Quattro giorni a New York: Midtown, Central Park, Upper East Side

Manhattan. Non ricordo più quante volte sono stata qui, ma ogni volta è la stessa emozione di quella prima volta di tanti anni fa, quando, in un solo istante, me ne sono innamorata per sempre.

Girare Manhattan non è difficile, anzi, è facilissimo, persino per chi, come me, è completamente privo di senso dell’orientamento (ebbene sì, viaggio, viaggio, ma mi perdo sempre); tuttavia, come in tutte le cose, per ottimizzare il viaggio e riuscire a vedere più cose possibili, ci vuole metodo, specialmente se si hanno pochi giorni a disposizione.

E così, per dare indicazioni che possano essere in qualche modo utili, ho diviso Manhattan in quattro itinerari, che corrispondono esattamente a quelli che abbiamo fatto noi nei quattro giorni in cui siamo stati a NY in questa settimana di febbraio di pausa dalla scuola.

Le cose viste e fatte sembrano tantissime ma, in realtà, sono alla portata di chiunque (tenendo conto che io giro sempre con la zavorra dei tre folletti).

I percorsi sono divisi per giornate, grosso modo mattina e pomeriggio, e ho aggiunto qua e là indicazioni dei nostri posti del cuore per mangiare (già segnalati in questo post 10 idee per mangiare a Manhattan, per chi volesse approfondire).

Inoltre, questa volta, ho fotografato principalmente le strade, proprio per dare l’idea dei percorsi che abbiamo fatto, girando prevalentemente a piedi.

Fotografare le strade non è facile (c’è sempre qualcuno che si piazza con la testa esattamente davanti all’inquadratura, o una macchina che passa all’improvviso e rovina tutto), ma è il modo più spontaneo ed efficace per rendere l’atmosfera di una città.

Se si riescono a fotografare le strade, in pratica il racconto viene da sé.

Midtown Manhattan e Flatiron District

Di solito si comincia sempre da lì, dalla base di Central Park South, dove si concentrano il Plaza, l’entrata del Parco, il cubo di vetro dell’Apple Store e le vetrine di Bergdorf Goodman.

E non è una cattiva idea perché in un pochi metri si ha una perfetta inquadratura di quello che la città promette, con i grattacieli da una parte e il verde del parco dall’altra, le carrozze con i cavalli e i baracchini che vendono gli hot dog, e quegli spruzzi di vapore che fuoriescono dalla tube che si vedono in tutti i film e non ho mai capito bene perché si trovano solo qui.

Da qui è facilissimo, si imbocca la Fifth Avenue e si cammina verso downtown fino ad Union Square.

Mentre si scende, blocco dopo blocco, si incontrano tutte le icone di Manhattan: a sinistra le vetrine di Tiffany, St. Patrick Cathedral, i magazzini Saks Fifth Avenue, e (con una piccola deviazione) la Grand Central Station.

 

A destra il Rockefeller Center (in questo periodo dell’anno con i pattinatori sul ghiaccio), la Public Library, Bryant Park (una delle sedi delle sfilate della New York fashion week), l’Empire State Building, e, all’altezza della 23th, il Flatiron Building.

Se avete fame, fate una capatina da Eataly per uno spuntino, oppure proseguite fino a  Union Square, per una sosta (meritata) nei giardinetti.

Central Park e Columbus Circle

Il secondo percorso (per noi fatto nel pomeriggio) prevede di partire da Columbus Circle (base del parco, Central Park South, lato West Side), dove si trova il Time Warner Center.

Se non avete ancora mangiato e il tempo è bello, al piano interrato del Time Warner Center c’è Whole Food, il supermercato (carissimo) con il cibo prelibatissimo e freschissimo proveniente da tutto il mondo. Noi di solito compriamo l’occorrente per fare i panini e andiamo a mangiarli a Central Park, proprio lì di fianco.

Il percorso veramente prevede di salire un po’ in direzione uptown lungo Park West, fino all’altezza della settantaduesima, davanti alle Dakota Tower, e di entrare nel parco da lì, in modo da attraversare subito Strawberry Fields.

