
Written by Penna a Spillo
🌎 Categoria: Storie di Viaggio
📖 Dall’archivio di Penna a Spillo: un ricordo di quando i miei figli erano piccoli, conservato esattamente com’era allora per custodirne la magia.
🇺🇸🌵 Death Valley in inverno: diario di viaggio tra dune lunari, crateri e paesaggi extraterrestri
Dopo avere percorso circa cinquecento km a partire dal Grand Canyon, parte dei quali sulla mitica Route 66 (USA 2016 parte 5 Route 66 Seligman e Williams) attraversiamo il confine tra Arizona e Nevada, superiamo Las Vegas, e ci fermiamo a dormire a Pahrump, cercando di avvicinarci il più possibile alla Death Valley.
Dopo una cena da Pizza Hut, ci fermiamo a dormire al Best Western Pahrump Oasis e, l’indomani mattina, partiamo presto, come ormai ci siamo abituati a fare, per sfruttare al massimo le ore di luce.
Non so bene cosa aspettarmi, anche perché la maggior parte delle descrizioni che sono riuscita a trovare parlano della Death Valley in piena estate, come di un luogo caldissimo, ai limiti della sopportabilità, con il sole a picco e radiatori della macchina in ebollizione, mentre ora è pieno inverno, e fa freddino, dunque lo scenario sarà forse un po’ diverso.





Prendiamo comunque nota di tutte le prescrizioni, che consigliano, prima di iniziare le attività della giornata: verificare i pneumatici, controllare il serbatoio e la perfetta funzionalità dell’auto (è importante sapere che la copertura per i telefoni cellulari nella zona è minima o assente, per cui è impensabile potersi affidare al cellulare per eventuali soccorsi).
Tralasciamo soltanto la scorta d’acqua che, invece, in estate, sarebbe al primo posto delle cose da procurarsi.
Appena lasciata Parumph, come al solito, il panorama cambia in continuazione, facendosi sempre più desertico, e la strada inizia impercettibilmente a scendere, com’è ovvio, essendo la nostra destinazione sotto il livello del mare.
🚘 L’ingresso al Death Valley National Park
Percorriamo una cinquantina di km ed entriamo nel Death Valley National Park (California), all’altezza di Death Valley Junction.
La prima differenza che notiamo, rispetto agli altri parchi visti sino ad ora, è che non ci sono le postazioni dei Rangers, dove pagare il biglietto, all’ingresso del parco, ma semplici colonnine con scritto pay here (il prezzo è comunque sempre più o meno lo stesso, qui di venti dollari).
Il che aumenta il senso di solitudine, data l’assenza di contatto umano anche all’entrata del parco.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il panorama del Death Valley National Park non è affatto ripetitivo.
Tutti i punti panoramici meritano di essere visti, nessuno è uguale all’altro, e ognuno offre uno scenario memorabile, di quelli che non si dimenticano.


In una giornata, dall’alba al tramonto, attraversando il parco con la macchina, si riesce a vedere molto, ma bisogna tenere conto del fatto che per arrivare al parco da Las Vegas (o altra località nei paraggi) e tornare indietro (o proseguire oltre verso Los Angeles, come abbiamo fatto noi), ci sono parecchi km da percorrere, senza possibilità di fermarsi.
Se preferisci prenderti più tempo, puoi optare per un pernottamento all’interno del parco, dove si trovano quattro strutture:
- Panamint Springs Resort
- Furnace Creek Inn
- Furnace Creek Ranch
- Stovepipe Wells Village
Avendo optato per la visita dall’alba al tramonto, siamo costretti a scegliere soltanto alcune delle numerose destinazioni che il parco offre.
⛰️ Zabriskie Point e lo scenario lunare della valle
La cosa che indubbiamente rende particolare la visita della Death Valley in inverno (non so come sia in estate) è la quasi totale assenza di turisti.
Il che accresce ancora di più l‘incredibile, e mai provata prima, sensazione di essere catapultati su un altro pianeta.
Forse, se dovessi dare un consiglio ad un amico che desidera andarci, gli suggerirei di non guardare nessuna foto, immagine o descrizione prima di arrivare, cosicché lo scenario lunare di Zabriskie Point (7 km da Furnace Creek sulla Hwy 190), risulti una totale sorpresa (ma, a pensarci bene, lo è comunque).




Arriviamo, parcheggiamo la macchina, e ci arrampichiamo fino al punto panoramico, dal quale si scorgono le incredibili dune scolpite dal tempo e dagli eventi atmosferici e non so da che altro, efficacemente definite come “colline di spuma rocciosa”.
Il silenzio è totale, intervallato soltanto dalle urla di gioia dei tre folletti che saltellano tra una duna e l’altra come se fossero sempre vissuti lì, e cercano di convincerci del fatto che è molto meglio scendere più oltre, e non fermarsi al punto di sosta panoramica.
Difatti, scavalcano immediatamente la recinzione, e a noi non resta che seguirli, ammutoliti dallo stupore di questo luogo incredibile e magico.


