Breve fuga da Londra, Rye e le scogliere di Beachy Head

Io amo vivere a Londra, mi piacciono la frenesia della metropoli, la Tube, la fila interminabile di autobus di Oxford Street, i neon, l’energia tangibile di Covent Garden, la musica ovunque, i concerti con novantamila persone, insomma tutto il pacchetto.

Tuttavia, ogni tanto, sento il bisogno di scappare per ventiquattro ore dalla città, dal traffico, dal rumore, da quel senso di movimento continuo di persone e cose che non si ferma mai, né di giorno né di notte, per rallentare il ritmo e respirare con calma.

Fortunatamente, basta allontanarsi con la macchina di poco dal centro di Londra, in qualunque direzione, nord, sud, est o ovest, per entrare in un’altra dimensione, la dimensione del countryside, dove il tempo riprende a scorrere più lentamente, la gente si dirada, e il verde prende decisamente il sopravvento.

Dopo avere esplorato i Cotswold (che potete leggere cliccando sul link), questa volta siamo andati a sud, verso la costa, perché venendo da una città di mare, ogni tanto il mare lo dobbiamo vedere, ascoltare e respirare.

Questo è un percorso nell’East Sussex, a poco più di due ore di macchina da Londra, che si presta ad una gita di un giorno, dal mattino alla sera, e che unisce l’atmosfera di un piccolo villaggio medioevale, Rye, alla vista delle meravigliose scogliere di Beachy Head, promontorio calcareo immediatamente ad est della scogliera conosciuta come Seven Sisters. 

Rye

La prima tappa del viaggio è Rye, un delizioso villaggio, piccolo e medioevale, con la casette a graticcio sormontate da rose rampicanti e le strade di ciottoli tutte contornate da sale da tea e antichi pub.

A Rye si lascia la macchina nel parcheggio e si incomincia a salire verso la Main Street; si attraversa un portale d’ingresso in pietra e poi si incominciano a intravedere le casette con i tetti ricoperti di muschio, il piccolo bookshop, le gallerie d’arte, i negozi di antiquariato con i libri antichi, il negozio di strumenti musicali, la sala da tea con le tendine di pizzo ed i pasticcini in vetrina e la cattedrale normanna di St Mary’s sullo sfondo.

E’ come entrare nella macchina del tempo e risvegliarsi nel villaggio di Asterix e Obelix, è la sensazione di ritrovare un ritmo diverso, più antico, più tranquillo, più semplice, ma al tempo stesso estremamente solenne, per il solo fatto che tutto ciò che si vede attorno è lì da centinaia di anni ed ha attraversato i secoli.

Abbiamo mangiato in un pub, the Old Bell, costruito nel 1390.

Un pub delizioso, piccolo e accogliente, dove non accettano la carta di credito, e i piatti sembrano preparati da Nonna Papera.

 

Proseguendo oltre, si arriva alla parte più antica di Rye, con la strada più famosa e fotografata, Mermaid Street.

Si tratta di una via completamente pedonale, con piccole casette arrampicate, tutte diverse l’una dall’altra.

Un tempo Rye era una città di mare e si affacciava sulla Manica, poi le acque si sono ritirate e si è trasformata in porto fluviale; ad arricchirne il fascino fiabesco, si dice che nell’antichità fosse anche la base di bande di contrabbandieri e pirati, che si servivano come base di osterie come The Mermaid Inn e The Olde Bell Inn, collegate da un passaggio segreto.

In meno di un’ora di tragitto, con la macchina si raggiunge Beachy Head, sulla costa meridionale dell’East Sussex, affacciata sulla Manica.

Si tratta di una scogliera impressionante e maestosa a strapiombo sull’oceano, a lato del Seven Sisters Park e vicino alla cittadina di Easbourne.

La strada per arrivare è totalmente immersa nel verde, e, man mano che ci si avvicina alla costa, lo scenario cambia, diventando più aspro e selvaggio.

Il verde è sempre verde, anzi verdissimo, ma attraverso i saliscendi si incomincia ad intravedere il mare sullo sfondo, e gli alberi si diradano, lasciando il posto ad un profilo del terreno ondulato completamente ricoperto da un manto erboso.

Si incontrano un bel pò di pecore, di quelle che si vedono di solito nelle pubblicità, che sembrano in posa per rendere più bucoliche le fotografie.

E poi, all’improvviso, senza particolare avviso né protezione o recinzione di sorta, appaiono le scogliere, bianche, altissime, totalmente ricoperte dal manto verde e con sotto la spiaggia di sassolini grigi e l’oceano di quel colore strano, così diverso dal mediterraneo, ma così perfettamente intonato alle scogliere bianche e verdi che lo sovrastano.

Il bianco delle scogliere emana bagliori argentati che si riflettono sull’Oceano e lungo la spiaggia di ciottoli grigi si scopre che, quella che dall’alto sembra schiuma del mare in tumulto, è in realtà una bianca formazione rocciosa, che affiora dalle acque.

Ai piedi della scogliera di Beachy Head si trova anche un faro, tuttora funzionante, e sulla sua sommità, il Visitor Centre gestito dal national trust permettere di prendere uno dei caffè più scenografici di tutta l’Inghilterra.

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