Da Tokyo a Kyoto in un giorno andata e ritorno

Decidiamo di fare la nostra gita a Kyoto in giornata da Tokyo andata e ritorno.

Se devo essere sincera non è la soluzione ideale, perché solo fermandosi almeno una notte a Kyoto si riescono a visitare bene tutti i templi e i giardini, che sono numerosi e che vale la pena visitare con calma, per assaporarne tutta l’atmosfera e apprezzarne fino in fondo l’estrema bellezza.

Il mio consiglio è dunque quello di pianificare una visita a Kyoto di almeno due giorni, fermandosi per la notte.

Tuttavia, se, come noi, avete un solo giorno a disposizione nella vostra tabella di viaggio, è comunque possibile visitare Kyoto in giornata utilizzando il fantastico treno superveloce, il famoso bullet train, delle linee giapponesi Shinkansen.

Il bullet train è talmente veloce che collega Tokyo a Kyoto in meno di tre ore, ed è quindi possibile partire alla mattina presto e ritornare alla sera a Tokyo a dormire.

Nel terzo giorno del nostro soggiorno a Tokyo ci alziamo dunque all’alba, e la cosa ci permette di vedere questa meravigliosa alba sui grattacieli dalla finestra del nostro Hotel a Shinjuku  (se volete leggere il racconto delle due giornate precedenti a Tokyo potete cliccare qui e qui).

L’esperienza del bullet train delle linee Shinkansen

Raggiungiamo la stazione della metro di Tokyo Central e, per la gioia estrema dei miei folletti, ci accingiamo a salire sul bullet train (vi segnalo che il biglietto va prenotato con ampio anticipo, data la grande richiesta, specialmente se viaggiate in giorni di festa).

Prima della partenza, ad un segnale convenuto, una squadra di addetti alle pulizie sale sul treno e, nel giro di dieci minuti, provvede ad una pulizia perfetta e totale del treno, che viene quindi consegnato ai passeggeri in perfette condizioni.

Sul treno mi addormento, ma fortunatamente mi risveglio in tempo per vedere dal finestrino il Monte Fuji, coperto sulla sua sommità da uno strato di neve immacolata, proprio come appare nelle copertine delle tante guide turistiche consultate prima di venire qui.

In meno di tre ore, con precisione cronometrica, arriviamo alla stazione di Kyoto, enorme e modernissima, con un numero davvero impressionante di passeggeri in transito.

Per ottimizzare al massimo la nostra visita, dato il poco tempo a disposizione, abbiamo prenotato in anticipo una guida con auto, che ci porterà in giro tutto il giorno; ma se avete più tempo, non è complicato raggiungere i siti dei templi utilizzando i servizi pubblici.

Golden Pavillion

La nostra visita incomincia con la visita al Kinkau-ji, conosciuto anche come Golden Pavillion.

Per prima cosa entriamo nel bellissimo giardino, e incominciamo immediatamente ad assaporare l’atmosfera quieta e rilassata dei giardini di Kyoto, di cui tutti parlano.

I giardini di Kyoto sono diversi da qualsiasi altro parco o giardino visto in precedenza, hanno un ordine perfetto che infonde una sensazione di calma e sembra distaccarsi dal contesto circostante.

Per questa ragione bisogna passeggiare con calma, senza avere fretta di cercare, lasciando che i panorami e le diverse prospettive si svelino poco a poco.

Spesso accade che lo stesso scenario, guardato da un lato o dall’altro, appaia completamente diverso, ma sempre pieno di armonia e di equilibrio.

Avanzando lungo il giardino vediamo apparire il Golden Pavillion, la costruzione a pagoda ricoperte di lastre d’oro che brillano alla luce del sole e riflettono bagliori sull’acqua del laghetto che si trova davanti.

Non si può visitare all’interno, perché troppo delicato per sopportare il caplestìo di milioni di visitatori, ma alcuni pannelli fotografici esposti all’esterno mostrano l’interno dei vari piani, tutti differenti l’uno dall’altro.

Superato il Golden Pavillion procediamo ancora lungo il giardino in un percorso in salita, ed incontriamo diversi punti dedicati al culto ed alla  meditazione.

Nonostante il gran numero di visitatori non avvertiamo particolare confusione né rumore.

Ryoan-ji Temple

La seconda visita è dedicata al Ryoanji Temple, il tempio del giardino di pietra zen.

Si tratta di uno degli esempi migliori e più conosciuti dei giardini di pietra giapponesi.

All’ingresso dobbiamo toglierci le scarpe e indossare apposite calzature fornite dal tempio.

Le pietre sono quindici, ma si dice che non sia possibile vederle tutte contemporaneamente da un solo angolo visuale; passiamo dunque un bel po’ di tempo a cercare di capire quel’è il punto giusto per vedere tutte le rocce insieme e a cercare la quindicesima roccia.

Sotto la tettoia si trova una ampia tribuna in pietra sulla quale ci si può sedere ad ammirare il giardino.

Ma il giardino di pietra non è l’unica parte interessante del Ryoan-ji Temple.

Accanto al giardino, si può visitare la parte interna, con stupendi tatami.

Anche il parco circostante è decisamente interessante, anch’esso con tanto di lago e ponticelli e con i tipici portali dei templi giapponesi.

E di nuovo restiamo conquistati dalla perfezione e dall’armonia dei giardini di Kyoto, dove ogni singola foglia sembra intonarsi perfettamente con il resto del paesaggio.

Nijo Castle

Nell’ultima parte della giornata che ci resta da trascorrere a Kyoto visitiamo il Nijo Castle, una residenza Shogun divisa in diverse aree e con bellissimi e curatissimi giardini.

Si tratta di una fortezza circondata da un fossato, cui si accede attraverso un portale decorato in oro.

La caratteristica più famosa e particolare dell’interno del castello sono i cosiddetti “pavimenti dell’usignolo” che vengono chiamati così perché, ogni volta che vengono calpestati, producono un suono che ricorda appunto il verso dell’usignolo.

Tutto ciò serviva come sistema di allarme per proteggere il castello da intrusioni dei nemici.

Dedichiamo parecchio tempo alla visita dei giardini, dove riusciamo a vedere anche diverse Ladies che indossano il kimono.

Anche qui, come a Tokyo, non è raro incontrare persone che indossano questo meraviglioso abito tradizionale, che è consuetudine  utilizzare nelle occasioni speciali ed in alcuni giorni di festa.

Concludiamo in questo modo, con la visita al Castello Nijo la nostra visita a Kyoto, anche perché i folletti sono stanchi e danno segni di impazienza, e ci rechiamo velocemente alla stazione di Kyoto per riprendere il nostro bullet train che ci riporterà a Tokyo in tempo per la cena.

Lost in Translation

Durante il viaggio di ritorno, riusciamo anche a prenotare dal treno un tavolo per la cena al New York Grill, vale a dire il noto ristorante che ha fatto da location al famoso film di Sofia Coppola con Bill Murray e Scarlett Johansson Lost in Translation, che si trova al 52 piano del Park Hayatt Hotel di Shinjuku, all’interno di uno strepitoso rooftop.

E, grazie ai servizi di trasporto super efficienti di Tokyo, riusciamo nella non facile impresa di accompagnare i folletti in albergo con la metro, cambiarci alla velocità della luce, e goderci finalmente una serata tranquilla cenando con la strepitosa vista delle mille luci di Tokyo di notte che vedete qui sotto.

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