Amsterdam e i tulipani in fiore (parte due)

Amsterdam Giorno due

Il parco di Keukenhof

Il secondo giorno del nostro viaggio ad Amsterdam è principalmente dedicato alla visita del parco di Keukenhof, il meraviglioso giardino dei tulipani, che in questo periodo dell’anno è nel pieno della fioritura.

Premetto che non sono particolarmente appassionata di fiori, non ho il pollice verde, e tendenzialmente sono un po’ diffidente rispetto a tutte le visite che implicano una grande folla, con conseguenti code e lunghi tempi di attesa.

Ma questa cosa è assolutamente fantastica e non va persa per nessuna ragione.

Anche perché, la stagione della fioritura dei tulipani dura pochissimo, all’incirca due mesi all’anno, grosso modo da marzo a maggio, ed il parco è aperto soltanto in questo periodo (tutti i giorni dal 23 marzo al 16 maggio, dalle 08.00 alle 19.30, con chiusura delle casse alle 18.00).

Dunque, se capitate in Olanda in questa stagione, come è successo a me, non fatevelo scappare.

Il parco di Keukenhof si trova fuori Amsterdam, precisamente a Lisse, ad una quarantina di minuti di strada dal centro di Amsterdam e, più o meno, alla stessa distanza da L’Aia e da Haarlem; non è lontano, in realtà, ma venendo dall’Italia con l’aereo, bisogna organizzassi per lo spostamento, affittando una macchina, come abbiamo fatto noi, oppure utilizzando i mezzi pubblici (da Amsterdam ci sono bus che portano direttamente al parco, altrimenti si può prendere il treno fino a Leiden e da lì un autobus per arrivare a destinazione).

All’ingresso, la folla è veramente tanta, ma fortunatamente non c’è particolare coda per prendere il biglietto (che si può comunque acquistare anche in anticipo, via internet); però, una volta entrati all’interno del parco, notiamo con piacere che la folla si disperde abbastanza, e la passeggiata prosegue in maniera molto tranquilla e rilassata.

Il primo impatto è stupefacente.

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Non ci sono solo tulipani, anche se, indubbiamente, questi costituiscono la vera attrattiva del posto.

Il parco di Keukenhof racchiude oltre 7 milioni di fiori da bulbo, piantati ogni anno. I giardini e le quattro serre offrono una fantastica collezione di tulipani, giacinti, narcisi, orchidee, rose, garofani, iris, gigli e molti altri fiori.

Il colpo d’occhio, quindi, è assolutamente incantevole.

La descrizione migliore che ho letto, assolutamente realistica, è quella che descrive la sensazione provata come quella di “navigare in un mare di fiori”.

La prima parte del percorso è un vero e proprio giardino, con i fiori disposti in aiuole ordinate e curatissime, intervallate da vialetti pedonali e prati verdi interamente ricoperti da strisce di tulipani.

Ma la parte più scenografica è quella più in alto, dove, in alcuni punti panoramici ben indicati, si riescono a scorgere, subito a ridosso del canale, i campi di tulipani, che si presentano come enormi distese di strisce colorate che sembrano appena uscite da un album da disegno.

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Il percorso continua tra prati verdi, aiuole fiorite e scorci panoramici mozzafiato, fino a raggiungere un bellissimo mulino, che sembra messo lì apposta per essere fotografato. E’ possibile salirci sopra, ma noi rinunciamo perché la coda è piuttosto lunga.

In ogni caso, le sorprese non sono finite. Girato l’angolo, troviamo alcune enormi serre (una proprio accanto al mulino), piene di fiori, la maggior parte in vaso, appesi al soffitto e disposti lungo scaffalature, e composizioni artistiche floreali di vario genere.

La visita può durare l’intera giornata, ma anche un po’ meno, a seconda del tempo che avete a disposizione; diciamo che, in ogni caso, tra andata, visita e ritorno, rimane giusto il tempo per una passeggiata nel centro di Amsterdam, quindi meglio non organizzare, per lo stesso giorno, altre cose troppo impegnative o che richiedono il rispetto di orari precisi.

Ah, dimenticavo, non mancano punti di ristoro, food truck e caffetterie, sia all’interno che all’ingresso e/o uscita del parco; è quindi possibile fermarsi a pranzare, o fare merenda, o quello che si vuole, e tutto assume l’aria di una festosa gita in campagna.

Il centro di Amsterdam e De 9 Straatjes (le Nove stradine)

Tornata in città, non posso fare a meno di girare nuovamente per il centro, questa volta munita di cartina, alla ricerca del quartiere chiamato De 9 Straatjes (Nove stradine), di cui ho letto meraviglie.

In effetti non è proprio un quartiere, ma un angolino del centro storico, vicinissimo al Dam e collocato tra i principali canali di Leidsegracht e Raadhuisstraat, dove le stradine si fanno ancora più strette, i canali più vicini tra loro, e le vie pullulano di negozi, gallerie, e locali di tutti i tipi.

E’ il micro quartiere più fotografato della città perché particolarmente fotogenico, con le casette ancora più belle, più colorate e più stravaganti; non è proprio immediato da trovare, ma si riconosce perché ci sono delle targhette sui palazzi con la scritta De Negen Straatjes.

Rispetto alla via principale dei negozi Kalverstraat, dove ho girato il primo giorno, che contiene più le catene dello shopping, quelle cioè conosciute un po’ dappertutto, qui si trovano cose più particolari, negozi indipendenti, boutiques, botteghe artigianali, e moltissimi negozi vintage e second hand, che vendono un po’ di tutto, dagli accessori, ai mobili, ai vestiti.

E’ bello curiosare tra i negozietti, entrare e uscire, prendere un caffè in una delle tante caffeterie, e fermarsi sui ponti a contemplare il via vai di biciclette e di pedoni (i turisti come noi, generalmente, si riconoscono, perché invadono continuamente la corsia riservata alle bici).

Ma, soprattutto, mi piace l’atmosfera tranquilla e movimentata al tempo stesso che si respira un po’ in tutta la città, e qui in particolare, dato che il quartiere è più “raccolto”.

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Potrei passare ore e ore a perdermi tra queste stradine, senza fretta, senza orari, senza una meta precisa, con la semplice curiosità di scoprire cosa c’è dietro l’angolo.

Ma di sicuro non voglio perdermi anche la seconda serata senza folletti, quindi l’esplorazione romantica del territorio, ad un certo punto, viene abbandonata in favore della pianificazione scientifica di cena e dopocena (soprattutto dopocena).

E domani ci aspetta l’ultimo giorno, che sarà dedicato, prevalentemente, alla visita di alcuni tra gli innumerevoli Musei presenti in questa città (to be continued, per vedere il seguito cliccate qui).

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