Rio de Janeiro

Rio de Janeiro è una città che conquista per sempre, con un’energia incredibile, di cui si sente la mancanza un minuto dopo averla lasciata.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, considerato che si tratta di una metropoli popolata da milioni di abitanti, non è troppo difficile da girare, dato che i quartieri sono ben delimitati e i punti di riferimento (mare, monti, laguna, foresta), molto evidenti, e facili da individuare.

Ipanema e Leblon

Meno affollato della vicina Copacabana, Ipanema (di cui Leblon è la naturale prosecuzione), è un quartiere altrettanto bello, più tranquillo e residenziale, che si snoda a ridosso della spiaggia (la descrizione delle spiagge di Rio merita un apposito post, che potete vedere cliccando qui).

Alle spalle della spiaggia si apre un reticolo di vialetti, ordinati e verdissimi, per via della vegetazione tropicale che impera ovunque, tutti stracolmi di negozi, prevalentemente di marchi brasiliani, e di locali di tutti i tipi e per tutti i gusti.

Ecco un po’ di idee per chi si trova a passare da quelle parti.

Per fare shopping: imperdibile il negozio delle Havaianas, mitiche infradito cult di innumerevoli tipi e colori, con prezzi, peraltro, curiosamente molto variabili a seconda dei modelli.

E’ bello comprare qui le Havaianas e infilarsele subito ai piedi, per girare in città e sentirsi subito integrati, dato che qui tutti girano con le infradito (non solo in spiaggia).

Per l’aperitivo, a base di birra e tapas: Venga, Bar de Tapas (Rua Garcia de Avila, 147), con bancone centrale e alti sgabelli dove appollaiarsi a bere una birra ghiacciata tra i prosciutti appesi a stagionare.

Per una cena a base di caipirinha e piatti brasiliani: Garota de Ipanema (Vinicius de Moraes, 49), forse un po’ turistico, ma pur sempre affascinante, trattandosi del bar (anticamente bar Veloso), dove Tom Jobim e Vinicius de Moraes crearono la mitica canzone, il cui testo è appeso lungo le pareti del locale.

Ipanema

Rio de Janeiro

Infine, per una pizza di ottimo livello: Alessandro e Federico (Rua Garcia de Avila 151), molto curato e moderno, con forno a legna a vista.

La cosa più bella di tutte è passeggiare per il lungomare, con la mitica pavimentazione a onde bianche e nere e le palme altissime, per ammirare l’oceano e fermarsi ad una delle baracchette disseminate lungo la passeggiata (ce n’è all’incirca una ogni cento metri), dove bere agua de coco direttamente dalla noce di cocco, con la cannuccia.

Santa Teresa e Lapa

Da non perdere il caratteristico quartiere di Santa Teresa, tutto in salita, che da Lapa si arrampica sulla collina.

L’ideale, per non perdersi, è seguire, fino alla stazione Largo do Guimaraes, il percorso su rotaie del trenino giallo, simbolo di Rio (Bondinho), che si inerpicava passando sopra all’antico acquedotto, il cui servizio è attualmente sospeso a causa di un tragico incidente avvenuto nel 2011.

Da lì si gode una bellissima vista della città dall’alto, che fornisce uno spaccato delle contraddizioni di Rio de Janeiro; si vedono il porto, il mare, il Corcovado, ma anche le favelas che si arrampicano tristemente in vari anfratti della montagna.

Il percorso centrale del quartiere di Santa Teresa, oggi “pacificato”, si presenta come una zona bohémien molto carina, con i muri interamente ricoperti di graffiti, punteggiata, all’altezza di Largo do Guimaraes, di piccoli negozi di artigianato e ristoranti caratteristici, dove si possono assaggiare i piatti tipici brasiliani tipo la feijoada (bar do Mineiro, Rua Paschoal Carlos Magno, 99).

