
Written by Penna a Spillo
✍️ Categoria: Diario di una Blogger
📖 Dall’archivio di Penna a Spillo: un ricordo di quando i miei figli erano piccoli, conservato esattamente com’era allora per custodirne la magia.
🍸 Diario di una Blogger: Happy Hour con tre figli: guida di sopravvivenza dalle 19 alle 20
La fascia oraria pre serale, dell’Happy Hour, che va dalle sette alle otto, può essere definita in vari modi.
Ora dell’aperitivo, Happy hour, momento di relax dopo un’intensa giornata di lavoro, oppure, più realisticamente, per le case abitate da tre folletti, “l’ora più temuta della giornata” (veramente, in gara con l’altra terrificante fascia oraria tra le sette e le otto del mattino, sulla quale mi sono già dilungata in un altro post dal titolo Back to school).
In teoria, le operazioni da compiere sono piuttosto semplici e consistono in: lavarsi, mangiare, prepararsi per andare a dormire.
In pratica, invece, con tre figli piccoli, si rivelano attività abbastanza deliranti, che richiedono doti organizzative e diplomatiche degne di un’ambasciata.
🛁 1. Il delirio del bagno e le truppe d’assalto
Con tre, nel loro bagno, ho provato tutte le combinazioni, ma nessuna è veramente soddisfacente: due nella vasca e uno nella doccia (ma l’acqua esce tutta fuori dopo dieci minuti); due nella doccia e uno nella vasca; tutti e tre nella doccia; uno dopo l’altro nella vasca (ma finiamo alle undici di sera).
Cosa ci vuole a lavarsi?
Bastano acqua, bagnoschiuma, shampoo.
Sbagliato.
Per il folletto piccolo occorrono anche: l’intera collezione delle macchinine di Cars, da disporre intorno alla vasca (“così mi guardano mentre faccio il bagnetto”).
Per il folletto medio no, le macchinine di Cars non vanno bene, perché sono “da piccoli”; meglio l’intero esercito di soldatini, disposti in vari punti del bagno e pronti a combattere, organizzati secondo lo schieramento delle truppe durante la prima guerra mondiale.
Il vero problema è che tutti questi soldatini non se ne vanno dal fronte una volta finito il bagno, ma rimangono nascosti in attesa del nemico; così quando meno te lo aspetti, te ne ritrovi uno (di solito quello con il fucile appuntito) conficcato in un piede.
Le doti di coordinamento prevedono anche una buona organizzazione sui tempi, onde evitare spiacevoli inconvenienti (“mamma, come mai sono tutto rosso? Sembro un’aragosta lessa”).
🥣 2. La cena: tra trattative e Peppa Pig al TG
Altrettanto critico è il momento di sedersi a tavola, che difficilmente viene salutato con entusiasmo.
“Ecco, bambini, stasera vi ho preparato una bella minestra”.
Folletto grande: “Ma mamma, non è possibile che tu sia ossessionata dalla minestra; dovresti informarti se è normale”.
Da qui in poi cominciano le strategie più disparate per sottrarsi alla cena, che variano a seconda del carattere.
Si va dall’accumulo a destra e a sinistra del piatto (folletto medio), alla trattativa serrata (folletto grande), al rifiuto categorico (folletto piccolo).
Nel frattempo, durante questo singolare Happy Hour, parlano tutti insieme contemporaneamente e tentano d’impadronirsi del telecomando della TV, rendendo molto complicato seguire le notizie del telegiornale.
L’effetto ottenuto suona più o meno così:
“Nuova manovra finanziaria al vaglio del Senato; Nonno Pig organizza una caccia alle uova di cioccolato.”
“Borsa, Milano chiude in rialzo; è una radiosa mattinata di sole e papà Pig legge il giornale”.
“Occorre uno sforzo comune contro la recessione; a tutti piace la zuppa di carote di mamma coniglio”.
🛌 3. La notte, Lorsetto e l’incubo pidocchi
Infine il momento “clou”, quello della preparazione per andare a letto.
Dopo innumerevoli rituali (pipì, denti, “dov’è finito l’orsetto, anzi Lorsetto, l’avrò mica lasciato all’asilo? Ah no, per fortuna è qui, incastrato sotto il divano!”, bacino della buona notte, coccole, rimboccamenti di coperte), ecco finalmente il momento di spegnere la luce.
Ma neanche il tempo di arrivare alla porta, ed ecco sopraggiungere la fatidica esclamazione: “Mamma, mi prude la testa!”.
Ora, prima di avere figli in età scolare, credevo che i pidocchi esistessero soltanto nei romanzi di Dickens, in uno scenario ottocentesco, e che si accompagnassero a personaggi tipo Mark Twain.
Invece, con mia grande sorpresa, ho appreso che le simpatiche bestiole si trovano benissimo anche negli anni duemila e non vanno solo sulla testa della piccola fiammiferaia, ma si collocano amorevolmente, e con grande disinvoltura, un po’ da tutte le parti.
Ecco, se proprio devo essere sincera, il trattamento anti pidocchio pre serale, proprio non rientrava nella mia visione dell’Happy Hour, neppure usando la più fervida immaginazione.
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Ale complimenti!!!
Leggendo il post ho rivissuto il “dramma” pidocchi che, come dici tu, si presenta puntualmente la sera prima di andare a dormire…….
Attendo impaziente la prossima puntata, brava!!!
Grazie Rosa, lo sai che senza di te, mia fonte principale di ispirazione, non ci sarebbe stato nulla.
……….ahhh…lo spidocchiamento serale…….quando già ti vedi finalmente divanizzata, dopo ore di corse con percorsi che riuscirebbero a sviare la migliore spia del KGB…..
…..e invece no, spray, cuffietta di naylon ( anzi io fascio la testa della creatura con pellicola da cucina….sembra …no , non possso dire cosa sembra!!!) epoi pettinino, caccia spietata ai malcapitati parassiti….che come dici tu non stanno sulla testa di reietti della società, sporchi e puzzolenti, ma preferiscono le testoline profumate e curaate dei nostri pulitissimi figli….!!!!!!!
Il pidocchio è astutissimo, sa a che ora manifestarsi …