Spiagge che ho scoperto viaggiando: le mie preferite

Quando penso alle spiagge che ho visto in giro per il mondo, mi viene sempre in mente questa cosa.

In teoria, le spiagge non dovrebbero essere troppo diverse l’una dall’altra; c’è la sabbia, c’è il mare di fronte, c’è l’orizzonte che si staglia in lontananza.

Anche i colori sono quelli: blu, turchese, verde, per il mare e il cielo, beige, bianco, rosa o grigio perla per la sabbia.

Ma in pratica, non so dire perché, sono tutte diversissime l’una dall’altra.

Dopo avere visto una spiaggia dal vivo, potrei riconoscerla tra mille a colpo sicuro (più o meno), passando in rassegna fotografie di spiagge diverse.

A volte faccio un gioco: guardo su una rivista o sul web una immagine di un paesaggio marino e, senza leggere, cerco di dire dov’è; se ci sono stata, difficilmente sbaglio.

Però, pensandoci bene, è proprio questo il bello; il fatto che uno stesso paesaggio, apparentemente simile, possa cambiare così tanto a seconda del paese in cui si trova, della gente che lo abita, dei profumi, dei colori, dei suoni che si incontrano, e della luce che lo attraversa.

Ho pensato allora di provare ad elencarle, le mie spiagge preferite, tra quelle che ho scoperto viaggiando, e di provare a dire, per ciascuna, qual’è la caratteristica che la rende, per me, così speciale.

Rio de Janeiro: Ipanema e Leblon

Ipanema e Leblon (vicine l’una all’altra), sono le tipiche spiagge di Rio de Janeiro, allegre, colorate, vive, piene di energia contagiosa.

Le spiagge di Rio sono uniche al mondo e diverse da tutte le altre, perché non sono solo spiagge, ma sono una parte importantissima della città, come le vie e le piazze.

La spiaggia è un modo di essere, è una filosofia di pensiero, è uno stile di vita, ed è sempre animata, piena di attività: si mangia, si beve, si balla, si fa ginnastica, si gioca a calcio, si fa shopping; ci sono palestre, mercatini, venditori ambulanti di tutti i generi, turisti e residenti, gente che fa il barbecue, gruppi che suonano il samba, ragazzini che giocano a pallone, scippatori, favelas sullo sfondo.

A Rio non si va in spiaggia (solo) per prendere il sole, come in tutto il resto del mondo, ma per fare tutta una serie di cose che non avrebbe senso fare altrove.

Infatti, le spiagge sono animate anche di sera, in una naturale prosecuzione del giorno.

Insomma, nelle spiagge di Rio c’è tutto il Brasile.

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Mykonos: Elia e Agios Ioannis

Le spiagge di Mykonos sono il motorino con il sale sulla pelle ed il vento tra i capelli.

Sono selvagge e luminose, difficili da raggiungere, con quelle salite e discese che si inerpicano sulla montagna, e ridiscendono a capofitto, e meravigliosamente limpide.

La cosa che rimane impressa sono i colori, il bianco delle case ed il blu dei tetti che richiama quello del mare, il vento, che non smette mai di soffiare e non fa sentire il calore del sole, e la luce, perfettamente cristallina, che fa risplendere l’acqua.

Anche le più trafficate ed animate dalla movida giorno e notte, mantengono sempre la loro atmosfera selvaggia e libera, che è il vero pregio di questa località.

Elia, sul lato sud dell’isola, è una delle spiagge più famose di Mykonos insieme a Paradise, Super Paradise e Agrari, ed è una delle mie preferite, per i suoi colori.

Agios Ioannis è in una parte dell’isola più appartata, ma mi piace particolarmente perché è più piccola, più raccolta, e molto “greca”, ed offre un panorama mozzafiato sull’isola di Delos.

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Venezuela: Isla Blanquilla e Los Roques

Una volta ho fatto una crociera nei Caraibi con il veliero del Club Mediterranee che, per essere una nave, è piuttosto piccola, e può raggiungere località dove le navi più grandi non riescono ad arrivare.

