Seychelles Diario di viaggio Parte Due Praslin, La Digue e Curieuse Island

Ci svegliamo all’alba.

I folletti si lamentano; non capiscono per quale ragione mai, in vacanza, devono svegliarsi prima ancora di quando si alzano normalmente per andare a scuola.

Io fotografo l’alba.

Partiamo presto, perché l’escursione in barca prevede una tabella di marcia impegnativa; in questo modo riusciremo a vedere diverse isole, ed a sbarcare in alcune di queste; in particolare a La Digue, famosa in tutto il mondo per le sue spiagge, e a Curieuse Island, l’isola delle tartarughe giganti.

Con il taxi raggiungiamo il porticciolo turistico di Mahè, punto di partenza della  nostra gita, dove conosciamo il nostro comandante, che ci farà anche da guida e si occuperà di noi per tutto il giorno.

Durante la navigazione incontriamo isolette minuscole che sembrano quelle delle vignette dei cartoons (ce n’è anche una con la palmetta sopra, ma non sono abbastanza veloce a tirare fuori l’iphone per fotografarla).

Lo scenario è suggestivo, siamo nel bel mezzo dell’Oceano indiano, nel continente africano, a sud est del Madagascar, e siamo fortunati perché il mare è calmo (non è sempre così), quindi riusciamo a goderci la traversata senza soffrire particolarmente.

Praslin

Ci vuole circa un’ora di navigazione per avvistare la prima isola, la meravigliosa Praslin, piuttosto grande e dotata anche di piccolo aeroporto, come Mahè abitata da numerosi resort e hotel e circondata da spiagge di sabbia bianchissima e incontaminata.

Noi non sbarchiamo a Praslin, per il semplice fatto che, su consiglio del nostro comandante, dovendo fare delle scelte per ragioni di tempo, è più particolare visitare le due isole più piccole, La Digue e Curieuse Island.

Costeggiamo tuttavia l’isola e ammiriamo dal mare l’incredibile spiaggia di Anse Lazio, costantemente inserita tra le classifiche delle spiagge più belle al mondo.

La sua bellezza è assoluta, per il mix perfetto creato dal colore del mare, dalla sabbia bianchissima simile a borotalco, dalla folta vegetazione a ridosso della spiaggia, e dai massi granitici sparsi qua e là; anche la vita sottomarina, che noi non sperimentiamo, è vivace e suggestiva, popolata da testuggini marine e pesci colorati.

Curieuse Island

La nostra gita prosegue e, nel giro di un’altra mezz’ora raggiungiamo Curieuse Island, piccola isola, poco abitata, e dichiarata parco marino per l’inestimabile bellezza della sua natura e per la presenza delle tartarughe giganti che, a quanto ho capito, si trovano soltanto qui alle Seychelles e alle Galapagos.

La bellezza dell’isola leva in fiato; non è solo per il colore dell’acqua, ma per l’insieme delle formazioni rocciose a ridosso della spiaggia, unite alla foltissima vegetazione, principalmente mangrovie e palme Coco de mer.

Ma è, forse, ancora di più per il fatto che l’isola è popolata da queste tartarughe che vagano libere e si lasciano avvicinare e toccare, per la gioia immensa dei miei folletti più piccoli.

Le tartarughe giganti sono proprio giganti (per intenderci, grandi quanto il mio folletto piccolo di sei anni, che vorrebbe usarle come mezzo di trasporto), e mangiano una specie di “insalata” gigante; si muovono lentamente (essendo tartarughe), e da vicino sembrano animali preistorici. E’ strano vederle muovere così nel loro habitat naturale, sono perfettamente a loro agio sulla sabbia e tra le piante, e non sono per nulla preoccupate del contatto umano.

I folletti adorano dare da mangiare alle tartarughe (a me invece fanno ridere, perchè prendono le foglie e le masticano voracemente), e potrebbero probabilmente restare lì per l’intera giornata, ma noi insistiamo per girare l’isola.