Pur nel suo carattere ora turistico, Santa Teresa mantiene un che di autentico e genuino, che lascia scorgere la sua natura di quartiere caratteristico di una città difficile e complessa.

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Escadaria Selaròn

Imperdibile opera d’arte a cielo aperto, la Escadaria Selaròn è una scalinata completamente ricoperta da mosaico, che collega Santa Teresa a Lapa.

Ciò che colpisce è il fatto che sia stata realizzata da una sola persona, che ha dedicato tutta la sua vita a realizzare questo progetto, incominciando con il riparare i gradini davanti a casa sua, il cui impatto visivo è veramente notevole.

I gradini sono decorati principalmente con i colori della bandiera del Brasile, giallo, blu e verde, ma sulle pareti predomina il rosso fuoco, e, in qualche punto, il turchese.

Qua e là si incontrano piastrelle provenienti da varie parti del mondo, portate in dono da viaggiatori all’artista, che le ha inserite nella sua opera; la scalinata è sempre coloratissima per via del continuo via vai di turisti e curiosi dil colpo d’occhio veramente suggestivo; nel complesso, una meraviglia.

Rio de Janeiro

Escadaria Selaròn

Estàdio Maracana

Che piaccia o no il calcio, il Maracana (Avenida Presidente Castelo Branco) va visto per capire il Brasile, perché il Brasile è puro calcio, nel suo stadio principale, così come nelle strade e nelle spiagge cittadine, dove decine di ragazzini si esibiscono in virtuosismi degni dei migliori giocatori professionisti.

Lo stadio è bellissimo, ancora luccicante per le serate del Mondiale appena passati, e trasuda storia.

La visita è facile, rispetto ad altri stadi, più “ingessati”; si paga il biglietto, si entra, si può accedere ovunque, negli spogliatoi, sugli spalti, ai bordi del campo vero e proprio.

Meglio ancora, andare a vedere una partita, una qualunque (il campionato dura praticamente tutto l’anno), per vivere l’atmosfera festosa della tifoseria.

Maracana

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Pan de Azùcar e Corcovado

Sono due cose piuttosto diverse tra loro, ma entrambe consentono di ammirare la città dall’alto, da due punti diversi.

Entrambi, purtroppo, sono accomunati dalle lunghe code per accedervi (anche se il fatto di acquistare i biglietti prima con internet allevia un po’ l’attesa), quindi occorre armarsi di pazienza, e possibilmente di buon umore, consci del fatto che la vista di Rio dall’alto merita un po’ di attesa.

Il Pan de Azùcar è una montagna a punta (praticamente un monolite) che si trova sopra la Praia Vermhela, nel quartiere di Urca.

Un primo tratto di funivia conduce al Morro da Urca, una stazione intermedia, che consente già una discreta vista delle spiagge sottostanti (Copacapana, Ipanema, e la bellissima Praia Vermhela)

Un secondo tratto di funivia conduce al Pan de Azùcar, punto panoramico strategico, dal quale si vede un po’ tutta Rio.

Il Corcovado è diverso.

E’ sempre un monte, ma si trova all’interno della foresta tropicale della Tijuca, situata a poca distanza dal pieno centro cittadino.

Per salire, si prende un trenino rosso a cremagliera dalla stazione di Cosme Velho, che per circa venti minuti si arrampica sulla montagna in mezzo alla foresta.

Il viaggio è molto suggestivo, e la foresta tropicale è verdissima e rigogliosa.

In cima la monte si trova la statua del Cristo Redentore, simbolo indiscusso di Rio de Janeiro, dalla cui base si domina l’intera città.

A questo punto va a fortuna: se ci sono le nuvole (che a volte si addensano anche in giornate limpide e calde), non si vede altro che la statua circondata da una fitta nebbiolina; se splende il sole, sembra di essere in aereo e si gode la vista spettacolare immortalata in tutti i film e le immagini che raffigurano Rio de Janeiro.

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