Una bella scoperta: Da qualche parte nel mondo

Da qualche parte nel mondo. Chiara Cecilia Santamaria. Rizzoli, 2015.

Sono stata alla presentazione, a Milano, del nuovo romanzo di Chiara Cecilia Santamaria, edito da Rizzoli, dal titolo Da qualche parte nel mondo.

E’ uno di quei libri che ho acquistato sulla fiducia, perché seguo il blog di Chiara, Ma Che Davvero, da anni (come altre migliaia di fan) e, quindi, mi sembrava indispensabile averlo, un po’ come se avesse scritto un libro mia cugina, tanto per dire.

Da qualche parte nel mondo

Ho iniziato a leggerlo con curiosità, perché non sapevo bene cosa aspettarmi; ma sin dalla prima pagina ho capito che lo avrei amato, perché, pur scritto in un stile così diverso da quello del blog, cui sono abituata, mi trasmetteva la stessa grande energia.

E’ di quei libri che ti porti nella borsa finché non l’hai finito, perché appena hai un ritaglio di tempo vuoi immergerti in quell’atmosfera, in quelle situazioni, in mezzo a quei personaggi che ti sembra di avere sempre conosciuto.

Lara ed Elena, diversissime per carattere e personalità, si conoscono a scuola all’età di undici anni, e diventano amiche inseparabili, forse perché ciascuna di esse riconosce nell’altra l’esistenza di una sofferenza, dovuta alla “mancanza” di qualcosa.

Lara, improvvisamente abbandonata, insieme alla madre Adele, dal padre, che sparisce senza dare spiegazioni, è costretta ad un cambio repentino del proprio tenore di vita, passando, da un giorno all’altro, dai quartieri borghesi della Roma bene, ad una realtà di periferia e di sacrifici economici.

Ma, soprattutto, subisce, nel corso della sua crescita, tutto l’astio e la frustrazione della madre, che le impedisce di scegliere il proprio percorso di vita (la passione per l’arte), e la costringe a dedicarsi a ciò che ritiene l’unico mezzo per riconquistare lo status perduto (la carriera di avvocato).

Elena, apparentemente più forte e solare, vive in realtà tutto il dramma della solitudine, poiché cresciuta da una madre-bambina, incapace di assumersi la benché minima responsabilità, cui deve fare lei stessa da madre.

Attorno a questi due personaggi ruota Elio, paterno gestore di un locale dai toni un po’ cupi (L’Assenzio), che spinge Lara a coltivare, più o meno segretamente, la sua passione per la pittura, e che la invita, in qualche modo, senza mai dire, a ritrovarsi e ad inseguire i propri sogni.

Da qui si sviluppa la trama del libro (di cui non dirò di più), che porterà Lara a Londra, ad affrontare se stessa.

E’ uno di quei libri che ti prendono da subito, sia per lo stile particolare ed incalzante, descrittivo e quasi “fotografico” delle scene, che ti fa immaginare di essere proprio lì, ad ascoltare quei suoni e a vedere quei quadri, sia per la forza dei personaggi.

E’ quasi impossibile non immedesimarsi in qualcuno di loro (o anche in più di essi contemporaneamente), perché sono veri, pieni di umanità e di difetti, così complicati e al tempo stesso così normali, da farli apparire senz’altro reali.

Io, tanto per dire, mi sono sentita Lara sin da subito, ma giurerei di avere conosciuto almeno una Elena, una Adele, un Elio ed un Andrès nella mia vita, e credo che sia così un po’ per tutti.

Ma, soprattutto, è un libro che ti entra dentro perché, più che dare delle risposte, solleva delle domande, che continui a porti dopo che hai finito di leggerlo.

Sono domande che ti ponevi già prima, ma che così hanno una forma, una collocazione, una legittimazione.

I temi sono tanti: c’è l’arte, il talento,  il coraggio di prendere in mano la propria vita, la scoperta di se stessi, il rapporto madre-figlia, l’amore, il dolore, la sofferenza, l’abbandono, la fiducia, il tradimento; il bello è che ciascuno può cogliere (ed immedesimarsi) negli aspetti che preferisce.

Ma per me, in ultima analisi, se devo scegliere, questo è soprattutto un libro sull’amicizia, quella che non credi che possa esistere e invece esiste, quella che trovi quando non la cerchi, solo ed esclusivamente perché il destino ha deciso di darti una mano, che ti salva la vita e che ti aiuta a crescere e a credere in te stessa, senza pretendere niente in cambio.

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