Usa 2016 parte 1 Los Angeles

Una macchina. Per capire, visitare, amare Los Angeles è indispensabile affittare una macchina. Subito. Appena messo il piede giù dall’aereo. Possibilmente prenotandola prima, per evitare di fare lunghe code che, con nove ore di jet lag sulle spalle, metterebbero a dura prova chiunque (specialmente se, come me, si viaggia con tre figli al seguito).

Los Angeles è una città americana, forse la città americana per eccellenza, la più grande per estensione, la seconda per numero di abitanti. Per poterla apprezzare bisogna adeguarsi immediatamente.

E’ grande come una regione, ha un’estensione di centinaia di chilometri, conta milioni di abitanti ed è percorsa da strade a sei corsie di marcia al suo interno; bisogna dimenticarsi le città europee, rinunciare a cercare il centro, la piazza, la chiesa, perché il centro di Los Angeles non esiste, esistono tanti quartieri (in alcuni casi, veri e propri autonomi comuni) che sono come tante città unite l’una all’altra, ognuna con le proprie caratteristiche, diversissime l’una dall’altra.

Santa Monica, Venice Beach, Beverly Hills, Downtown Los Angeles, Malibù, Hollywood, Bel Air, e così via per decine di quartieri e distretti.

Nessuno a LA si sogna nemmeno lontanamente di andare a piedi da un posto all’altro, e nemmeno con i mezzi pubblici, che non sono facilmente gestibili e fruibili attese le distanze; ci si sposta semplicemente con la macchina e, una volta giunti a destinazione, si perlustra la singola località, per poi risalire in macchina e trasferirsi da un’altra parte.

Una volta capito questo concetto (cosa non facile per noi europei, che non ci rassegniamo facilmente all’idea “sì, mamma ho capito, ma ci sarà pure un centro di questa città?”; ecco no, bambini, non c’è, punto), il più è fatto.

La seconda cosa pressoché indispensabile da fare immediatamente è procurarsi un navigatore. Bisogna chiederlo e specificarlo al momento dell’affitto dell’automobile, perché non è quasi mai incluso, e va pagato a parte.

Il navigatore è essenziale, perché gli svincoli autostradali di Los Angeles sono roba seria e senza navigatore si rischiano di trascorrere tutti i giorni di visita della città a cercare di uscire da una strada e di immettersi un’altra (questo oltre alle inevitabili risse interne tra gli occupanti della macchina).

A questo punto, muniti di macchina e navigatore funzionante, non resta che godersi questa metropoli tentacolare, affascinante, piena di risorse, cose interessanti da fare e da vedere, cielo turchese, luce spettacolare, e clima mite della California del sud.

Non per niente, la maggior parte dei divi di Hollywood decide di vivere qui.

Santa Monica

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Santa Monica è la località di mare per eccellenza. Ha sole, mare, palme, una bellissima passeggiata che corre lungo l’oceano, un fascinoso Pier vintage dei primi del novecento, con la pavimentazione di travi in legno ed il luna park a strapiombo sul mare più famoso d’America dopo quello di Coney Island a New York City.

Ha una profondissima spiaggia di sabbia sottile popolata da gabbiani, illuminata da una luce potentissima, tipica del Southern California, con l’aggiunta delle torrette dei lifeguard che per noi, abituati al placido e rassicurante Mediterraneo, esistono solo nei telefilm di Baywatch.

Il luna park si chiama Pacific Park, ed è anch’esso perfetto; ci sono le montagne russe, i popcorn, lo zucchero filato, è affollato e coloratissimo, ma ciò che lo rende unico è la vista sull’oceano, con l’isola Catalina sullo sfondo.

Ad accrescere il già notevole fascino di questo posto, c’è il fatto che proprio a Santa Monica si conclude la mitica ed intramontabile Route 66 (storica via che attraversa gli Stati Uniti da Chicago a Santa Monica, fonte di innumerevoli film, racconti, e canzoni), ed una targa, lungo la passeggiata, lo ricorda con grande solennità.

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Insomma, un posto bello e romantico allo stesso tempo, ove trascorrere senz’altro una giornata.

