Lagazuoi

Una delle cose che mi è sempre piaciuta delle Dolomiti è che, oltre a sciare nel senso più tradizionale del termine (vale a dire, impianti di risalita e discese sulla neve, più o meno impegnative), si possono con facilità organizzare delle vere e proprie gite sugli sci.

Lo scopo della gita sugli sci (meglio se in gruppo numeroso), non è solo quello, pur piacevolissimo, di sciare su e giù per la montagna, ma è ben più articolato e comprende, più o meno, le seguenti attività.

Raggiungere un determinato punto panoramico, dal quale si osserva uno scenario naturale di spettacolare bellezza (sulle Dolomiti non c’è che l’imbarazzo della scelta); arrivare ad un ben preciso rifugio, famoso per la preparazione di qualche piatto caratteristico (tipo stinco di vitello al forno, polenta con formaggio fuso e salsiccia alla piastra, kaiserschmarren con marmellata di mirtilli rossi e zucchero a velo, uova dello sciatore con speck croccante e patate rosolate, insomma piatti che solo a sentirli nominare viene voglia di partire); infine, godersi la sciata nel viaggio di andata e di ritorno.

In altre parole, sciare non è tanto il fine, ma piuttosto il mezzo attraverso il quale potersi recare in un un posto speciale, non raggiungibile in nessun altro modo.

La gita perfetta, di rara bellezza, che somma tutte queste caratteristiche nel migliore dei modi, è quella al Lagazuoi.

Il monte Lagazuoi

Il Monte Lagazuoi si trova sulle Dolomiti orientali, vicino al passo Falzarego ed al massiccio delle Tofane, che lo divide dalla valle di Cortina d’Ampezzo; è quindi facilmente raggiungibile da molte località sciistiche, comprese quelle del circuito del Sella Ronda.

Raggiungere la cima del Lagazuoi è un po’ laborioso, ma fa parte del gioco e, tutto sommato, crea la giusta dose di attesa e di aspettativa per lo spettacolo che attende.

Arrivando dalla Val Badia, con gli sci ai piedi, si raggiunge il fondo dell’Armentarola, dove occorre togliere gli sci ed affidarsi al servizio di Skybus che, in una ventina di minuti di strada tutta curve, conduce al passo Falzarego.

Dal passo si prende la funivia del Lagazuoi che, in pochi minuti, sale a quota 2.800 metri (circa), e conduce alla sommità della montagna.

Lagazuoi

All’arrivo della funivia si apre la terrazza panoramica del rifugio Lagazuoi, famosa in tutto il mondo per l’incredibile vista sulle vette dolomitiche, con a lato un minuscolo bar, dove prendere il caffè (non male come intermezzo, prima di affrontare la lunga discesa fino a valle).

Oltretutto, particolare non da poco, il gestore, a quanto pare, è appassionato dei Pink Floyd e, con un pizzico di fortuna, ci si può caricare per la discesa con The Dark Side of the Moon a tutto volume che, ascoltato a quasi tremila metri con lo scenario delle cime innevate tutto intorno, non è proprio niente male.

Da qui, prendendo a sinistra, inizia la spettacolare discesa lungo la valle fatata dell’Armentarola, lunga, anzi lunghissima (circa otto chilometri e mezzo), entusiasmante, e piena di sorprese.

Lungo l’intero tragitto colpiscono il silenzio, le montagne vicinissime, e l’assenza di impianti di risalita; si scende solo, fino a valle (per tornare su, toccherebbe rifare tutto il giro).

Quindi, solo discesa, neve, e panorama che cambia ad ogni curva.

Nel primo tratto, mentre si scia, sul lato destro, come in un filmato, scorrono le rocce di colore rosa spruzzate di neve dei monti di Fanes.

Il rifugio Scotoni e le cascate di ghiaccio

Poi, a metà strada circa, si raggiunge il rifugio Scotoni, famoso per la proverbiale grigliata di carne, e per il personale in costume tradizionale della valle.

Se si ha la fortuna di imbattersi in una giornata di sole, è bellissimo sedersi nella parte esterna, con i lunghi tavoli di legno affacciati sulle rocce; se il tempo è brutto, resta comunque la grigliata di carne, che ha sempre il suo perché.

Rifugio Scotoni

Cascate di ghiaccio

Ma la sorpresa più grande si ha subito dopo essere ripartiti dal rifugio, due curve più sotto, dove, senza grande preavviso, ci si ritrova davanti ad una stupefacente parete rocciosa costellata da sorprendenti e ipnotiche cascate di ghiaccio, dalle mille sfumature di azzurro, verde e turchese, che cambiano a seconda della luce; uno scenario che, da solo, vale il viaggio (autobus e curve compresi).

La slitta con i cavalli

Le meraviglie della gita non sono però ancora finite.

Dopo aver terminato anche la seconda parte del tragitto in discesa, resta ancora l’ultimo tratto, completamente pianeggiante.

Per percorrerlo, bisogna attaccarsi ad una corda fissata ad una carrozza trainata da cavalli, e lasciarsi trasportare, con gli sci ai piedi, fino alla fine del tragitto, che passa in mezzo al bosco, in una delle atmosfere più suggestive e romantiche che si riescano ad immaginare per il contesto invernale.

Armentarola

Insomma, in conclusione, alla fine della giornata, resta un mix di stanchezza, panorama, stupore, emozioni, sapori, momenti di condivisione (quando la gita è in gruppo con gli amici), freddo e poesia; in pratica resta, innegabilmente, la sensazione di aver vissuto qualcosa di più di una semplice giornata di sci.

2 Comments
  • Lucia
    marzo 1, 2015

    Che nostalgia!!!
    anche per me è la gita più bella, con la pista fantastica, il paesaggio di una bellezza inebriante, il rifugio Scotoni delizioso ed il divertente finale del trascinamento coi cavalli!
    I love Dolomiti!!!!
    Lucia

    • Alessandra
      marzo 1, 2015

      La gita perfetta per una sciatrice provetta come te …

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