Da questo punto in poi basta camminare; il parco è tutto bello, con quegli scorci visti mille volte in centinaia di film, le carrozze con i cavalli che transitano avanti e indietro, il Reservoir, i runners che corrono a tutte le ore del giorno, i grattacieli di Midtown sullo sfondo e quelle inconfondibili rocce levigate dove i miei bambini più piccoli tentano ogni volta di salire tra le mie urla intimidatorie.

Il pic nic nel parco, e forse ancora di più l’hot dog comprato dal venditore ambulante, è un vero must, non ce lo facciamo mancare mai, tempo permettendo.

Il mio percorso prevede che, dopo avere adeguatamente sostato nel parco, si esca dal lato opposto, vale a dire l’East Side, abbastanza in alto, all’altezza del Metropolitan Museum (East 82th), o ancora più su, all’altezza del Guggenheim Museum (East 88th), per poter poi percorrere in discesa tutta la Madison Avenue, vero e proprio cuore dell’Upper East Side, con tutte le vetrine delle grandi firme della moda mondiale.

Upper East Side

Ci sono propio tutti: Chanel, Hermes, Jimmy Choo, Herve Leger, Christian Louboutin, Tory Burch, e così via, con boutique di superlusso inserite in palazzi stile old America, più bassi dei grattacieli della Fifth Avenue, e vetrine meravigliose, che cambiano in continuazione.

E’ bellissimo anche passeggiare nelle vie laterali alberate e tranquille, che collegano la Madison alla Fifth Avenue, da una parte, e Park Avenue, dall’altra, per guardare gli ingressi dei lussuosi palazzi con uscieri in livrea davanti all’entrata,

Assolutamente imperdibile il negozio di Polo Ralph Lauren, dove bisogna entrare, anche solo per un attimo, per vedere l’arredamento e l’ambientazione old fashion, le vetrine di Oscar de La Renta, e il negozio dei profumi Bond n. 9, dedicati, ognuno, ad un quartiere di New York.

 

Se durante il giro nell’Upper East Side vi viene fame, c’è questo posticino sulla 72th East che si chiama Via Quadronno, ed è la copia di quello di Milano in Corso di Porta Vigentina; è piccolissimo e sempre strapieno, ma veramente carino e frequentato dagli abitanti della zona più che dai turisti.

Infine, se vi manca il caffè, sempre sulla Madison, all’altezza della 63th East, c’è il negozio di Nespresso, con tavolini per la consumazione in loco. Ovviamente nell’Upper East Side è tutto carissimo, ma questa non è una sorpresa.

Times Square

Dopo il pomeriggio nell’Upper East Side, se vi resta un po’ di energia, consiglierei di fare un salto a Times Square, non tanto per fermarsi a cenare (tutti posti molto turistici e caotici), ma piuttosto per camminare una mezz’ora in mezzo alle mille luci di New York.

Di certo non è il massimo dell’originalità, ma ne vale sempre la pena, per l’energia che si sprigiona immutata negli anni in quell’incrocio pulsante di strade (to be continued, per vedere il seguito cliccate qui)

4 Comments
  • sabrina
    marzo 4, 2017

    Viaggio stupendo cara e splendidamente descritto! Mi è venuta voglia di partire. Un abbraccio, Sabrina

    • Alessandra
      marzo 5, 2017

      Grazie Sabrina, sto preparando altri tre post con altrettanti itinerari sempre di Manhattan. Spero ti piaceranno, un abbraccio e grazie di seguirmi.

  • westlondonlady
    marzo 5, 2017

    Ma e’ fantastica Alessandra! E’ un itinerario fatto benissimo e non tralasci niente. La userò senz’altro quest’estate coi miei follettoni! Aspetto anche le altre con ansia. Pensa di farne una anche su Londra, ormai la conosci benissimo!

    • Alessandra
      marzo 5, 2017

      Grazie mia cara; è un’ottima idea, e mi diverto anche un sacco a scriverli! Spero proprio che i miei post possano esserti utili per il tuo viaggio (tra poco arriva quello su downtown Manhattan, con tutte le info per SoHo, Greenwich Village e Tribeca)…

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