Tra l’altro, nonostante la parte più suggestiva sia quella Ocean view, non è da trascurare anche la parte più interna di Santa Monica, con la via pedonale costellata di negozi alla moda, popolata da ristoranti e caffè, dove fermarsi a mangiare o a fare una sosta, e animata da artisti di strada che si esibiscono un po’ a tutte le ore.

Venice Beach

Anche Venice è una località di mare che si affaccia sull’oceano, e si trova a pochi chilometri di distanza da Santa Monica, ma, a conferma del fatto che ogni quartiere/area di Los Angeles ha la sua precisa personalità, è completamente diversa da quest’ultima.

Venice Beach è il paradiso della street art, tutti i muri lungo la passeggiata che costeggia la spiaggia sono interamente ricoperti da murales e graffiti, uno più bello dell’altro, e anche la parte interna del quartiere presenta continue opere d’arte a cielo aperto.

Non è raro (cosa per me mai successa prima), incontrare qualcuno che, protetto dal buio della sera, dipinge la propria opera con bombolette spray.

Lungo la passeggiata, dalla meravigliosa atmosfera bohémienne, piena di colore e di energia, si trovano personaggi particolari, skaters e surfers, si affittano biciclette, pattini, ed i bar sono per lo più dei pub; ma l’ho trovato comunque un posto tranquillo, (almeno nella parte centrale, che ho visto io), dove passeggiare senza problemi con i bambini.

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Hollywood Sign

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L’enorme scritta Hollywood, risalente agli anni venti, che sovrasta il Monte Lee, è da vedere, se non altro per il fatto che è un vero e proprio simbolo della città, e compare in innumerevoli film e marchi delle case di produzione cinematografica.

Non si vede da tutte le parti (come pensavo io), bisogna sapere dove andare per poterla ammirare.

I punti di osservazione sono diversi, noi abbiamo scelto quello di Canyon Like Drive 3000, Hollywood.

Inserendo l’indirizzo nel navigatore, si passa dal quartiere di Hollywood e ci si inerpica su per la collina; ad un certo punto si lascia la macchina e si prosegue a piedi per un breve tratto.

Dal momento che il tratto a piedi era sbarrato, abbiamo proseguito per Mullholland Drive, (poco distante), dove c’è la possibilità di lasciare l’auto in sosta lungo la strada in discesa, nel punto più panoramico.

La scritta è suggestiva, e inoltre, dato che si trova in collina, dal punto panoramico si gode una bellissima vista della città in tutta la sua potente e tentacolare estensione.

Getty Center

Il Getty Center è un fantastico complesso architettonico, situato in posizione panoramica sulle alture di Los Angeles, che ospita una importante collezione d’arte permanente.

Ciò che caratterizza il Getty Center, però, non è tanto, o non solo, la presenza delle opere d’arte all’interno del museo (completamente gratuito, si paga solo il parcheggio), quanto l’insieme di tutto il complesso, che offre un punto di incontro tra architettura, arte e natura.

In primo luogo il Getty Center si trova in posizione strategica, sulle alture di Los Angeles, in mezzo ai canyon, con una vista mozzafiato su Downtown e Santa Monica e Malibù sullo sfondo.

Dal parcheggio, con un trenino silenzioso e veloce, si arriva, accompagnati dal discorso registrato di benvenuto del CEO del Getty, sulla piattaforma antistante il museo, dove si apre la bellissima struttura architettonica realizzata da Richard Meier.

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Sul lato sud, si apre il favoloso giardino di cactus; davanti, il giardino centrale con rivoli d’acqua in stile zen ed alberi dalle foglie rosse che si stagliano contro il bianco accecante della struttura, sistemati come vere e proprie opere d’arte.

E inoltre, caffé esterni per una pausa veloce, un ristorante, installazioni sparpagliate di qua e di là, mostre temporanee, ed uno spazio per i bambini con iniziative e spunti di intrattenimento (tipo caccia al tesoro, dove bisogna individuare, tra i quadri, vari dettagli da riportare su un cartoncino).

Insomma, più che un museo, una struttura polivalente che offre un’esperienza multisensoriale. Sicuramente da vedere.

Hollywood Boulevard e Dowtown Los Angeles

Hollywood Boulevard e Hollywood Walk of Fame sono, senza dubbio, le parti più turistiche e conosciute di Los Angeles.

