della High Line, partendo da Chelsea, sulla sinistra, si incontra questo incredibile murales, realizzato dall’artista brasiliano Eduardo Kobra, che raffigura il “bacio americano”, riproduzione della celebre foto firmata da Alfred Eisenstaedt, e scattata il 14 agosto 1945 a Times Square, in cui un’infermiera bacia un soldato americano durante la parata di celebrazione della vittoria sul Giappone; murales che sta diventando uno dei quadri a cielo aperto più fotografati del web.

E’ bellissimo, incastrato com’è tra gli edifici di Chelsea ed i muri di mattoni degli ex magazzini delle carni del Meatpacking District, con quella esplosione di colori che lo fa sembrare un caleidoscopio sotto il cielo di Manhattan.

E fa venire voglia di scoprire in quali altre città sono le altre opere di Eduardo Kobra, e di andarle a vedere tutte.

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Rio de Janeiro

Escadaria Selaròn

Imperdibile opera d’arte a cielo aperto, la Escadaria Selaròn è una scalinata lunghissima, completamente ricoperta da mosaico, che collega i quartieri di Santa Teresa e Lapa, a Rio de Janeiro.

Il colpo d’occhio è veramente incredibile: i 250 gradini sono tutti ricoperti con tessere di ceramica, principalmente dipinte con i colori della bandiera del Brasile, giallo, blu e verde, ma sulle pareti predomina il rosso fuoco, e, in qualche punto, il turchese.

Questo è uno di quei casi in cui, oltre all’opera, il cui impatto visivo, veramente notevole, colpisce la storia che ci sta dietro; infatti, l’autore, Jorge Selaron, artista cileno trasferitosi a Rio de Janeiro, ha dedicato tutta la sua vita a realizzare questo progetto, incominciando, all’inizio degli anni novanta, a riparare i gradini davanti a casa sua, per poi proseguire, fino al giorno della sua morte, ricoprendo tutta la scalinata, ed i muri circostanti, con piastrelle di ceramica, alcune delle quali dipinte da lui a mano.

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Ad un certo punto, i viaggiatori che passavano da lì hanno cominciato a portargli in dono tessere provenienti da tutte le parti del mondo; ed infatti, qua e là, lungo i gradini, si incontrano piastrelle originarie dei paesi e delle nazioni più disparate, che sono entrate a far parte del progetto.

La scalinata è bella anche perché è sempre animata dal continuo via vai di turisti e curiosi e l’insieme è veramente suggestivo; nel complesso, una meraviglia.

Rio de Janeiro

Il murales di Panmela Castro 

A Rio de Janeiro, nel quartiere di Lapa, in Rio do Lavradio, si trova un meraviglioso locale, tempio del samba carioca, chiamato Rio Scenarium.

Una coda interminabile all’ingresso, unita alla musica che fuoriesce dalle finestre ed alle luci colorate che si riversano nella strada, permettono di comprendere la magia di questo posto.

Su una parete laterale del locale, si trova un bellissimo murales, realizzato dall’artista Panmela Castro contro la violenza domestica, con lo scopo di informare quante più persone possibili dell’approvazione della prima legge organica del Brasile su questo tema.

In pratica un esempio di come la street art possa essere utilizzata per trasmettere e diffondere un messaggio, utilizzando la potenza dell’impatto visivo.

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Hong Kong

Wall of Posters at Art Museum

Da Hong King Central, con lo storico Ferry che attraversa la baia, si raggiunge facilmente Tsim Sha Tsui, quartiere colorato e trafficato, sempre animato, sia di giorno sia di sera, pieno di negozi, attività, uffici, alberghi (tra cui lo storico Peninsula).

Qui, nei pressi della Avenue of Stars, passeggiata pedonale dalla quale ammirare, specialmente alla sera, lo skyline di Hong Kong Central, si trovano il Teatro dell’Opera ed il Museo di Arte moderna.

Ed è proprio sulla parete esterna del Museo di arte moderna che si trova questo fantastico muro interamente ricoperto di poster, che colora il cielo grigio di Hong Kong e attira ipnoticamente l’attenzione.

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Seattle

Gum Wall at Pike Place Market

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Nel centro di Seattle, vicino al mare, proprio sotto al famosissimo Pike Place Market, si incontra questo vicolo con un muro interamente ricoperto di gomme da masticare.

Non è l’opera di un artista, ma una creazione spontanea, iniziata quasi per caso.

Credo che inizialmente il desiderio degli amministratori fosse quello di far rimuovere il tutto, ma poi il muro è diventato un vero e proprio simbolo della città, oggetto di attrazione da parte di turisti e visitatori, al pari delle opere più importanti.

E così il Gum Wall è rimasto lì, non so se per sempre o per poco, ma tant’è.

Queste le opere fotografate sino ad ora; ma la cosa bella della Street Art è che si rigenera in continuazione, e nuove opere nascono silenziosamente nelle grandi città, mentre altre spariscono.

E inoltre, sempre più città, grandi o piccole che siano, ne contengono, quindi questo post potrebbe anche essere il primo di una serie.

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