Day 3

La scoperta di Hong Kong continua: The Big Buddha e Po Lin Monastery. Il leggendario Star Ferry che collega Hong Kong Island e Tsim Sha Tsui.

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Una delle cose più semplici da fare ad Hong Kong, ma forse la più affascinante di tutte, è attraversare la baia, da Hong Kong Central alla sponda opposta di Tsim Sha Tsui, con il mitico Star Ferry, piccolo battellino diesel elettrico bianco e verde che, in dieci minuti, conduce da una sponda all’altra.

Star Ferry

Non è un battello turistico, ma un vero e proprio mezzo di trasporto e, fra parentesi, è proprio uno dei mezzi più comodi (nonchè sorprendentemente economico), per passare da Hong Kong Island alla terraferma.

Il biglietto, che costa l’equivalente di quaranta centesimi di euro, è costituito da un gettone di plastica da inserire nella fessura ai tornelli di ingresso.

E’ suggestivo, perché la baia è incorniciata, da un lato, dallo skyline dei grattaceli di Central Hong Kong, che si allontanano, dall’altra, da quelli dell’area di Kowloon, che si avvicinano.

E’ affascinante, perché lungo le pareti dell’imbarcadero, sono appese le fotografie in bianco e nero della stessa linea di traghetti nei primi del novecento (la compagnia è stata fondata nel 1888).

Il momento migliore, come intuibile, è al tramonto, quando il sole cala e la baia incomincia ad illuminarsi di mille luci colorate, mostrando la versione notturna di uno degli skyline più famosi del mondo, ma anche di giorno la vista del mare, del Victoria Peak e delle mille imbarcazioni che popolano la baia, valgono la traversata.

Senza contare che, questo tipo di spostamento, offre la possibilità di fare una pausa silenziosa dal traffico del centro.

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All’arrivo, dall’altra parte, si trova Tsim Sha Tsui, quartiere colorato e trafficato, sempre animato, sia di giorno sia di sera, pieno di negozi, attività, uffici, alberghi (tra cui lo storico Peninsula).

Qui, oltre alla già citata Avenue of Stars, passeggiata pedonale dalla quale ammirare, specialmente alla sera, lo skyline del centro, si trovano il Teatro dell’Opera ed il Museo di Arte moderna.

The Big Buddha e Po Lin Monastery

Dicono che nessuna visita di Hong Kong possa dirsi completa senza la vista del Big Buddha (Tian Tan Buddha) e del Po Lin Monastery, situati sull’isola esterna di Lamma.

The Big Budda sta ad Hong Kong come il Cristo Redentore sta a Rio de Janeiro.

E’ una statua in bronzo di Buddha, alta una trentina di metri (la statua di Buddha seduto più grande del mondo), che si staglia sulla montagna al di sopra della città, adagiato su un gigantesco fiore di loto, anch’esso in bronzo, e contornato  da altre statue di divinità che completano il quadro.

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Per salire al sito, prendiamo una cabinovia (tipo quelle che si prendono in montagna per andare a sciare), di nome Ngong Ping 360, che compie un tragitto di circa venticinque minuti, con un paio di stazioni intermedie, sorvolando in parte la baia ed in parte la montagna.

E’ bellissimo, per chi non soffre di vertigini, prendere la Cristal cabine, vale a dire la cabina completamente trasparente (pavimento compreso), che consente di vedere il paesaggio che scorre al di sotto per tutto il tempo del viaggio.

Prima di affrontare la scalinata di duecentocinquanta scalini che conduce al Big Buddha, si percorre un tratto all’interno del Po Lin Monastery, un vasto complesso buddista costituito da vari edifici, con il tempio principale ed altri luoghi di culto minori.

Se il tempo non è soleggiato, la visita è ancora più suggestiva, perché si crea una densa nebbiolina alla base del fiore di loto che sostiene il Buddha, che sembra così quasi sospeso per aria, in un’atmosfera particolarmente surreale.

Hong Kong Central

Per concludere il viaggio, abbiamo giusto il tempo di gironzolare un po’ per il centro, ammirando le vetrine sfavillanti di tutte le grandi firme della moda mondiale, che, come generalmente avviene nelle grandi metropoli, fanno a gara per creare gli allestimenti più originali ed artistici.

D’altra parte, lo shopping ad Hong Kong è roba seria, con spettacolari ed immensi shopping center, incastonati tra gli uffici ed i grattacieli del financial district (e, naturalmente, anch’essi collegati con le fantastiche passerelle sopraelevate del futuro che contraddistinguono tutta quest’area).

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Come ogni viaggio, anche questo deve finire.

Però, come ogni volta, resterà qualcosa dentro di me per sempre.

Di Hong Kong ricorderò l’energia, il cielo grigio che fa sembrare tutto ovattato, i templi coloratissimi, con le enormi statue dei draghi, le passerelle che portano da un grattacielo all’altro, come in una città del futuro o in un film di fantascienza.

E poi i Dim sum (che buoni!), l’incomprensibile inglese con accento cinese, l’incredibile massaggio che mi ha sbloccato tutte le tensioni accumulate nel collo, e lo skyline notturno del centro, con i grattacieli che si illuminano alle otto di sera per il loro spettacolo quotidiano.

E tante altre cose che mi verranno in mente all’improvviso, a distanza di tempo, e che mi apparterranno per sempre, perché, alla fine, come tutti i viaggiatori, io credo di essere la somma di tutti i miei viaggi.

Vi è piaciuto esplorare Hong Kong con me?

Leggete anche i racconti delle altre parti del viaggio, cliccando qui e qui.