Sicuramente da vedere (non si può andare a Los Angeles e non calpestare la stella del proprio attore preferito), le mattonelle contenenti le stars sono localizzate in un punto preciso di Hollywood Boulevard, e concentrate in un breve tratto di strada, o meglio di marciapiede, perciò si visitano velocemente.

Molto affascinante, a differenza di quel che mi aspettavo, Los Angeles Downtown, distretto finanziario ed economico di LA, e zona dove si concentrano il maggior numero di grattacieli presenti in città.

Innanzitutto a down town LA si trova la Walt Disney Concert Hall, bellissimo ed originale complesso architettonico (visitabile anche all’interno), che riflette la luce in maniera suggestiva.

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Poi, tra i grattacieli, si nascondono piazzette con piste di pattinaggio sul ghiaccio, circondate da splendidi addobbi natalizi, installazioni artistiche, ed ovunque si aprono scorci architettonici molto affascinanti.

Poco distante anche Little Tokio, che a quanto ho capito merita un passaggio (ma che per noi rimarrà un mistero, dato il rifiuto dei folletti di proseguire oltre, data ormai l’ora di cena).

Beverly Hills and Rodeo Drive

Non si può andare a Los Angeles e non passeggiare in Rodeo Drive in direzione del Beverly Wilshire Hotel per sentirsi, almeno per una volta nella vita, Julia Roberts in Pretty Woman.

Rodeo Drive è la via dove si concentrano tutti i negozi di lusso e le grandi firme mondiali della moda, le vetrine sono allestite come veri e propri set cinematografici, ognuna con il proprio tema (lo stesso che si ritrova in tutti i negozi dei singoli marchi nelle grandi metropoli del mondo).

Dolce e Gabbana ha le tavole imbandite, Polo Ralph Lauren le stanze che ricordano le ville degli Hamptons, e così via.

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Però Rodeo Drive, a differenza delle altre vie del lusso delle altre grandi città, ha quel cielo turchese cristallino e quel sole a picco sulla testa a Natale, che fanno sembrare tutto tirato a lucido, che ti costringono ad indossare gli occhiali da sole, e ti fanno venire voglia di comprarti un bikini per andare a tuffarti direttamente nelle acque dell’oceano a Santa Monica; che, in poche parole, aggiungono quel certo non so che.

Infine, Beverly Hills, è la zona collinare subito a ridosso di Rodeo Drive, dove si concentrano il maggior numero di ville degli attori e produttori di Hollywood.

Con la macchina si può fare un giro, per ammirare, più che altro nel suo insieme, il contesto dei viali alberati circondati da file di altissime palme, dal momento che, ovviamente, la maggior parte delle ville dei vips sono protette da alte siepi e staccionate e a malapena si riesce a vedere il cancello d’ingresso; bello e suggestivo il Beverly Hotel (famoso albergo hollywoodiano che compare in moltissimi film).

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Ecco quel poco, o quel tanto, che siamo riusciti a vedere, capire, amare di LA, prima di partire, sempre in macchina, per la nostra tappa successiva, vale a dire San Diego, attraversando la celebre Orange County (to be continued)

2 Comments
  • Monica I Viaggi di Monique
    gennaio 13, 2016

    In tanti snobbano Los Angeles, in tanti la detestano e in tanti ne rimangono stupiti, e io sono tra questi. Ho apprezzato la Los Angeles che conoscevo attraverso i film e le serie tv e mi sono letteralmente innamorata delle spiagge di Venice, Santa Monica e Manhattan beach.
    Una città strana, immensa, ma che può regalare sorprese inaspettate e a mio avviso è bene inserirla in un itinerario on the road in California dedicandole qualche giorno. 😉 Grazie per questi preziosi consigli e racconti, io spero di tornarci prestissimo.Buoni Viaggi -Monica i Viaggi di Monique

    • Alessandra
      gennaio 13, 2016

      Grazie Monica! Hai perfettamente ragione, è una città particolare, così diversa dalle altre, ma proprio per questo unica e affascinante. L’atmosfera delle spiagge, poi, con quella luce meravigliosa, è davvero unica … Grazie a te per avere scritto sul tuo blog tante cose sulla California; come sai ho preso numerosi spunti prima e durante il viaggio, con piena soddisfazione di tutti i componenti della famiglia!!! Buoni viaggi anche a te, a presto, Alessandra.

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