In viaggio verso Londra: Colmar e Bruges

Viviamo a Londra ormai da due anni. Siamo expat a tutti gli effetti.

Il che significa, tra le altre cose, che non abbiamo più una macchina italiana, bensì una macchina inglese, con la guida a destra, e che durante l’estate, come molti altri italiani residenti a Londra, andiamo in Italia, per trascorrere la nostra irrinunciabile estate italiana, in macchina.

Il che presenta un paio di vantaggi.

Il primo è che attraversiamo posti bellissimi (oltre a provare, per la prima volta, l’Eurotunnel), sia all’andata che al ritorno.

Tra Francia, Germania, Svizzera, trovare posti incantevoli da visitare non è certo un problema, e non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Il secondo è che al ritorno, anziché stipare vasetti di pesto nel bagaglio a mano, possiamo concederci il lusso di riempire il bagagliaio della macchina con scorte di cibo italiano doc; quel cibo che a Londra si trova tranquillamente (a Londra, come è noto, si trova tutto), ma a prezzi decisamente proibitivi.

Quindi, trascorsi i nostri due mesi di vacanze italiane da expat, con la nostra macchina inglese ben rifornita di cibo italiano, affrontiamo il nostro road trip back to London, per il quale prevediamo due soste d’eccellenza, che vi racconto in questo post: Colmar, in Alsazia, e Bruges, nelle Fiandre.

Colmar

Colmar è un piccolo villaggio nel cuore dell’Alsazia, nella Valle del Reno, che definirei spettacolare; sembra il villaggio di Asterix, ma più bello.

Già durante il viaggio, raggiunta la Valle del Reno, il paesaggio diventa inconfondibile.

Dolci colline movimentate dai vigneti, attraversate dai particolarissimi filari del Riesling, con il fiume che fa da spartiacque e da confine tra Francia e Germania.

Arriviamo a Colmar verso sera, in quella fascia della giornata in cui il sole è già calato ma non è ancora arrivato il buio e c’è ancora luce sufficiente per vedere bene, e fotografare, tutti i dettagli.

Il villaggio è piccolo, perfettamente uniforme, e davvero suggestivo.

Le casette sono tutte a graticcio, colorate e fiorite, e tutto il centro è un dedalo di piazze e vicoletti contornati da birrerie e ristoranti con cucina alsaziana.

Una parte di Colmar molto particolare è chiamata Petit Venise, perché si snoda proprio a ridosso del canale che attraversa il villaggio.

Qui si trovano alcuni locali particolarmente scenografici: i tavoli sono posti su terrazze proprio a livello dell’acqua e la vista del canale all’imbrunire con le lucine che si accendono è davvero molto suggestiva.

Noi ceniamo nella piccola brasserie che vedete sul lato sinistro della foto, “Le Bateliers”, cucina semplice e un sacco di piatti tipici della cucina alsaziana; se passate di qui vi suggerisco di provare la Quiche Lorraine.

Colmar

Più avanti si raggiunge la Piazza centrale, dove si concentrano la maggior parte dei locali e degli Hotels, alcuni dei quali davvero antichi e perfettamente conservati con tutti gli arredi originari.

Nella piazza principale, cosa peraltro molto comune durante l’estate nelle città e cittadine del nord europa, troviamo un festival musicale con street food e palcoscenico con musica dal vivo.

Ciò che colpisce di Colmar è l’architettura, il colpo d’occhio complessivo.

Non un paio di edifici storici, ma piuttosto decine di casette a graticcio di colori pastello e fiori alle finestre.

Non una strada principale, bensì un insieme di stradine e vicoletti tutti perfettamente conservati nella loro struttura originaria.

E’ questo che fa la differenza, perchè dà la sensazione di un tuffo nel passato con la macchina del tempo.

Bruges

La seconda tappa del nostro road trip è Bruges, la meravigliosa città delle Fiandre patrimonio dell’UNESCO, non distante da Bruxelles, piena di storia e di tesori da scoprire.

Bruges è una cittadina di media grandezza, attraversata da un reticolo di canali, ordinata e romanticissima, con un centro tutto pieno di piccoli ponti e strade acciottolate, dove ad ogni angolo si aprono scenari che sembrano dipinti.

La bellezza di Bruges sta proprio nel fatto di assomigliare ad un quadro, uno di quei dipinti dove ogni dettaglio è perfettamente studiato e nulla è lasciato al caso.

Una parte di Bruges si affaccia sull’acqua, ed è questa la prima cosa che si nota, arrivando in città.

La zona più centrale, in pratica il cuore di Bruges, in parte pedonale, si concentra intorno a due maestose piazze, che si trovano proprio l’una accanto all’altra, il Burg e il Markt.

Burg

La prima, il Burg, da sempre centro amministrativo e religioso, è la piazza dove si trovano oggi il Municipio e la Basilica del Santo Sangue.

E’ una piazza ampia e contornata dalle tipiche casette a punta delle fiandre, quelle che sembrano orlate di pizzo.

Sul centro storico si innalza il Belfort, la torre campanaria simbolo della città.

Markt

Il Markt è la Piazza del Mercato, centro commerciale in epoca medioevale, anch’essa ricoperta di ciottoli e tutta circondata dalle bellissime casette a punta colorate; al centro si trovano carrozze con i cavalli pronte a partire per gironzolare tra le antiche vie di Bruges.

Il rumore degli zoccoli dei cavalli sul selciato è uno degli elementi che contribuiscono a rendere unica l’atmosfera di questa deliziosa città.

Per noi è un’esigenza data dai tempi ristretti del viaggio, ma consiglio a tutti di alzarsi al mattino presto e fare un giro per il centro ancora semideserto, con i negozi ed i caffè che aprono e la città che si risveglia.

La sensazione è unica, l’assenza di rumori e di traffico ed i suoni della piazza del mercato che si mette in movimento sono proprio da fiaba.

Tutto intorno ai due nuclei centrali, Burg e Markt, si trovano le varie strade del centro storico, con le imponenti facciate dei palazzi, tutte diverse l’una dall’altra, ma tutte accomunate dallo stile tipico ed inconfondibile delle fiandre.

Assolutamente da non perdere è la cena (o il pranzo) in uno dei tantissimi locali del centro, per assaggiare il piatto tipico di queste parti: Moules et Frites, accompagnato dalla fantastica birra locale.

Tra le cose che purtroppo non riusciamo a vedere (ma che vi consiglio di non saltare) il Begijnhof, l’insieme di case bianche una volta abitate dalle Beghine di Bruges, anch’esso dichiarato patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Siete curiosi di sapere dove ci siamo fermati all’andata? In un posto altrettanto bello, la Borgogna; seguitemi, ve lo racconto in uno dei prossimi post.

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