L’avvicinarsi del Natale mi fa venire in mente un posto magico e romantico per trascorrere le vacanze sugli sci, cioè la Val Badia.

La magia di questo posto è data dal perfetto mix tra le meravigliose montagne del contesto (basta nominare Gruppo del Sella e Armentarola) e l’atmosfera un po’ fatata che caratterizza tutti i boschi ed i monti delle Dolomiti, dove ti sembra sempre, non so bene perché, di dover vedere spuntare fate e gnomi da dietro ad ogni albero.

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Se chiudo gli occhi, vedo istantaneamente baite di legno con i tetti carichi di neve, chiesette sparse qua e là in mezzo ai boschi, raggiungibili attraverso piccoli sentieri percorribili solo con gli sci, piatti di kaiserschmarren spolverati di zucchero a velo con marmellata di mirtilli accanto, tramonti infuocati dietro le montagne.

Sellaronda

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Una delle prime cose che colpiscono della Val Badia, è che è una delle valli che si snodano attorno al gruppo del Sella e, quindi, rappresenta uno dei punti dai quali si può partire per una delle escursioni sugli sci più suggestive che si possano provare, vale a dire il Sellaronda (forse ancor più conosciuto come giro dei quattro passi).

Dal mattino alla sera, percorrendo con gli sci quattro passi alpini (Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena) e circa quaranta Km di piste, senza mai ripercorrere la stessa discesa due volte, si gira tutto intorno al gruppo del Sella (in senso orario o in senso antiorario) per poi tornare al punto di partenza, potendolo così ammirare da diversi scorci ed angolazioni, con la luce che cambia a seconda del momento della giornata.

Al Sellaronda ho dedicato un post a parte che potete vedere cliccando qui.

E’ un’esperienza da provare, scegliendo una giornata di sole; ne vale veramente la pena, non solo per lo scenario, meraviglioso, ma per quella sensazione impagabile di mescolare il divertimento dello sci con la sensazione della gita, che lascia un senso di piccola avventura.

In pratica, gli sci diventano il mezzo di trasporto, silenzioso e veloce, che permette di procedere in mezzo alla natura incontaminata, raggiungendo luoghi dove non si potrebbe arrivare in altro modo.

Gite sugli sci

Lagazuoi, Cinque Torri, Santa Croce

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Un’altra cosa bella e particolare della Val Badia è che di escursioni con gli sci ai piedi se ne possono fare tante.

Une delle mie preferire è quella sul Monte Lagazuoi, ai piedi dell’Armentarola (che ho descritto in un apposito post, intitolato appunto Lagazuoi), che permette di salire in cima al monte, raggiungendo il rifugio dal Passo Falzarego, per poi ridiscendere lungo una pista di quasi otto Km, che passa attraverso pareti rocciose ricoperte di cascate di ghiaccio, in uno scenario da fiaba.

Non è da meno la gita a Santa Croce, dove, al termine di una serie di piste, occorre togliersi gli sci, e proseguire a piedi per un breve tratto, per raggiungere la chiesetta circondata dagli alberi innevati.

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I paesini

Corvara, Colfosco, Badia, San Cassiano, La Villa, San Vigilio di Marebbe

I paesini della Val Badia sono come quelli del presepe.

Casette piccole che si illuminano alla sera come tante piccole stelle che brillano in mezzo alla neve, legno, camini, profumo di cioccolata calda e di cannella, sentieri nel bosco dove non ti stupiresti di incontrare fate e folletti, terrazzi stracolmi di fiori colorati che colorano le facciate delle case.

Sono tutti belli: Corvara, Badia, Colfosco, San Cassiano, La Villa, San Vigilio di Marebbe.

E, oltretutto, sono anche molto bene organizzati.

I negozi sono ben forniti (pur trattandosi di piccoli paesini), i servizi funzionano bene.

Le scuole sci sono sempre facilmente raggiungibili, a piedi, da tutti i punti principali, hanno orari comodi, spesso sono dotate anche di baby parking per i più piccoli che ancora non sciano, sia all’aperto che al coperto per il caso di maltempo; i corsi per i più grandi organizzano almeno un giorno alla settimana vere e proprie gite sugli sci, in qualcuna delle località che ho descritto sopra.

Dappertutto si trovano locali Apres Ski, dove fermarsi dopo avere finito di sciare, con musica di intrattenimento.

In pratica, tutto ciò che si può desiderare per trascorrere una vacanza comoda e piacevole (per quanto possa dirsi comodo e piacevole andare a sciare con tre folletti, come ampiamente illustrato in questo post che ho chiamato Sul cucuzzolo della montagna).

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Il cibo

Rifugio Scotoni

Il cibo è una delle cose per cui vale la pena arrivare sino là.

Si mangia divinamente, sia nelle baite, dove ci si ferma durante la giornata di sci, sia nei numerosi ristoranti disseminati qua e là per la cena.

Le baite, oltre ad essere architettonicamente suggestive (specialmente quelle tradizionali, in legno e pietra, con soffitti bassi e travi a vista, enormi tavoli e panche ricoperte da cuscini a quadretti, candele sparse qua e là, ed enormi camini accesi), hanno piatti che fanno venire l’acquolina in bocca solo a pensarci.

Ognuna ha la sua specialità: c’è quella che fa il miglior strudel, quella che fa il miglior Kaiserschmarren, quella famosa per i canederli e quella dove si va apposta per mangiare lo stinco al forno con le patate.

Imperdibile il Rifugio Scotoni per la grigliata di carne.

Per la sera non c’è che l’imbarazzo della scelta; dal locale caratteristico che prepara la zuppa d’orzo e gli spetzli, al ristorante stellato, con chef pluridecorato, alla pizzeria, alla baita in mezzo alle piste raggiungibile solo con i gatti delle nevi.

Ai miei bambini piace andare alla Tana dell’Orso, a Badia, località Pedraces, una specie di baita in mezzo al bosco, dove aleggia un’aria fiabesca e l’arredamento interno è costituito da centinaia di orsetti di peluche, di tutte le fogge e dimensioni, sparsi ovunque (comprese pareti soffitto). C’è anche una stanza piena di streghette, ma noi non siamo mai riusciti a schiodarci dagli orsetti di peluches.

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