Sunday Brunch

Il brunch piace ai bambini (perlomeno ai miei).

E’ creativo: non è colazione, ma non è pranzo, ci sono cose buone da assaggiare, e non si corre il rischio di trovarsi davanti la minestra.

Anche l’orario è quello giusto: ci si può alzare con calma, e fare tutto più lentamente rispetto alla serratissima tabella di marcia dei giorni di scuola (ad esempio, ciondolare in pigiama senza meta da una parte all’altra della casa, cosa che riscuote sempre un grande successo).

Tutto questo dà loro un senso di tranquillità e relax, che alla domenica non guasta affatto.

Inoltre, dato che il brunch non è “nostrano”, ma è “importato”, ha sempre il gusto della cosa nuova e un po’ diversa, che fa subito ”vacanza all’estero”.

In libreria, e sul web, si trovano con facilità ricette di tutti i tipi per il perfetto brunch casalingo, per chi ha dimestichezza con pancake e sciroppo d’acero.

In alternativa, ecco due idee per un brunch da fare con i bambini, entrambe a Milano, dove ai folletti piace andare facendo finta di essere nel West Village di Manhattan.

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Sunday Brunch al Blue Note

E’ l’uovo di Colombo.

L’anello di congiunzione che collega i bambini con l’atmosfera del Jazz Club, tradizionalmente destinato a una frequentazione serale, da parte di un pubblico adulto, appassionato di questo genere musicale, che richiede una certa dose di silenzio e concentrazione.

Ma la musica Jazz, in effetti, è troppo bella per non farla ascoltare ai bambini, e quindi serviva proprio un’idea per conciliare bambini e atmosfera magica delle note sprigionate dal sassofono.

L’idea del brunch domenicale, in questo senso, è perfetta.

La jam session è di giorno e non di sera, ha una durata contenuta (due ore al massimo), ed è diretta proprio alle famiglie, che si sentono a proprio agio anche in caso di capriccio improvviso e incontrollato (“no, no, no, io non mi muovo da qui se non mi canti La bella tartaruga, con le parole giuste, non inventate”).

Diversi Jazz club di primissimo livello offrono questo tipo di soluzione; per esempio il Ronnie Scott’s di Londra, nel cuore di Soho, dal fascino senza tempo.

Ma il Blue Note di Milano ha qualcosa in più, dal punto di vista dell’organizzazione.

In primo luogo, il brunch è servito a buffet, cosa che agevola e velocizza notevolmente le operazioni, dato che permette di servirsi da soli più volte senza difficoltà (“ecco, hai rotto il biscotto, adesso il coniglietto non lo vuole più mangiare, bisogna prenderne un altro!”)

Ma soprattutto, non appena comincia la sessione musicale, i bambini vengono prelevati e radunati in un punto vicino al palco, dove fantastici animatori e animatrici li intrattengono, facendoli disegnare e giocare con le costruzioni, senza nulla togliere all’ascolto della performance musicale, con grande gioia dei genitori che possono finire il caffè e il succo d’arancia in tutta tranquillità, senza farsi venire la gastrite.

Insomma, se piace il genere, una bella esperienza per tutta la famiglia.

Sunday Brunch da Biancolatte

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Ai folletti piace anche andare da Biancolatte, che è un posto molto carino dove fare il brunch (per gli amanti del latte).

Intanto per cominciare, anche se ci si sbaglia e si arriva prima di mezzogiorno, non c’è problema, perché ti danno la colazione, che è altrettanto buona, a base di latte, pane burro e marmellata, e succo d’arancia (in pratica mancano solo le uova alla Benedict e, più o meno, è come fare il brunch).

Il locale, dall’atmosfera vagamente francese, con tavolini piccoli e ravvicinati, è tutto bianco e ricorda subito il latte, che è un po’ l’ingrediente base di tutti i piatti.

All’ingresso c’è un bancone (naturalmente bianco), tutto pieno di biscottini fatti in casa, torte, tortine, e cioccolatini, che ricordano i dolci del Manuale di Nonna Papera.

E accanto c’è lo shop che, oltre al cibo, vende articoli per la casa e orsetti, che non so bene cosa c’entrano con il latte, ma sono bellissimi e piacciono da matti al folletto piccolo.

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