Quattro giorni a New York: Meatpacking District, Chelsea Market e High Line

L’esplorazione di Downtown Manhattan continua con il secondo dei miei percorsi in questa zona, che parte dall’ormai leggendario Meatpacking District.

Meatpacking District

Il Meatpaking District (al quale ho già dedicato anche quest’altro post), si trova proprio al di sopra del West Village, ed è affacciato sul fiume Hudson.

Gli originari magazzini industriali sono stati ormai completamente trasformati in lussuosi appartamenti e show-room di grandi brand della moda e si concentrano qui la maggior parte degli alberghi più iconici di Manhattan, in particolare The Standard High Line ed il Gansevoort Hotel, uno di fronte all’altro.

Alla sera è un via vai incredibile di gente che va a feste blindatissime in posti introvabili, o più semplicemente fa la coda per entrare in uno dei mille locali per tutti i gusti che si trovano qui.

Lo stile dei locali (ce ne sono a decine) è molto newyorkese, vale a dire poche insegne fuori e zero pubblicità; in pratica, la filosofia è questa: se vai in un locale nel Meatpacking District a New York City si esattamente dov’è, qual’è la sera giusta per frequentarlo, e come fare ad entrare, altrimenti rischi di vagare in una strada buia tra negozi chiusi per tutta la sera.

I locali alla moda ed i rooftop con stratosferica vista sui grattacieli e sull’Hudson non si contano; tra i più famosi la Boom Boom Room, all’ultimo piano dello Standard Hotel, Le Bain at Standard Hotel, sempre all’ultimo piano dello Standard Hotel ma con ingresso separato, e The Plunge at Gansevoort Hotel, in pratica tre tra i rooftop più famosi della città.

L’accesso non è semplicissimo (il più ostico è, ovviamente, la Boom Boom Room, dove l’ingresso non è garantito neppure agli ospiti dell’Hotel), e non ho ancora capito bene quali sono le regole, ma dipende molto dalle serate e dal fatto che ci siano o meno eventi privati; secondo me la strategia migliore è prendere un po’ di informazioni e poi provare, se si riesce ad entrare, ne vale veramente la pena, per l’effetto scenografico e la vista strepitosa, come si puo’ vedere nelle foto che ho scattato qui sotto.

Un passaggio serale, o meglio notturno, qui nel Meatpacking, è dunque consigliatissimo (per cenare, il mio preferito è Fig & Olive, 420 W, 13th St).

Ma la zona è sicuramente bella anche di giorno, per la sua aria un po’ postindustriale, un po’ sofisticata, sicuramente estremamente cool, ed è quindi il punto di partenza del mio secondo itinerario a Downtown Manhattan.

La prima cosa da fare è gironzolare un po’ per il quartiere in lungo e in largo, anche per ammirare le vetrine degli stilisti più famosi; tra i miei preferiti qui, Alexander McQueen, 417 W 14th St, il megastore della Apple, 401 W, 14th St, Alice e Olivia 431 W, 14th St.

Volendo si può sconfinare un po’ verso il basso, nel West Village, e dare un’occhiata alla celeberrima casa di Carrie Bradshaw di Sex and The City, che si trova al n. 11 di Perry Street.

E, già che ci siete, sempre nel West Village, in Bleecker Street, si trovano un’alta serie di negozi notevoli per lo shopping, tra cui Marc by Marc Jacobs 403, Bleecker St, e Olive & Bette’s, 348 Bleecker St, allegra e coloratissima boutique tipicamente newyorkese.

Dopo avere destinato un tempo adeguato all’esame di tutti questi meravigliosi negozi (il tempo varia a seconda delle esigenze, per me l’intera giornata, per i miei folletti dieci secondi), in pochi passi potete “rientrare” nel Meatpacking District e proseguire con il mio itinerario, che prevede di fare tappa al Chelsea Market.

Chelsea Market

Dopo avere rimirato ancora un attimo lo Standard Hotel, e la birreria tipicamente bavarese che si trova al suo piano strada, dirigetevi senza indugio verso il Chelsea Market, bellissimo mercato coperto, nato dalla trasformazione di un vecchio biscottificio dei primi del novecento (National Biscuit), che mantiene moltissimo della struttura originaria e degli arredi della antica fabbrica.

Appena entrati si rimane conquistati, più che dalle merci in vendita, dall’atmosfera postindustriale del complesso, e dalla assoluta e totale particolarità di tutti gli elementi presenti, tra cui pezzi dei macchinari che venivano impiegati (credo) per la produzione dei biscotti, perfettamente conservati.

Se è ora di pranzo potete fermarvi qui a mangiare, dato che il Chelsea Market pullula di angolini con locali per mangiare e street food proveniente da tutto il mondo.

Se uscite dal lato opposto, potete girare ancora un po’ per il quartiere, se invece tornate indietro, e uscite dalla stessa parte, di fronte allo Standard Hotel, fate ancora pochi passi e troverete l’entrata di un altro posto assolutamente imperdibile, la High Line.

High Line

La High Line è una linea sopraelevata della metropolitana in disuso che corre lungo l’Hudson River, in mezzo ai grattacieli, dal Meatpacking District fino a Chelsea, trasformata in un bellissimo parco di arredo urbano.

La ristrutturazione della High Line è tuttora in atto, e ogni volta che vado a Manhattan ne trovo un piccolo pezzetto in più (nella parte verso Chelsea).

E’ frequentatissima e sempre piena di persone che vengono qui per godersi la passeggiata, vedere le novità, o semplicemente leggere un libro in pace.

Ci sono strane panchine ergonomiche per prendere il sole, installazione di opere d’arte, che a volte cambiano, o comunque aumentano sempre, varie specie di piante, ma soprattutto, da una parte e dall’altra, si aprono continuamente squarci sul fiume, da una parte, e sulla città, dall’altra, con effetti molto scenografici.

Uno dei primi edifici che si incontrano è appunto lo Standard High Line, iconico Hotel di Manhattan, citato in numerosi film, interamente ricoperto da vetrate, con incredibile vista sull’Hudson (l’ho descritto in dettaglio nel post intitolato Meatpacking District).

Poco più avanti, si trova la la 10th Avenue Overlook, una gradinata che permette di osservare il traffico sottostante sulla 10th Avenue.

High Line Chelsea

In alcuni punti, specialmente all’altezza del quartiere di Chelsea, la High Line passa proprio in mezzo agli edifici, molti dei quali, tuttora in ristrutturazione, lasciano intravedere meravigliosi e modernissimi loft effetto della trasformazione dei vecchi edifici fatiscenti.

All’altezza della 23th St si trova un’altro storico Hotel di Manhattan, il Chelsea Hotel (Lungo la High Line si trovano diversi punti, con scale e ascensori, per poter scendere, esplorare i dintorni, e poi risalire).

La sensazione è quella di una passeggiata sospesa per aria, in un luogo vivo ed in continua evoluzione, dove anche se se già stato diverse volte, c’è sempre qualche cosa di nuovo da scoprire.

E poi non so, c’è qualcosa di affascinante nel camminare in mezzo ai grattacieli a distanza così ravvicinata, sembra quasi di attraversare la città da un’altra prospettiva, più particolare, originale, e in qualche modo intima.

 

Arrivati in fondo alla High Line, si scende nel quartiere di Chelsea, in una zona ancora molto in fase di sviluppo, all’altezza della 34th St, nel pieno di Midtown.

Per completare il giro, si può camminare tagliando in orizzontale verso la fifth Avenue, ed arrivare proprio all’altezza dell’Empire State Building.

(to be continued, per leggere il seguito cliccate qui)

 

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