Cosa vedere in tre giorni a Marrakech

Marrakech è una città di colori.

La prima cosa che ti colpisce e che ti abbaglia, quando la visiti per la prima volta, sono i colori.

Prima di tutto il rosa.

Il rosa è il colore della case, un rosa particolare e unico, a metà tra il rosa antico e l’arancio, che cambia leggermente durante il giorno, a seconda di come batte la luce.

Un rosa che fa da sfondo a tutti i vicoli della Medina (città vecchia) e che ritrovi nei palazzi antichi e sontuosi, nelle mura e nel Souk; il rosa è il colore di fondo della città.

Poi il verde, il colore dei giardini di Marrakech, racchiusi all’interno dei cortili dei palazzi, seminascosti e profumatissimi, di arance e di gelsomino, specialmente dopo la pioggia.

Il turchese, il fucsia e il giallo, colori brillanti e decisi, che si mischiano in tutta la città, nelle stoffe e nelle merci del Souk e nei contenitori delle spezie all’esterno dei negozi.

Impossibile non farsi travolgere dai colori, è come entrare in un caleidoscopio che ti avvolge e ti ipnotizza.

La seconda cosa che ti conquista sono i suoni; suoni diversi a quelli usuali nelle altre città; il rumore del traffico che si mescola a quello dei flauti degli incantatori di serpenti sulla piazza principale ed al vociare del Souk, tanto per avere un’idea.

Infine i profumi; il profumo delle spezie e degli olii, quello degli agrumi e del gelsomino, il profumo dei giardini che si sprigiona fortissimo quando torna il sole all’improvviso dopo che ha piovuto.

Marrakech è una città di sensazioni forti e di contrasti, certamente caotica, ma quello che si capisce subito è che ha fascino da vendere.

Ed ecco, in base alla mia personale e recente esperienza, quello che si può comodamente vedere in un soggiorno di tre giorni in questa bellissima città.

Piazza Jamaa El Fna e Souk Medina

La Piazza Jemaa El Fna è il cuore di Marrakech; il suo aspetto cambia a seconda delle ore del giorno, al mattino è un continuo via vai di persone indaffarate, al tramonto diventa luogo di intrattenimento, e alla sera si trasforma in un gigantesco ristorante a cielo aperto con tutti i tipi di street food.

Se alloggiate all’interno della Medina (come ho fatto io), passerete attraverso questa piazza ripetutamente; vi suggerisco di andarci senz’altro almeno una volta verso sera, per aspettare il tramonto in una delle tante terrazze dei bar che la circondano.

Nella piazza troverete di tutto, dai carretti trainati dagli asini alle carrozze con i cavalli, dai tatuaggi con l’hennè agli incantatori di serpenti, questi per me non particolarmente attraenti (odio i serpenti), ma che comunque conferiscono una certa aria esotica al contesto.

Non fermatevi a fare foto, perché vi chiederanno soldi, oppure chiedetelo prima per non trovarvi costretti a contrattare a posteriori il prezzo della foto già scattata.

Poi artisti di strada, bancarelle di fiori e frutta con arance spettacolari, e, lungo tutto il perimetro esterno della piazza, e guide di tutti i generi che vi propongono tour di vario genere per la città.

La Piazza è trafficata e caotica, ma piano piano vi mostrerà tutti i suoi lati più creativi e stimolanti; poco distante, si staglia la Moschea della Koutoubia, che incornicia il lato della piazza opposto al Souk.

Attraversata la Piazza, troverete il Souk della Medina, un dedalo di vicoli e stradine stracolmi di merci di tutti i generi, dal pane alle spezie, alle stoffe ai tappeti, dagli abiti al cibo e via dicendo.

La cosa davvero bella del Souk di Marrakech è che ha tutta l’aria di un souk vero, non ad uso dei turisti (o per lo meno non solo), dove gli abitanti della città comprano e vendono, contrattano, parlano, si intrattengono giocando in piccoli tavoli in mezzo alla strada, trasportano merci, entrano ed escono da portoni misteriosi.

Ecco i vicoli.

E le piazzette che si aprono all’improvviso lasciando entrare squarci di luce abbagliante.

