Carlo Cracco ai fornelli

Pur avendone sentito spesso parlare, non mi era mai capitato di assistere dal vivo ad uno show cooking di un grande chef stellato.

E’ capitato qualche sera fa, nel corso di un evento milanese, vale a dire il “Christmas Cocktail” di American Express, party celebrativo per i dieci anni del servizio Centurion (con Sponsor Dom Pérignon ed Estée Lauder), e devo dire che lo spettacolo è stato veramente super.

Anche perché lo chef era il grande Carlo Cracco in persona, celebratissimo giudice di Masterchef Italia.

Ora, io, in qualità di esponente della categoria delle negate, seppur “negate creative” (categoria alla quale ho dedicato un apposito post), non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo tutti i passaggi dello show cooking e, tanto meno, sarei in grado di replicare alcunché nella mia cucina, ma lo spettacolo è stato comunque molto affascinante, e facile da seguire anche per dei neofiti come me.

Procedendo con ordine.

Carlo e Camilla in Segheria

La location dell’evento

Innanzitutto la location dell’evento: Carlo e Camilla in Segheria a Milano, in Via Meda.

Più che un ristorante in senso tradizionale, dal punto di vista architettonico, è uno spazio industriale recuperato, molto ampio, dal sapore un po’ newyorkese, con travi a vista, e lampadari di cristallo a goccia che creano un piacevolissimo contrasto.

Al centro del locale c’è un unico, lunghissimo, tavolo, dove ci si siede per mangiare, oppure, più semplicemente, ci si appoggia, se l’occasione, come l’altra sera, è una cena in piedi con parecchie persone.

Luci viola completavano il tutto, creando una bella atmosfera molto cool.

Lo show cooking

Lo show cooking si è svolto così: uno chef (Carlo Cracco), una presentatrice simpatica e intraprendente (Camila Raznovitc), entrambi microfonati, da un lato del tavolo; due o tre megaschermi sulle pareti della sala, in modo che tutti potessero vedere.

Tutti gli ospiti della serata dall’altra parte del tavolo, per assaggiare i piatti prendendoli direttamente dalle mani dello chef (per lo meno quei quattro o cinque fortunati che riuscivano ad arrivare di fronte ai fornelli).

Naturalmente, per tutti coloro che non riuscivano a piazzarsi in prima fila, gli stessi piatti arrivavano dalla cucina a getto continuo.

In pratica, presenziare ad uno show cooking è un po’ come assistere ad una di quelle trasmissioni televisive di cucina, dove si chiacchiera e si fa da mangiare contemporaneamente, con il privilegio, però, di poter assaggiare, oltre a guardare.

Detto questo, ecco quello che sono riuscita a capire del menù, considerato l’affollamento davanti al tavolo, la mia scarsissima esperienza di cucina, e un paio di décolleté ai piedi che rendevano molto complicato farsi largo tra gli astanti, e contemporaneamente tentare di scattare fotografie.

I piatti

La prima preparazione consisteva in piccole cialde di zucchero sovrapposte con in mezzo una delicatissima insalata russa al nero di seppia.

Le cialde, nella fase finale, venivano riscaldate e leggermente caramellate con quella specie di fiamma ossidrica in miniatura che usano gli chef (questo io non ci provo, perché non so bene come siano i massimali dell’assicurazione contro gli incendi in casa mia).

La seconda preparazione è stata invece un risotto (vialone nano, a quanto ho potuto apprendere), con cavolo nero, seppioline, e nero di seppia disidratato (la seppia ho capito che aveva un ruolo dominante della serata), spolverizzato sopra con il setaccio nelle battute finali.

Show Cooking

Come secondo piatto, bocconcini di filetto cotto ad alta temperatura, e quindi “sigillato”, cioè più cotto all’esterno e più morbido e al sangue all’interno, con contorno di lenticchie e dadini di una cosa che non ho sentito bene durante la spiegazione, ma, assaggiandola, mi è sembrata barbabietola.

Sorpresa finale della serata il nuovo libro di Carlo Cracco “Dire, fare, brasare”, appena uscito, con 11 lezioni e 40 ricette del maestro, tutte superlative, che sarei tentata di esporre nel mio salotto, per fingere di saperle realizzare, ma invece regalerò ad una mia cara amica, cuoca sublime, che ne farà certamente miglior uso.

Una piccola notazione finale.

Carlo Cracco, di persona, è molto meno burbero di quanto non appaia nella trasmissione di Masterchef e, devo dire, anche piuttosto spiritoso.