Alla scoperta di Hong Kong (Day 1). Hong Kong Island, Central Hong Kong, Western Market, ed il meraviglioso Skyline notturno del centro città, fotografato dalla sponda opposta, vale a dire dalla bellissima passeggiata nel quartiere di Tsim Sha Tsui (Avenue of the Stars).

Hong Kong Island

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Il centro di Hong Kong, che si raggiunge dall’aeroporto con un comodissimo treno, in circa venticinque minuti di viaggio, è, di primo impatto, un modernissimo financial district, con strade trafficate, grande movimento, e grattacieli svettanti, tutti diversi l’uno dall’altro, affacciati sulla baia.

Tra questi, è subito riconoscibile il grattacielo sede della Bank of China, dalla forma asimmetrica (con galleria panoramica pubblica al 43 piano) e l’ HSBC Building, progettato da Sir Norman Foster, che compaiono un po’ in tutti i libri che ritraggono i grattacieli più famosi del mondo.

Simile, quindi, al centro di qualsiasi altra pulsante metropoli occidentale.

La sensazione che si ha è quella di una città molto viva e dinamica, dall’aspetto un po’ fantascientifico, soprattutto per alcuni dettagli di carattere urbanistico del centro.

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Hong Kong Central

A tal proposito, è bene imparare subito una cosa fondamentale, per districarsi ad Hong Kong, cioè ad usare le passerelle sopraelevate che collegano, da una parte all’altra, i vari punti del centro.

In pratica, le macchine passano sotto, i pedoni passano sopra, all’interno di questi serpentoni coperti, un po’ come, appunto, in un film di fantascienza.

Il che è molto suggestivo, e soprattutto comodo, anche perché, a quanto ho capito, nelle stagione delle forti piogge, è possibile attraversare il centro da una parte all’altra senza praticamente bagnarsi.

Meglio dunque imparare in fretta ad usare le passerelle, per praticità, e per evitare di passare dei quarti d’ora ad attraversare la strada, che sarebbe un po’ come da noi tentare di attraversare l’autostrada a piedi.

La cosa bella, poi, è che queste strade sopraelevate pedonali, spesso entrano ed escono, attraversandoli, dai sontuosi atri dei grattacieli, cosicché interni ed esterni della città si mischiano continuamente tra di loro, con un effetto ancora più fantascientifico.

Western Market, Soho, e tempio di Man Mo

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Uscendo a passeggiare un po’ fuori dal centro, però, ci si accorge subito che la città non è solo questo, ma anche molto altro.

In atre parole, non ci sono solo grandi centri commerciali e negozi di lusso, ma anche, appena un po’ più in là, mercati coloratissimi (come il Western Market), stradine strette che si inerpicano sulla collina, piene di bancarelle che vendono frutta, verdura e spezie di tutti i tipi, piccoli negozietti di artigianato locale, di radici di ginseng e di incenso, che si snodano lungo la strada principale dove passano tram a due piani, anch’essi tutti colorati.

Per riposarsi un po’, si può anche prendere un tram e percorrere un tratto del percorso in un senso e nell’altro, per godersi l’atmosfera festosamente caotica delle strade e dei negozi, stando comodamente seduti.

Le strade di Soho, poco distanti, sono contornate da negozi tradizionali, che si alternano a gallerie d’arte e locali ultramoderni, ideali per fermarsi a prendere un aperitivo o per un drink dopocena.

Non è raro, poi, in mezzo alle case ed ai grattacieli, trovare un giardino, o un tempio, facilmente visitabili, anche se è bene dare un’occhiata agli orari (tipo il tempio di Man Mo, che è uno dei più antichi del territorio, dedicato alle divinità della guerra e della letteratura).

Tsim Sha Tsui e la vista dei grattacieli del centro

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Di sera, vale veramente la pena attraversare la baia e recarsi a Tsim Sha Tsui (a sud di Kowloon), da dove si gode la miglior vista dello skyline dei grattacieli del centro, tutti illuminati e molto colorati.

E’ un po’ come andare a cena a Brooklyn, e vedere lo skyline di Manhattan dall’altra parte del ponte.

Oltretutto, a Tsim Sha Tsui, c’è una bellissima passeggiata a mare interamente pedonale (Avenue of Stars), dove si può camminare godendosi il panorama del lato opposto della baia (cioè di Hong Kong Island).

Tutto ciò considerando che, alla sera, e precisamente alle otto, i grattacieli di Hong Kong si illuminano tutti con giochi di luci e colori, che variano in continuazione, dando vita ad un vero e proprio spettacolo.

Per mangiare, non c’è che l’imbarazzo della scelta, basta solo decidere che tipo di cucina assaggiare, come in tutte le metropoli del mondo; anche se, personalmente, sono sempre dell’idea di provare la cucina locale.

Io ho sperimentato la cucina Mongola, in un ristorante del tipo All you can eat (Nomad’s, Mongolian BBQ in Tsim Sha Tzui, 53-59, Kimberley Road), che è un classico Mongolian barbecue, dove si scelgono personalmente, da un buffet, tutti gli ingredienti crudi che compongono il piatto (principalmente, verdure, carne, pesce, salse) e, dopo avere composto la propria ciotola, bisogna consegnarla al cuoco, che cucina tutto sulla griglia nella cucina a vista del locale.

Io ho scelto noodle di due tipi diversi, carote, gamberi e curry.

Dopo di che, il piatto viene riconsegnato al tavolo, con un aspetto fantastico e molto appetitoso.

Come dessert, budino di mango.

Carino anche l’arredamento del ristorante, con sedie tutte ricoperte con un rivestimento bianco peloso.

Vi è piaciuto esplorare Hong Kong?

Il racconto continua; se volete continuare a scoprire Hong Kong con me cliccate qui.