Dolomiti, giro dei Quattro Passi (Sellaronda)

Quest’anno, durante la nostra ormai irrinunciabile settimana bianca sulle Dolomiti, muniti di abbonamento Dolomiti Superski, con i due folletti più grandi proviamo il giro dei quattro passi (Sellaronda), che prevede, come dice il nome, di girare intorno al gruppo del Sella, attraversando i passi Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena, per poi tornare al punto di partenza, senza mai togliere gli sci.

Campolongo

Partiamo da Colfosco alle 10.00 del mattino (non proprio all’alba, ma con tre figli di meglio proprio non riusciamo a fare) dopo avere sistemato il folletto piccolo alla scuola sci, anzi all’asilo sci (“mamma, se a casa vado all’asilo, qui andrò all’asilo sci, non alla scuola sci, non ti pare?”; effettivamente, messa così, non fa una piega).

Le scuole sci del Trentino e dell’Alto Adige sono fantastiche; prendono i bambini anche piccolissimi e si possono scegliere tante diverse soluzioni di orario. Noi, per la settimana bianca, scegliamo quella che prevede tre giorni fino alle 12.45 e due giorni fino alle 16.00, in modo da avere due giornate intere per provare a fare alcune delle innumerevoli gite sugli sci che si possono trovare nei dintorni.

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La cosa che rende particolare, e forse addirittura unica, l’escursione del Sellaronda, è che si può partire indifferentemente da una qualsiasi delle località sciistiche collegate (Colfosco, Corvara, La Villa, Selva di Val Gardena, Canazei, Santa Cristina, Ortisei, e molte altre), scegliendo se fare il giro in senso orario (cartelli arancioni) o in senso antiorario (cartelli verdi), per poi ritornare al punto di partenza, dopo avere percorso circa cinquanta km, senza mai prendere due volte lo stesso impianto.

In cima ad ogni pista ci sono le indicazioni per proseguire nel giro; per non sbagliare, comunque, basta munirsi di una cartina in un qualsiasi impianto di risalita.

Noi partiamo da Colfosco e procediamo in senso orario; la prima tappa è dunque Corvara, e da lì, proseguiremo verso Arabba.

All’inizio del percorso, nella fascia oraria intorno alle 10.00, in tutti i punti di collegamento c’è un po’ di coda da fare (stessa cosa all’ora del rientro) ma, magicamente, poco dopo la partenza, la folla degli sciatori si sparpaglia e durante tutto il tragitto non ci sono più grossi rallentamenti per prendere gli impianti.

Giunti in cima al Piz Boè, troviamo un primo assaggio degli incredibili panorami che continueranno a susseguirsi per tutto il giorno davanti ai nostri occhi.

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Da lì scendiamo ad Arabba, e dopo avere superato il primo passo (Campolongo), procediamo in direzione Porta Vescovo, meraviglioso complesso di piste, piuttosto impegnativo, ai piedi della Marmolada.

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Una delle cose che mi è sempre piaciuta delle Dolomiti è che, oltre a sciare nel senso più tradizionale del termine (vale a dire, impianti di risalita e discese sulla neve, più o meno impegnative), si possono con facilità organizzare delle vere e proprie gite sugli sci, il cui scopo non è solo quello, pur piacevolissimo, di sciare su e giù per la montagna, ma è ben più articolato e comprende molto altro (un’altra gita imperdibile è quella del Lagazuoi, di cui ho parlato nell’omonimo post).

In altre parole, sciare non è tanto il fine, ma piuttosto il mezzo di trasporto attraverso il quale potersi recare in un un posto speciale, non raggiungibile in nessun altro modo.

Mentre si scia, si incontrano punti panoramici dai quali osservare scenari naturali di spettacolare bellezza, si scattano foto (con rischio di congelamento della mano fuori dal guanto, ma ne vale la pena), si possono fare soste in meravigliose baite dove assaggiare sublimi piatti dello sciatore e kaiserschmarrn, si va sempre avanti, senza mai ripercorrere la stessa pista; insomma, un viaggio in piena regola, solo fatto con gli sci invece che con la macchina o con la moto.

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Pordoi

Da Porta Vescovo, procediamo in direzione del secondo Passo (il Pordoi), dove il paesaggio cambia ancora e la vista si apre sulle catene montuose più distanti.

Le piste, mediamente, non sono troppo difficili, e sono praticabili anche con bambini (che siano però in grado di affrontare tutti i tipi di pista, ed abbiano una certa resistenza fisica perché il giro totalizza circa cinquanta Km, che vanno percorsi entro l’orario di chiusura degli impianti, quindi direi dai nove dieci anni in poi).

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Sella

Il terzo passo che incrociamo è il Sella e, data l’ora (di pranzo) e i folletti che incominciano a recriminare, decidiamo di fermarci a pranzare in una della tante baite che incontriamo sulla nostra strada.

Ci fermiamo nella Baita annessa al Passo Sella Resort, dotata di grill e di ristorante vero e proprio, dove ci concediamo fantastici piatti di speck con rafano, polenta con capriolo (ma anche con gamberoni), e strudel di mele con salsa di vaniglia calda.

La sosta dura circa un’ora (importante non perdere di vista l’orologio per non rischiare di rimanere indietro); le indicazioni fornite consigliano di trovarsi circa un’ora prima della chiusura degli impianti in prossimità dell’ultimo passo da dover attraversare prima della destinazione finale.

Gardena

Per noi, il quarto e ultimo passo da attraversare è il Gardena; scendiamo quindi giù dalle meravigliose piste del Sella e ci dirigiamo verso la nostra meta finale (Colfosco), punto di partenza della mattina.

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Troviamo ad attenderci alla scuola sci (anzi all’asilo sci) un folletto piccolo tutto contento e saltellante e, purtroppo, per nulla stanco e desideroso di fare l’ultima discesa con mamma e papà.

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