Parigi in primavera

Ho già scritto da qualche parte (in questo post che potete vedere cliccando qui) che Parigi è una di quelle città che cambiano aspetto a seconda delle stagioni.

E’ completamente diversa in estate, in autunno, in inverno o in primavera, perché cambiano i colori, e perché le case, le strade, i monumenti, appaiono diversi, anche se sono sempre uguali; in pratica, è come se la città si cambiasse d’abito.

Parigi in primavera è profumata, fiorita, fresca, azzurra e rosa, quando splende il sole sui giardini delle Tuileries, ma è anche improvvisamente grigia, quando si prepara un acquazzone primaverile, e incredibilmente luminosa e brillante, subito dopo, quando torna il sereno, come se qualcuno avesse buttato una secchiata d’acqua per pulire le piazze e i monumenti.

Parigi è il tipo di città che penso sempre di conoscere ma che, in realtà, ogni volta che torno qui, mi mostra qualcosa di nuovo, qualche scorcio che  non avevo mai notato, qualche angolino dove non ero mai passata, una luce che non avevo mai visto prima.

Sono stata due giorni a Parigi, questa volta senza folletti, in una stagione perfetta per visitarla.

Cosa ho fatto?

Niente.

Semplicemente ho camminato. Una delle cose che trovo più piacevole in una città così, piena di tutto ad ogni angolo di strada.

Ecco il resoconto della mia passeggiata primaverile nel centro di Parigi, non particolarmente programmato o pianificato.

Jardin des Tuileries.

Il mio Minitour, tutto a piedi, inizia dai giardini delle Tuileries, di fronte al Louvre, uno di quei posti, come Central Park a New York, dove ti sembra di camminare in aperta campagna, anche se sei nel pieno centro cittadino.

Un posto dove la primavera esplode da sola, non bisogna fare niente per cercarla, basta camminare e sedersi ogni tanto su una panchina.

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Colette

Poi, da Rue de Rivoli, ho svoltato in Rue Saint Honoré dove, finalmente, in assenza dei tre folletti, ho potuto trascorrere un tempo (a mio insindacabile giudizio) ragionevole da Colette, 213 Rue Saint Honoré www.colette.fr, il fantastico concept store, pieno di vestiti, libri, dischi, hi-tech, prodotti di bellezza, oggetti di design (e Cafeteria al piano interrato), il classico negozio, se così si può chiamare, perché negozio è un po’ riduttivo, dove potrei fermarmi per ore.

Colette è uno di quei posti, come Corso Como 10 a Milano, dove mi piace tutto, e dove mi piace anche solo gironzolare per guardare gli oggetti, come se si trattasse di una mostra d’arte.

Le creazioni degli stilisti all’avanguardia al secondo piano sono da urlo.

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Uscita da lì, ho proseguito in direzione Opéra, e oltre, lungo Boulevard des Italiens, verso la Gare de l’Est ed il 10 Arrondissement.

Brasserie Flo, depuis 1918.

Nel decimo arrondissement, in una via laterale silenziosa e isolata dal traffico, ho trovato una di quelle fantastiche Brasserie parigine dei primi del novecento (tipo Brasserie Lipp, tanto per capirci), dove, quando varchi la soglia, ti sembra di  entrare nella macchina del tempo e fare un salto nella Belle Epoque (Brasserie Flo, 7 Cour Des Petites Écourier, www.brasserieflo-paris.com).

Vado pazza per gli arredi in stile Art Decò, le sedute in pelle, i tavoli con le tovaglie bianche inamidate e la cucina francese tradizionale; mi piacerebbe assaggiare tutto ma, di solito, dopo avere imparato a memoria il menù, non resisto alla zuppa di cipolle, quindi, in pratica, mangio sempre la stessa cosa.

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Canal Saint Martin

Dalla Brasserie Flo, in pochi minuti, si raggiunge il tratto finale del Canal Saint Martin, piccolo canale navigabile nel centro di Parigi, contornato da vie laterali strapiene di negozi e localini; un’altro di quei posti dove, in primavera, è bello sedersi e guardare l’acqua, dove si specchiano i palazzi e gli alberi fioriti.

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Percorrendo il canale in direzione sud, si arriva a Place de la Bastille e, da lì, basta fare pochi passi per entrare nel Marais, e raggiungere Place Des Vosges.

Place des Vosges e Le Marais

Del Marais mi piace la quiete, l’atmosfera rilassata, le inconfondibili case di mattoni rosse con i tetti grigi di ardesia, ed il fatto che lungo i marciapiedi, tra un negozietto e l’altro, si incontrano alti cancelli oltre i quali si intravedono bellissimi giardini, e portoni con i cortili interni dove, a volte, si può entrare per guardare cosa c’è dentro.

La piazza, poi, è un vero gioiello, con i porticati che corrono tutto intorno pieni di gallerie d’arte e brasserie, e quel giardino nel mezzo che sembra fatto apposta per farci un picnic a base di baguette e formaggio francese.

Nessun viaggio a Parigi che si rispetti (anche brevissimo) può concludersi senza una passeggiata nel Marais, ed una sosta (anche piccola) nella mitica Place Des Vosges.

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Per chiudere il cerchio, il mio percorso prevede di passare nella piazza del Beaubourg; qui mi piace il fatto che la piazza sia in discesa e ci si possa sedere facilmente, e mi piace il contrasto tra il Centre Pompidou, da una parte, e le casette con i tetti di ardesia tutte piene di comignoli, dall’altra.

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Infine, Rue de Rivoli, lungo i cancelli del Louvre, per tornare al punto di partenza.

Questo il mio percorso nel centro di Parigi, uno qualunque tra i mille possibili, tutti diversi tra loro, e tutti ugualmente pieni di primavera e di stupore ad ogni angolo.

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