Dopo estenuante trattativa, riusciamo ad arrivare in fondo alla spiaggia principale, Baie Laraie, avanziamo ancora di poco, giusto per vedere cosa c’è dietro l’angolo, e troviamo questo scenario qui.

A questo punto inizia la parte più divertente della gita, perché il nostro comandante ci indica un percorso, che si inoltra in mezzo alla foresta, fatto di passerelle e sentiero tracciato, e ci dice di percorrerlo tutto fino ad arrivare dall’altra parte, dove si trova un’ulteriore baia, nel punto in cui lui andrà ad aspettarci con la barca.

Il tragitto dura circa quaranta minuti e il sentiero è veramente unico, passa proprio in mezzo alla vegetazione più fitta, e il caldo umido si fa sentire parecchio; per terra, tra una passerella e l’altra, vediamo granchi giganti che escono dalle loro tane nella sabbia, e in alcuni punti la vegetazione è talmente fitta che non fa quasi trapelare i raggi del sole.

Dopo pochi minuti dall’inizio della camminata, arriva l’immancabile scroscio di pioggia, che insiste per un po’, e ci accompagna fino all’arrivo dall’altra parte dell’isola; la sensazione è strana, perché fa talmente caldo che non avvertiamo particolare fastidio, e inoltre siamo in costume da bagno, per cui non abbiamo il problema di ripararci per non bagnarci i vestiti.

Arrivati in fondo al tragitto, si apre davanti a noi un’altro meraviglioso scenario; una lunga spiaggia di sabbia dorata e morbida, diversa dalla precedente, priva di rocce, ma lunga a perdita d’occhio, e i colori del mare, illuminati dal temporale, assumono sfumature di colore incredibili.

Ecco un’altra cosa che mi piace moltissimo delle Seychelles, le spiagge sono tutte una diversa dall’altra, cambiano i colori a seconda della posizione e delle correnti, e cambia il panorama a seconda della presenza dei massi granitici, levigati dal vento e tutti con forma e aspetto completamente differente.

Subito dietro alla spiaggia c’è una radura attrezzata con tavoli e panche in legno e l’occorrente per il barbecue, dove ci fermiamo per il nostro pranzo a base di gamberi e pollo grigliato, che mangiamo, rigorosamente con le mani, per la gioia estrema dei tre folletti che mangerebbero volentieri così anche a casa.

Nel tempo del pranzo la pioggia si placa e ripartiamo con il sole che splende di nuovo e cambia, ancora una volta, i colori del mare.

La Digue

In poco meno di un’ora raggiungiamo l’ultima tappa della nostra gita, ovvero l’isola di La Digue, una delle più conosciute e famose delle Seychelles.

Sbarchiamo in un piccolo porticciolo turistico dove sono ancorate diverse imbarcazioni e, sul molo, si trovano decine di biciclette, che costituiscono il mezzo ideale per girare l’isola.

Anche La Digue ha le sue spiagge incantate; noi ci innamoriamo di questa, Grand Anse, con onde spumeggianti e battuta dal vento.

 

Ritornati alla base, prima di ripartire da La Digue, ci aggiriamo un po’ alle spalle del porticciolo e troviamo una serie di piccoli negozi colorati di artigianato, baretti sulla spiaggia e biciclette sparse un po’ ovunque.

Prima di rientrare, riusciamo ancora a fermarci al largo di una delle spiagge per fare snorkeling; pinne maschera e boccaglio ci permettono di controllare che cosa succede sott’acqua, ed è bello vedere il mondo da quest’altra prospettiva.

I pesci sono coloratissimi, ma purtroppo non abbiamo la fortuna di vedere nuotare le tartarughe; il nostro comandante, però, ci assicura che non è una cosa rara, per cui provateci, se vi capita di passare da quelle parti (se volete leggere dell’isola di Mahè, potete guardare quest’altro post, cliccando qui).

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