Palazzo Bahia e Palazzo El Badhi

Sicuramente da visitare sono il Palazzo Bahia ed il Palazzo El Badhi, situati uno di fronte all’altro, a poche centinaia di metri a piedi dalla piazza Jamaa El Fna.

Il Palazzo Bahia è tutto un susseguirsi di ambienti finemente decorati, con meravigliosi mosaici, e giardini interni, stracolmi di piante profumatissime.

Noi abbiamo avuto, durante il nostro long week end, un giorno di pioggia, di certo non auspicabile; ma il rovescio della medaglia è stato il privilegio di essere travolti dal profumo intensissimo e indimenticabile di gelsomino e agrumi che si sprigiona all’improvviso nei giardini dopo la pioggia.

Il Palazzo El Badhi è diverso dal primo, molto vasto, e non in così buono stato di conservazione; tuttavia molto affascinante per i colori e la bellissima pavimentazione e, cosa che non mi era mai capitata di vedere prima, per i nidi delle cicogne sulla sua sommità.

Jardin Marjorelle e Museum Yves Saint Laurent

Il Jardin Marjorelle a Marrakech, è una splendida oasi fuori dalla Medina.

Ancora una volta, sono i colori la cosa che colpisce di più; il blu, il giallo e il rosa, ma anche, una volta entrati, una meravigliosa ed ineguagliabile collezione di cactus; per entrare c’è sempre una discreta coda, ed è quindi consigliabile arrivare al mattino abbastanza presto.

Ma in ogni caso, vale la pena affrontare la coda per il piacere di visitare il giardino e trascorrere qualche ora al riparo dal sole completamente circondati dal verde.

Con un biglietto cumulativo si può visitare le Jardin Marjorelle, con il Museo Berbero che si trova al suo interno, ed il Musee Ives Saint Laurent, inaugurato nell’ottobre 2017, che si trova proprio lì a fianco.

Il Musee Yves Saint Laurent ha un’architettura super moderna ma rispettosa dei colori e dello stile della città, e contiene una bellissima e ricca collezione di tutti i modelli della Maison Ives Saint Laurent, con accessori, documenti originali, e filmati che illustrano la storia e l’evoluzione della sartoria. 

 

Ma il Museo ospita anche mostre temporanee di pregio; quella appena terminata, che ho visto io, è la Exhibition “The Sculptural Dresses” By Nourredine Amir (23 February 22 April 2018), con abiti scultura davvero sorprendenti realizzati in diversi materiali.

Dove ho cenato

Sono stata soltanto due sere a Marrakech, ed ho cenato in due posti bellissimi e diversissimi tra loro.

Il primo è Dar Yacout, un ristorante tradizionale marocchino davvero suggestivo e pieno di atmosfera.

Si trova fuori dalla Medina e si raggiunge con il taxi; da uno stretto vicoletto si accede all’interno del locale, tutto rosa ed illuminato da candele.

Per prima cosa, attraverso una strettissima scala, si sale sulla terrazza, da cui si gode una meravigliosa vista dei tetti della città.

La terrazza è fresca e piena di piante, con tavolini e sedie in ferro battuto e illuminata prevalentemente dalla luce della luna e della città in distanza.

Poi, si ridiscende e si raggiungono le due sale principali, arredate in stile marocchino tradizionale, con vasche al centro piene di petali di rosa.

Il menù è fisso (portano loro) e si assaggiano i piatti principali delle cucina marocchina: cous cous con le verdure, pollo al limone, agnello con i carciofi, dolci tipici.

Il secondo locale dove ho cenato, Bo Zin, è completamente diverso, ma altrettanto valido; sempre fuori dalla Medina, è moderno, internazionale, quanto a stile e cucina; c’è un lounge bar dove si può prendere l’aperitivo in attesa del tavolo, poi cena e musica con dj set.

Ecco, questo il resoconto della mia breve incursione a Marrakech.

Tutte le cose elencate sopra sono rientrate nel mio programma di tre giorni; sono stati elementi che mi hanno consentito di avere un’infarinatura generale di Marrakech, naturalmente non esaustiva di tutto ciò che la città offre, ma comunque sufficienti, per una prima visita, a lasciare un ricordo vivido e chiaro dell’atmosfera di questa bellissima e particolarissima città.

Spero di essere riuscita a trasmettervi un po’ delle mie sensazioni e ad incuriosirvi quanto basta.

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