Le spiagge di Rio

Le spiagge di Rio de Janeiro sono un po’ diverse dalle altre

Non sono solo sabbia, mare, sole e palme, come in mille altre località, ma molto di più.

Innanzitutto, la spiaggia è completamente libera e direttamente accessibile dalla strada, senza alcun limite o barriera, né spazio in concessione a stabilimenti balneari di sorta.

La spiaggia è parte della città, come le vie e le piazze; chi vuole andare in spiaggia ci va, semplicemente scendendo dal marciapiede (tra parentesi bellissimo, con l’inconfondibile pavimentazione a onde bianche e nere), in qualsiasi momento del giorno o della notte.

Ipanema e Copacabana

Le spiagge di Ipanema e di Copacabana sono lunghe lingue di sabbia soffice e dorata, una di seguito all’altra, divise da un piccolo promontorio, affacciate su un mare turchese e normalmente abbastanza calmo, ravvivato a tratti da onde che movimentano un po’ la situazione, ma senza grande subbuglio.

Il panorama non è piatto, perché alle spalle, lungo la passeggiata a mare, c’è una folta vegetazione tropicale, davanti alcune microscopiche isolette (più che altro scogli), che movimentano la visuale e, sul lato destro, monti altissimi a punta (tipo quelli dei cartoni animati) che incorniciano il tutto.

In spiaggia c’è una vera e propria comunità movimentata e animatissima (ovviamente, più nutrita nei giorni di festa).

Gli spazi sono divisi in “posti”, che corrispondono alle postazioni dei lifeguard; ad Ipanema, eccellente il posto 10, adatto anche alle famiglie.

Ogni posto ha alcuni punti di riferimento, chiamati Barracas, dove si possono noleggiare sdraio e ombrelloni, ma c’è chi se li porta dietro da casa senza problemi; impossibile non riconoscere gli addetti alle barracas, perché hanno magliette colorate, di colori fosforescenti, con scritto sopra il nome.

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La vita della spiaggia

Una volta sistemati, basta aspettare e arriva di tutto.

Da mangiare: spiedini di gamberoni alla griglia, Biscoito Globo (un biscotto leggerissimo,  nella versione dolce o salata), insalate di frutta tropicale, enormi fette di anguria, sandwiches, provenienti da baracchini che effettuano il servizio direttamente sotto l’ombrellone (Ipanema, posto 10, Barraca do Nildo), oppure altro cibo di vario genere, fornito dagli ambulanti che passano ininterrottamente lungo la spiaggia per tutto il giorno.

E, ancora, gelati e una specie di dolce brasiliano non meglio identificato che si presenta come un bicchiere di crema color cioccolato con sopra della graniglia di nocciola, che viene annunciato con il megafono.

Da bere: superdissetante agua de coco, che si beve direttamente dalle noci di cocco con la cannuccia, birra brasiliana, sucos colorati di tutti i tipi di frutta tropicale, mango, kiwi, ananas e papaya, e così via.

Musica: ogni tanto arrivano dei complessini che suonano musica brasiliana, prevalentemente samba, generalmente molto ben organizzati, oppure parte da qualche parte una cassa con musica varia; difficile che ci sia silenzio.

La musica del samba è bellissima e contagiosa; ti fa venire voglia di ballare anche se non sei capace.

Fitness: ci sono campi da beach volley, reti per una specie di calcio tennis che si gioca usando i piedi, naturalmente surf, lettini per massaggi posizionati sotto tende che riparano dal sole, palestre all’aperto, sistemate su apposite pedane, con tutti i tipi di attrezzi, tutti strapieni di gente che si allena.

Shopping: tutti gli articoli brasiliani da manuale: costumi da bagno di tutti i tipi, parei coloratissimi, maglie da calcio del Brasile, cappelli di paglia tipo Panama, che si vedono arrivare da lontano, in quanto trasportati sopra la testa in gigantesche montagne.

Durante tutto il giorno c’è un continuo via vai di gente che arriva e che se ne va; qualcuno si porta una mini griglia e cuoce degli spiedini di formaggio davanti alla sdraio, parecchi sistemano le sdraio in cerchio per chiacchierare; tanti si sdraiano direttamente sulla sabbia sopra i coloratissimi parei, che, messi uno vicino all’altro, formano giganteschi mosaici variopinti; il bagno in mare, tutto sommato, è secondario.

Alla fine, come sempre, è tutta questione di atmosfera.

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Il bello è che, alla sera, non cambia molto; la cosa che colpisce di più sono i gestori delle Barracas che radunano tutte le sdraio e gli ombrelloni e le impilano su carretti pesantissimi che trascinano da qualche parte per metterle al riparo durante la notte.

Sembra impossibile che riescano anche solo a sollevarle, invece lo fanno, con incredibile maestria e apparente semplicità, nonostante lo sforzo sovrumano.

Con il calare delle tenebre c’è meno gente, certo, ma il flusso di persone che va a farsi un bagno rinfrescante è praticamente ininterrotto e, a mezzanotte, si contano ancora decine di persone in acqua (bambini compresi).

Certo, il gran caldo di Gennaio, fa venir voglia di tuffarsi e il fatto di girare tutti, ma proprio tutti con le infradito, rende la cosa molto più semplice.

L’unico vero momento in cui la spiaggia è deserta, o quasi, è quando il mare si ingrossa e le onde diventano improvvisamente minacciose; è pur sempre l’oceano, anche se è lì, a due passi dalla strada, e i Carioca ne hanno, giustamente, grande rispetto.

La spiaggia è magica ed è l’essenza di questa città, ma se volete sapere qualcosa in più di Rio de Janeiro, potere guardare quest’altro post, che ho scritto durante lo stesso viaggio, cliccando qui.

2 Comments
  • Vanessa
    gennaio 22, 2015

    Cara Ale,
    mi hai trasmesso piacevoli e calde emozioni, con la semplicità di chi sa cogliere i dettagli e apprezzare davvero ciò che vede. Con il gusto di chi VIVE e trasforma in tesori, per sé e per chi legge, le bellezze del mondo.
    Vanessa

    • Alessandra
      gennaio 22, 2015

      Ma grazie! Sei veramente troppo carina … la prossima volta ci torniamo insieme!

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