Nella stessa area della Death Valley si trovano anche Badwater (sulla Route 178, a circa 30 km a sud di Furnace Creek, che è il lago salato situato nel punto più basso degli Stati Uniti, a 86 metri sotto il livello del mare) e Dante’s View (a circa 10 miglia da Zabriskie Point, ben segnalata, c’è una deviazione di circa 13 miglia che porta a questo punto di osservazione).
⛽ Furnace Creek e l’Ubehebe Crater
Proseguiamo verso Furnace Creek, il centro nevralgico della valle, dove si trovano il Visitor Center, alcuni hotel, una sorta di spaccio con vendita di generi alimentari, un importantissimo distributore di benzina (ce ne sono soltanto due all’interno del parco, uno qui e l’altro a Stovepipe Wells Village).
Furnace Creek è fondamentalmente da tenere in considerazione come punto di riferimento per organizzare le varie escursioni e costituisce una preziosa base (un po’ come se fosse un’oasi) per qualsiasi necessità.

Noi ci fermiamo per una breve sosta, con l’indispensabile rifornimento di carburante, e decidiamo di spingerci a Nord, verso lo Scotty’s Castle e l’Hubehebe Crater.
Lungo la strada ci fermiamo a fare uno spuntino a Stovepipe Wells, al Badwater Saloon, in un locale che sembra in tutto e per tutto un saloon del vecchio west, con grande gioia dei folletti.
🌋 L’incredibile Ubehebe Crater
Lasciata Furnace Creek, ci dirigiamo verso lo Scotty’s Castle, per il quale occorre fare una deviazione di parecchi km verso nord.
Purtroppo, però, scopriamo che la strada è chiusa, a causa di allagamenti, non infrequenti in questo periodo dell’anno.
Sulla stessa direttrice, però, è accessibile l’Hubehebe Crater, uno degli altri punti che ci eravamo ripromessi di visitare.
Si tratta di un cratere, nella zona più a nord della Death Valley, vicina allo Scotty’s Castle e lontana dalle attrazioni più note (quelle indicate sopra, ai punti precedenti), generato da un’esplosione vulcanica avvenuta forse non più di trecento anni fa.
Ancora una volta, lo scenario è pazzesco.


Data l’ora tarda e la stanchezza, decidiamo di fermarci a dormire in una località intermedia, ad un centinaio di km da Los Angeles, per poi ripartire la mattina dopo, per quello che sarà il nostro ultimo giorno di questo incredibile viaggio negli USA e nei parchi dell’Ovest.


Si conclude così il nostro viaggio di quasi 3.500 km, attraverso
Si conclude così il nostro viaggio di quasi 3.500 km attraverso:
- 4 Stati: California, Arizona, Utah e Nevada.
- 3 Città: Los Angeles, San Diego e Las Vegas.
- 3 Parchi Nazionali: Bryce Canyon, Grand Canyon e Death Valley.
Torniamo stanchi, emozionati, e con alcune immagini che ci resteranno negli occhi per sempre; contenti di tornare, ma desiderosi e felici di ripartire presto, pronti ad organizzare il nostro prossimo viaggio con folletti al seguito.
🌵Consigli pratici per visitare la Death Valley in sicurezza
La Death Valley è un luogo estremo e affascinante, dove la natura mostra il suo volto più selvaggio. Per viverla al meglio, ecco alcuni accorgimenti da non trascurare:
- Parti molto presto al mattino o nel tardo pomeriggio per evitare le ore più calde.
- Se vai in estate porta con te molta acqua, snack salati e protezione solare: le temperature possono essere proibitive.
- Verifica sempre le condizioni meteo e l’eventuale chiusura delle strade prima di partire.
- Fai il pieno di carburante prima di entrare nel parco: le stazioni sono rare e molto distanti tra loro.
- Indossa abiti leggeri ma coprenti, occhiali da sole e cappello.
Visitare la Death Valley è come camminare su un altro pianeta: un’esperienza forte, intensa e indimenticabile, da affrontare con prudenza e meraviglia.
Ti è piaciuto esplorare la Death Valley con me?
🗺️ Continua a leggere il diario di viaggio negli USA
Se stai organizzando un viaggio on the road negli Stati Uniti occidentali, non perdere le altre tappe del nostro percorso:
- Diario di viaggio in USA parte 1 Los Angeles
- Diario di Viaggio in USA parte 2 San Diego
- Diario di Viaggio in USA parte 3 Las Vegas
- Diario di viaggio in USA parte 4 Bryce Canyon e Grand Canyon
- Diario di viaggio in USA parte 5 Route 66 Seligman
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