Tra le numerose seccature dell’inizio di un nuovo anno scolastico (back to school), la principale è il ripresentarsi della terrificante fascia oraria tra le sette e le otto del mattino.

Non si capisce per quale oscura ragione gli spot pubblicitari continuino imperterriti a prediligere il momento del risveglio e della prima colazione come contesto ideale da rappresentare per pubblicizzare prodotti per la famiglia (a meno di non voler pensare a una forma di sadismo).

Niente di più lontano dalla realtà si può, infatti, immaginare di quelle tavole imbandite con bambini sorridenti che inzuppano frollini davanti a mamme allegre e rilassate.

Innanzitutto, il suono della sveglia, dopo tre mesi di vacanza, destabilizza anche il più angelicato dei pargoletti; figuriamoci gli altri.

In casa nostra, nell’arco di un’ora, si esplorano tutti gli stati emotivi possibili e immaginabili.

Si passa dall’allegria sdolcinata (circa quattro secondi), alla supplica, alla minaccia dei castighi più turpi, al pentimento, al perdono, di nuovo alla minaccia, alla crisi isterica, al turpiloquio, alla riappacificazione con baci e abbracci.

Il tutto nel giro di sessanta minuti, non uno di più e non uno di meno.

E’ inoltre necessario il massimo dell’elasticità mentale e della capacità di adattamento e di improvvisazione, perché non si sa mai quale scenario si può presentare.

Ecco alcune delle competenze richieste.

Recitazione teatrale

Folletto piccolo: “Io oggi mi vesto solo se fai parlare i vestiti”.

“No, non così, devono parlare anche le mutande e le calze”.

“No, hai sbagliato, prima le mutande e poi le calze, ora bisogna ricominciare tutto da capo”.

Sorvolo sul dialogo tra le mutande e le calze, e su quello tra la maglietta e i pantaloni, che lascio all’immaginazione dei singoli, ma che certamente toccano vette di altissimo livello.

Finché, frustrata dall’ennesimo tentativo fallito, mi gioco la carte della madre autoritaria e cerco di infilare i vestiti a forza.

Gesto che non rimane privo di reazione: “Mamma, sei veramente una ROMPICONIGLI” (anche nella variante “mamma, sei una bella SCASSACONIGLI”).

Capacità di mediazione

Nonostante il sonno, e con l’occhio a mezz’asta, i tre folletti sono in grado di intraprendere discussioni serrate, destinate a degenerare in rissa in pochissimo tempo, su alcune questioni di fondamentale importanza, quali: il latte con il tappo rosa (parzialmente scremato) è o non è migliore del latte con il tappo blu (intero); il gelato al gusto “puffo” è o non è migliore del gelato al gusto “arcobaleno”; chi è il “mio fratello del cuore” e chi è il “mio grande fratello del cuore”.

La grande abilità richiesta sta nell’evitare che la situazione degeneri in scontro fisico, sottraendo preziosi minuti alla serrata tabella di marcia.

La strategia migliore, direi che è quella del diversivo, che consiste nel proporre argomenti a raffica che distolgano l’attenzione dal tema principale.

Caccia al tesoro

Planes

Questo tipo di scenario si configura normalmente negli ultimi dieci minuti prima di uscire di casa (altrimenti non ci sarebbe gusto) e si svolge più o meno così.

“Mamma, dov’è il mio compasso?” (trattasi del famigerato compasso balaustrone, oggetto a me ignoto, fino al momento dell’acquisto, per il quale ho dovuto cercare sul vocabolario).

“Mamma, hai quattro foglie di castagno per la ricerca di oggi sull’autunno? Se no vanno bene anche dei ricci”; (vediamo, foglie di castagno no, il massimo del fogliame che riesco a reperire sono due foglie di alloro rinsecchito nel cassetto delle verdure del frigorifero).

“Mamma, dov’è El Chupacabra, che voglio portarlo all’asilo?” “No, quello lì non va bene, è Ripslinger”.

Le richieste sono formulate tutte nello stesso istante, cosicché gli ultimi dieci minuti li trascorro come un segugio, in giro per casa, in una snervante corsa contro il tempo.

Fortunatamente, allo scoccare delle otto, volenti o nolenti, scade il tempo, e comincia la normale routine, che fila via abbastanza liscia fino al sopraggiungere dell’altra ora clou della giornata: dalle sette alle otto della sera, che merita un approfondimento a parte.