Stopover a NYC: Cosa vedere in 24 ore

Vi piace l’idea di uno Stopover a NYC? Siete tentanti di spezzare il vostro viaggio, ma vi sembra difficile orientarvi in una città così grande in sole ventiquattr’ore? Noi lo abbiamo fatto, fermandoci a Manhattan durante il nostro viaggio nei Caraibi, e vi racconto qui la nostra esperienza.

Devo premettere che conosciamo bene NYC per essere stati qui moltissime volte, anche per periodi molto lunghi (potete leggere su qualcuno dei nostri soggiorni qui e qui) e questo agevola senz’altro le cose; ma in ogni caso, con un po’ di organizzazione, anche in sole ventiquattr’ore si possono fare un sacco di cose a Manhattan.

L’arrivo a Manhattan

Il nostro stopover a NYC è stato di due notti con un intero giorno in mezzo; ovviamente, non è possibile vedere tutti i punti principali, occorre fare delle scelte; quella che vi descrivo è una semplice giornata, organizzata però in modo da ottimizzare i tempi e toccare diverse parti della città, non limitandosi a passeggiare lungo la (pur bellissima) 5th Avenue.

Il mio suggerimento è scegliere strategicamente il posto dove alloggiare; noi abbiamo deciso per una sistemazione molto centrale a Manhattan, l’Hilton Hotel a Midtown, vicino a Central Park, con facile accesso a tutte le aree principali del centro.

Arrivare a Manhattan dal JFK è sempre magnifico; ogni volta, spuntare dall’Holland Tunnel nel pieno centro di Manhattan in mezzo ai grattacieli di Midtown ha un che di fiabesco.

Come spesso accade, la prima sera è stata un incubo, perché, arrivati in Hotel abbiamo scoperto che la nostra prenotazione era stata cancellata, a causa di un disguido (tutto ciò capitava il 27 dicembre con la città presa d’assalto dai turisti).

Ma per esperienza sappiamo che in viaggio queste cose capitano abbastanza spesso, e dopo lo stress iniziale, con un pizzico di fortuna, la camera è saltata fuori.

Quindi, dopo esserci finalmente sistemati, ci siamo accontentati di mangiare un hamburger nel pub irlandese proprio sotto il nostro albergo.

Tuttavia, nonostante la stanchezza ed il jet leg, la tentazione di aggirarsi un po’ tra i grattacieli illuminati di midtown ha avuto la meglio e l’emozione che si prova è sempre unica ed indescrivibile; ogni volta si ripete la magia, esattamente come la prima volta di tanti anni fa.

Andare a dormire con le finestre aperte sulle luci della città che non dorme mai, guardando dall’alto le file di taxi gialli che sfilano ininterrottamente, e svegliarsi al mattino con il sole che sorge dietro ai grattacieli, è qualcosa che non riuscirò mai a descrivere abbastanza con le parole.

New York ci ha regalato, al nostro risveglio, una di quelle giornate il cui il cielo di Manhattan è così blu e limpido che sembra dipinto e i contorni sono talmente nitidi da rendere possibili foto incredibili senza usare alcun filtro.

Passeggiare al mattino a Central Park

Per prima cosa, quindi, ci siamo diretti a Central Park, nell’aria fredda del mattino, toccando romanticamente tutti i nostri punti preferiti del parco; la gioia di passeggiare lungo i sentieri gelati al mattino presto con lo skyline di Midtown alle spalle davvero non ha prezzo.

Il campo di pattinaggio sul ghiaccio con le musiche natalizie ed i grattacieli sullo sfondo, le Dakota Towers, il Bow Bridge e il Reservoir mi fanno pensare ogni volta che questa sia la città più bella del mondo (ok scusa Londra, anche tu la più bella a pari merito).

I miei folletti (solo due questa volta, perché il teen folletto ha preferito rimanere con i suoi teen amici in Italia e UK), ogni volta che mettono piede a Central Park, scappano e si arrampicano su quelle rocce levigate che non ho mai visto da nessuna altra parte e che rappresentano l’incubo della mamma ansiosa media (io).

Central Park è uno di quei posti dove potrei stare giornate intere; tuttavia dato il poco tempo a disposizione, la passeggiata è stata per forza di cose contenuta e, uscendo dalla parte di Columbus Circle, abbiamo raggiunto a piedi in poco tempo Times Square.

Un salto a Times Square

Il mio sentimento rispetto a Times Square è controverso; da un lato si tratta del punto più turistico e caotico della città, specialmente nel giorni che precedono il New Year’s Eve, ma al tempo stesso è uno di quei posti che trasmettono una tale energia che è impossibile rimarne distanti.

Giusto un rapido passaggio, sufficiente a respirare l’inimitabile ed elettrizzante atmosfera dell’incrocio più famoso del mondo, ed abbiamo preso la Metro per fare un salto a Wall Street, ed al Seaport Historic District, che si trova proprio a fianco al Financial District.

Wall Street e il Seaport Historic District

L’albero di Natale di Wall Street è senz’altro meno famoso di quello del Rockefeller Center, ma altrettanto iconico e suggestivo; inoltre i grattacieli del Financial District e Stock Exchange hanno sempre un grande fascino.

Da lì, in pochi minuti a piedi, si raggiunge il Seaport Historic District che è attualmente in fase di trasformazione ed ampliamento; una volta c’era solo il Pier 17, con food court e piccoli negozi al coperto, mentre ora c’è una costruzione più ampia e strutturata, destinata ad ospitare nell’immediato futuro vari stores di grandi marchi e concept Store (Corso Como 10 per citarne uno).

Una bellissima novità è la pista di pattinaggio sul rooftop, dalla quale si gode una meravigliosa vista del ponte di Brooklyn e dello skyline di Jumbo Brooklyn, sulla riva opposta.

Pomeriggio nell’Upper East Side

Dopo un lunch al volo (sandwich in uno dei tanti Starbucks che popolano la città), con la Metro siamo risaliti a Midtown, per fare un giro sulla Madison nell’Upper East Side.

Avendo già visto tante volte la 5th Avenue, e le meravigliose vetrine dei negozi che la contornano, abbiamo preferito dirigerci sulla Madison verso nord, per assaporare l’atmosfera più tranquilla e suggestiva dell’Upper East Side.

In ogni caso, a parità di distanza, 5th Avenue, Albero di Natale del Rockefeller Center e spettacolo di luci e musiche davanti alle vetrine di Saks restano una valida alternativa; tenete però presente che nel periodo tra Natale e Capodanno è davvero impraticabile per il fiume di gente che l’attraversa.

A Cena nel Greenwich Village

Ed infine, fatta una doverosa sosta in Albergo, per concludere la nostra giornata di stopover a NYC abbiamo prenotato per la cena uno dei nostri ristoranti preferiti nel Greenwich Village, Knickerbocker a University Place, proprio accanto a Washington Square, sempre uno dei punti più iconici della città.

Knickerbocker è un ristorante molto newyorkese, frequentato prevalentemente da residenti del quartiere, con ottime bistecche e in alcune sere musica jazz dal vivo.

Cenare nel Village permette anche di gironzolare un po’ nei dintorni, curiosando tra i numerosi locali sparpagliati qua e là.

Peraltro, se volete altre idee per cenare a Manhattan, potete trovare in questo post tutti gli indirizzi dei miei ristoranti preferiti.

Ecco, questo è stato il nostro stopover a NYC di ventiquattr’ore, fatto ovviamente di scelte, senza la pretesa di vedere tutto, ma comunque pieno di sensazioni e di emozioni di quelle che rimangono a lungo.

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