Tra le varie tappe più conosciute (Santo Domingo, Aruba, Grenadine, Martinica), ad un certo  punto la nave è arrivata a Blanquilla, un’isola completamente deserta, al largo delle coste del Venezuela.

La nave si è fermata in rada e con piccoli tender siamo scesi a riva, sulla spiaggia di Blanquilla, che non sono mai più riuscita a dimenticare.

Al di là del mare turchese e della spiaggia bianchissima, quello che mi è rimasto impresso per sempre è il fatto che fosse completamente disabitata, popolata solo dai gabbiani e dai pesci, e totalmente priva di rumori, se non quelli della natura.

Le stesse atmosfere si ritrovano a Gran Roque, nell’arcipelago di Los Roques, sempre al largo del Venezuela, isola più grande ed abitata, che mantiene però la sua atmosfera perfetta di paradiso incontaminato, dove le piccole Posadas che ospitano i turisti sono perfettamente integrate con il contesto, e non alterano in nessun modo lo splendore del paesaggio.

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Cape Code e Chatam

Cape Code, a sud est di Boston, è un posto molto suggestivo, tipicamente americano, con l’aria un po’ selvaggia e un po’ raffinata degli stati della East Coast.

La spiaggia di Chatam è una spiaggia oceanica, con colori molto diversi da quelli brillanti del mediterraneo cui sono abituata, e che istintivamente cerco quando sono in giro, ma non per questo meno affascinante e suggestiva (anzi).

La spiaggia è chiara, sorvolata dai gabbiani, con le piccole ville bianche sparpagliate in mezzo ai cespugli, e con i leoni marini che nuotano placidamente poco lontano dalla battigia.

A Chatam è bello aspettare sul molo i pescherecci che scaricano il pesce appena pescato nell’Oceano, affittare una barchetta per andare ad ammirare i leoni marini al largo (che fanno dei versi stranissimi), e fermarsi a mangiare lobster gigante e crab cake in uno dei ristoranti con la terrazza in legno affacciata sul mare.

Non sono solo i colori ad essere diversi, ma anche i suoni, le atmosfere, che rendono tutto molto tranquillo e rilassato.

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California: Santa Monica e Venice Beach

La prima cosa che ho notato in California (non solo nelle spiagge) è stata la luce.

Una luce abbagliante, bianca, incredibilmente pura, mai vista da nessuna altra parte.

Le spiagge della California sono dunque, per me, prima di tutto, le spiagge della luce, e poi, naturalmente, dei surfisti, delle persone che pattinano e corrono lungo la pista ciclabile e delle macchine scoperte che sfrecciano lungo i viali con le palme altissime, e dei baracchini con gli hot dog e la coca cola.

Santa Monica e Venice sono due spiagge vicinissime, eppure profondamente diverse, ognuna con il proprio carattere.

Santa Monica è la la tipica spiaggia americana, con le postazioni dei lifeguard, il Pier, ed il bellissimo Pacific Park, sullo sfondo (il luna Park più scenografico d’America, insieme a quello di Coney Island a New York).

Venice, invece, è la spiaggia degli artisti, degli skaters, della street art su tutte le superfici pitturabili, dei personaggi strambi che la popolano, che continuano a rimanere tali nel trascorrere del tempo.

Ha qualcosa che la rende unica e inconfondibile, un’atmosfera un po’ fuori dal tempo e tremendamente attuale contemporaneamente.

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Bahamas

Non potevano mancare le spiagge caraibiche, quelle con le palme, il mare turchese, la sabbia bianchissima.

Nelle spiagge dei Caraibi conta tantissimo il fatto di essere proprio nel mar dei Caraibi, che evoca fantastiche storie di pirati, tesori nascosti, mappe segrete e atmosfere fiabesche.

Tra le più belle che mi sia capitato di vedere devo mettere senz’altro le spiagge delle Bahamas, per il colore pazzesco del mare, turchese che di più non si può.

Alcune si trovano in isolette, dove si può accedere soltanto via mare, e che quindi, sono sempre un po’ preservate dalle grandi folle di turisti.

Il mare è veramente incredibile, turchese, limpido e caldo, le palme sono come quelle delle cartoline, la sabbia bianchissima.

Il posto ideale dove poter incontrare Jack Sparrow.

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